BASKET-CAMPIONATO A1- Larry Brown va negli Usa per motivi medici

E’ stato uno dei più grandi acquisti del basket italiano nell’estate appena trascorsa.

Campione in panchina con Detroit in Nba e in Ncaa con Kansas. Insomma un mito della pallacanestro migliore, quella americana, da quest’anno in panchina a Torino, squadra vincitrice della Coppa Italia l’anno scorso a sorpresa, e profondamente rinnovata quest’anno nella sua rosa.

Ieri sera, dopo la sconfitta di misura con l‘Umana Reyer Venezia (76-75) dopo un tempo supplementare, ha annunciato che si recherà oggi negli Usa per questioni mediche, non specificando quando tornerà: “Spero presto”, ha affermato il coach, 78 anni, membro della Hall of Fame.

Lascia Torino dopo 4 gare, con il bilancio di una vittoria e di tre sconfitte.

Sul sito ufficiale della squadra si parla “di un piccolo intervento di routine già programmato”  e si specifica che la panchina sarà affidata nel frattempo a Paolo Galbiati durante l’assenza di Larry che andrà a Dallas per “effettuare alcuni controlli”.

Si ricorda che già in estate il guru americano aveva posticipato il suo arrivo in Italia per problemi medici.

I tifosi, e non solo quelli di Torino, sperano di vedere presto in campo il grande Larry, anche perché il calendario prevede vari scontri difficili tanto in Italia che in Europa e la sua esperienza, il suo carisma e la sua simpatia saranno fondamentali per tutto il movimento cestistico, anche se ovviamente per noi rimane prioritaria la sua salute e il suo benessere psico-fisico.

Settimana scorsa Torino aveva perso la Supercoppa contro Milano per 71-82, dopo aver vinto la semifinale contro la Dolomiti Energia Trentino per 81-72.

Esaustiva l’analisi del giornalista Vincenzo Schiavi della Gazzetta dello Sport sul giornale di oggi che in breve editoriale intitola “Larry, solo un pit-stop, ma già ci manchi” evidenziando “che in poche settimane ha scosso il nostro villaggio con una pallacanestro non convenzionale. Guru, personaggio, maestro. Uno stimolo troppo grande per privarcene così, improvvisamente”.

Inutile aggiungere altro alle parole del giornalista della rosea.

Noi possiamo solo augurare un sincero augurio al mister, sperando di vederlo presto in Italia ad allenare e dirigere in campo i suoi giocatori.

Ti aspettiamo coach! Che sia solo un arrivederci, e non un addio come annunciato da alcuni siti sportivi, anche autorevoli.

 

 

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Nato a Monza il 12 gennaio 1977, siciliano di origine, uomo di mondo d’adozione. E’ laureato in Lettere moderne presso l’Università degli studi di Milano. Amore smisurato per lo sport, dal calcio al basket, disciplina quest’ultima praticata per oltre dieci anni in gioventù, con la passione per le storie belle da raccontare.