SPORT IN CONDOTTA

LA VOCE DELLA PASSIONE

ACCADDE OGGI – 5 luglio 1975, Arthur Ashe fra sport e Storia

3 min read

Accadde oggi: Artur Ashe, primo afroamericano a vincere Wimbledon

Nello sport spesso accadono eventi che non ti aspetti, ma che cambiano la Storia, anche a livello sociale e non solo. Anno 1975: un americano di colore di nome Artur Ashe vince a sorpresa quello che ancora oggi è considerato il più prestigioso torneo di tennis: Wimbledon, sconfiggendo il leggendario Jimmy Connors.
Ashe non veniva da una grande stagione, anche i precedenti anni avevano fatto registrare risultati altalenanti. Eppure ci sono anni, momenti in cui tutto sembra cambiare. Il destino finalmente gioca per te e solo per te, come accade a Schillaci ai Mondiali di Italia 90, alla Danimarca campione d’Europa nel 1992, alla Grecia campione europea nel 2004, al Leicester di Ranieri: tutto il cosmo, il Fato, la casualità, ma soprattutto il merito e il valore per una volta tifano e giocano per te, per la tua vittoria, come in una bella favola e gli esempi da riportare sarebbero molteplici. Sono quelle storie che ci fanno amare lo sport in fondo e sognare.
Artur nasce nel 1943 in Virginia, a Richmond, ma oggi non è ricordato solo per quella grande vittoria nel torneo del circuito Slam più prestigioso. Al suo nome piuttosto personalmente associo le sue battaglie contro le discriminazioni contro i neri, contro l’apartheid, la sua lotta contro il virus HIV, contratto in seguito ad una operazione al cuore per una trasfusione di sangue. Malattia contratta nel 1988 e tenuta nascosta fino al 1992 quando la stampa americana, spesso a caccia di scoop e non sempre rispettosa della privacy altrui, pubblicò la notizia riguardante il suo stato di salute.
Ashe all’inizio non la prese bene; in seguito capì, come altri campioni come Magic dei Lakers, che la sua notorietà poteva dare un impulso alla ricerca, alla prevenzione, fondando poco prima di morire una fondazione che porta ancora oggi il suo nome con l’obiettivo di aiutare le persone colpite da questa malattia.
Artur morì nel 1993 a New York: ricordo bene quel giorno, ero solo uno studente liceale, neppure appassionato di tennis, ma i grandi personaggi vanno sempre ricordati per quanto ci hanno insegnato e quanto ci hanno lasciato.
Abbandonato il tennis, Artur divenne commentatore tv, scrittore per il Time, opinionista, nel 1985 fu nominato nella Hall of Fame del Tennis, massimo riconoscimento di uno sportivo, a prescindere dalla disciplina praticata.
La sua storia rimane singolare, ma insegna molto: da giovane non era appassionato di tennis, semmai preferiva altri sport tipici del mondo Usa quali il football americano o il basket. Ma il destino si sa, gioca le sue carte come vuole: nel 1963 diventa il primo afroamericano ad essere selezionato nella squadra Usa di Coppa Davis. Bisogna ricordare che in quegli anni la vita degli afroamericani negli Usa ancora era difficile, soprattutto negli stati del sud: i diritti spesso rimanevano scritti sulla carta costituzionale, ma nei fatti la realtà era un’altra. Addirittura in Sudafrica nel 1969 gli fu impedito di partecipare ad un torneo Open: mai occasione fu migliore per denunciare al mondo l’ottusità di quel regime di segregazione che poi Mandela avrebbe fatto cadere nel corso degli anni successivi.
43 anni fa, oggi, Ashe vinceva contro Connors Wimbledon i 4 set con il punteggio di 6-1, 6-1, 5-7, 6-4. Eppure ancora oggi, si ricorda più per le sue battaglie per i diritti, per raccogliere fondi contro le malattie di cuore (subì ben due infarti), il suo impegno per i bisognosi, per il suo volontariato, spesso non esibito, in tempi in cui i social ancora non esistevano. Persona schiva, semplice, ma dal cuore grande, un esempio per i giovani, ma non solo.
Grazie Arthur, sei nella Storia, non solo quella dello sport.

Copyright © All rights reserved. | Newsphere by AF themes.