ACCADDE OGGI – 1938, Italia campione del Mondo

Era il 19 giugno 1938. Italia campione del mondo.  Vittoria per 4-2 sull’Ungheria

I Mondiali del 1938 si svolsero in Francia, in un clima di tensione e per certi versi di rassegnazione. L’Europa procedeva spedita verso la Seconda guerra mondiale, scoppiata dopo l’invasione della Polonia della Germania,avvenuta solo dopo pochi mesi, il 1 settembre del 1939.

Per il successivo Campionato del mondo bisognerà aspettare addirittura il 1950, in Brasile.  I Mondiali del 1938 videro la partecipazione di 15 squadre, si svolsero dal 4 al 19 giugno, parteciparono squadre che oggi non esistono più come la Cecoslovacchia e le Indie orientali olandesi.

L’Italia si presentava come nazione campione in carica, ma la politica in quegli anni aveva il suo peso. Il calcioera diventato strumento di propaganda nel nostro paese, come altrove. Gli azzurri, in camicia nera, esordiscono a Marsiglia, con saluto romano e fischi dagli spalti. Siamo in Francia, paese che ha resistito al dilagare dei regimi autoritari del periodo fra le due guerre e meta di migliaiadi esuli italiani antifascisti, di diversa fede politica.

Nel marzo del 1938 la Germania di Hitler aveva invaso l’Austria (il famoso Anschluss) seguito da un plebiscito farsa che sanciva l’annessione del territorio austriaco al Reich. Conseguenza? L’Austria rinunciava per forza alla partecipazione alla Coppa Rimet, anche se alcuni dei suoi migliori giocatori furono convocati nella Germania nazista.

Intanto in Spagna infuriava la guerra civile (1936-1939) che avrebbe alla fine portato al potere il caudillo e dittatore Franco e per questo motivo la nazionale non partecipò neppure alle qualificazioni. Si aggiunga alla situazione descritta, il volere più volte espresso da Hitler di riunire sotto un’unica bandiera tutti i tedeschi sparsi per l’Europa, la crescita notevole delle industrie belliche del Terzo Reich, le leggi razziali contro gli ebrei…

La Francia del 1938 rimane l’ultimo barlume di speranza o di illusione di fratellanza prima dello scoppio della guerra più tremenda che il mondo abbia mai conosciuto.

Tornando al calcio, l’Italia si impose a fatica nella gara di esordio contro la Norvegia, esordiente. I nostri vinsero solo ai supplementari. La squadra di Pozzo trionfò contro la squadra di casa nei quarti per 3-1, con doppietta di Piola e gol di Colaussi. In semifinale toccò ai fortissimi e presuntuosi brasiliani lasciare all’Italia la strada verso la finalissima.  

Il Brasile aveva lasciato riposare il suo giocatore più forte, Leonidas, miglior marcatore del torneo alla fine con 7 reti.  L’Italia si impose grazie ai gol di Colaussi e Meazza allo stadio Velodrome di Marsiglia, il 16 giugno 1938.  Narrano le cronache del tempo che il Brasile avesse già prenotato addirittura l’aereo per la finale.

Nella finale di Colombes gli azzurri si imposero contro l’Ungheria per 4-2, grazie alle doppiette di GinoColaussi e di Silvio Piola. Per i magiari segnarono Tikose Sarosi. Il Brasile si piazzò al terzo posto, avendo vinto contro la Svezia 4-2 la finale di riparazione.

Vittorio Pozzo bissava quindi la vittoria del mondiale del 1934, giocato in Italia.

Per quel tempo notevole fu il successo di pubblico, grazie anche all’organizzazione dell’evento da parte dei francesi che ospitarono la manifestazione utilizzando 11 stadi in 10 città. L’edizione del 1942 non si disputò a causa del conflitto mondiale, nel 1946 erano troppe le macerie, le ferite materiali e morali per pensare al calcio.

Per il regime fascista e per Mussolini fu indubbiamente un notevole successo quello del 1938. L’Italia ormai era alleata della Germania, politicamente e militarmente.  Tutti sapevano che una guerra era ormai prossima, non si sapeva solo quando sarebbe iniziata, neanche lo stesso Duce, consapevole dell’inferiorità militare ed economica del suo paese.

Nel secondo dopoguerra Vittorio Pozzo fu costretto alle dimissioni: la sua figura risultava troppo compromessa con il passato regime: con la nazionale azzurra aveva collezionato 97 panchine con ben 65 vittorie. Ma la storia di Pozzo merita un ulteriore approfondimento…

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Nato a Monza il 12 gennaio 1977, siciliano di origine, uomo di mondo d’adozione. E’ laureato in Lettere moderne presso l’Università degli studi di Milano. Amore smisurato per lo sport, dal calcio al basket, disciplina quest’ultima praticata per oltre dieci anni in gioventù, con la passione per le storie belle da raccontare.