Bauke Mollema sorprende in un Lombardia spettacolare!

Incredibili emozioni ci ha regalato questa giornata di grande ciclismo sulle strade del Giro di Lombardia, l’ultima grande classica della stagione, il monumento delle “foglie morte”, giunto alla sua edizione numero 113 e dedicata al compianto Felice Gimondi.

Planimetria del percorso dell’edizione 2019 del Lombardia

Il percorso è da brividi, da Bergamo sino al caratteristico arrivo sul lungomare di Como, dove è stato incoronato il vincitore di una vivacissima edizione 2019. Tra i favoriti al via ci sono nomi importantissimi del panorama internazionale, tutti vogliono vincere per concludere al meglio la stagione prima della pausa invernale. Tra i molti (più del 50% ha vinto almeno una corsa di un giorno in carriera) ricordiamo anche i vincitori degli anni passati Vincenzo Nibali (2015 e 2017), Esteban Chaves (2016), Daniel Martin (2014), Philippe Gilbert (2009 e 2010).

Santuario della Madonna del Ghisallo

Tantissimi metri di dislivello da affrontare nei 243 km della corsa, sin da subito resi impegnativi dalle salite al Colle Gallo e Colle Brianza. I primi chilometri della corsa sono da subito velocissimi, con una media pazzesca di 42 km/h che caratterizza le prime due ascese, fino all’imbocco della caratteristica salita della Madonna del Ghisallo. I corridori in fuga sono tanti, tra cui Fausto Masnada (Androni), Davide Ballerini (Astana), Enrico Barbin (Bardiani-Csf), Cesare Benedetti (Bora-Hansgrohe), Rémi Cavagna (Deceuninck Quick-Step), Petr Rikunov (Gazprom-Rusvelo), Tom Skuijns (Trek-Segafredo) e Marco Marcato (UAE Emirates), e il vantaggio sul gruppo dei favoriti rimane sopra i 5′. Sulla sommità si staglia grandioso il santuario della madonna del ciclista, vera e propria meta di pellegrinaggio durante questi giorni. Le campane suonano a festa dal passaggio del primo corridore (Masnada – Androni Sidermec, squadra di recente vincitrice dello Scudetto) sino all’ultimo.

La corsa esplode, però, definitivamente sulla terzultima salita di giornata, la più dura e selettiva di quest’edizione 2019, la Colma di Sormano. Pendenze brutali oltre il 30% accompagnano i corridori verso i 1124m di altitudine, dove è situato lo scollinamento. Tornato nel percorso della classica nel 2012, il muro è il vero e proprio spartiacque tra due fasi di corsa completamente differenti. Prova ad anticipare Bob Jungels (Deckeunick – Quick Step), che non riesce comunque a fare il vuoto e viene ripreso dal gruppo dei favoriti, al quale tutti i corridori più attesi della vigilia sono ancora aggrappati. Giulio Ciccone (Trek – Segafredo) si muove per primo all’attacco, tentando una selezione che costringe da dietro all’attacco Nibali (Bahrain – Merida) e Valverde (Movistar). Il gruppo che si forma in discesa è strepitoso per qualità contenuta, ed in esso riesce anche a riportarsi il campione italiano Davide Formolo (Bora – Hansgrohe) inizialmente staccatosi dalla testa. La Jumbo – Vista, squadra del favorito numero uno, Primoz Roglič, si porta in testa ed impone un ritmo feroce per riprendere l’attacco deciso sferrato da Emmanuel Buchmann (Bora) e Tim Wellens (Lotto).

Vincenzo Nibali (davanti) e Alejandro Valverde in azione sulle rampe del Muro di Sormano

Inizia così l’ascesa al Civiglio, salita di 4,2 km al 9,7%, che vede accadere il colpo di scena più clamoroso. Vincenzo Nibali perde infatti inizialmente l’equilibrio a causa di una borraccia finita sotto le sue ruote, finendo in un ultima posizione nel gruppetto degli inseguitori, poi si stacca sulle durissime rampe che portano alla vetta. Niente da fare dunque per il siciliano, che quest’anno non concederà il tris.

L’attacco decisivo è però quello portato da Bauke Mollema (Trek – Segafredo) ai meno 20 dal traguardo. L’olandese guadagna subito una ventina di secondi, sufficienti per scollinare in sicurezza ed incrementare durante la picchiata verso San Fermo della Battaglia, ultima asperità di giornata, arrivando a 40 secondi di margine sugli scatenati inseguitori. A nulla servono i continui scatti dei vari Valverde, Roglič o Bernal, è Mollema ad avere il passo migliore, inarrivabile per tutti.

Termina così, a braccia alzate sul lungolago di Como, una cavalcata straordinaria, da vero fuoriclasse. Si tratta della prima monumento in carriera per il corridore, già vincitore al Tour e nella Classica di San Sebastian.

Completano il podio Valverde e Bernal (Ineos), entrambi protagonisti di un eccezionale finale di stagione.

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Da sempre grande appassionato di sport di ogni genere, con una preferenza per il calcio ed il ciclismo, seguiti entrambi sin dall'infanzia seguiti con grande trasporto. L'amore per la scrittura ed il racconto sono ciò che lo spingono ad andare sempre in profondità, approfondendo temi e storie di grande interesse. Frequentante l'ultimo anno di liceo classico, pratica calcio a livello provinciale con la C.O.S.O.V. di Villasanta nella categoria Juniores.