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AKRAGAS ANCORA IN STAND-BY. FEOLA “MAI RICHIESTO AUMENTI”

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SIAMO già arrivati a metà luglio, nella prima vera estate da professionisti dopo più di un ventennio ed ancora l’Akragas non ha formalizzato nessun arrivo. Dall’allenatore allo staff tecnico, ai giocatori, ancora nulla di nuovo.

Eppure lunedì scorso Vincenzo Feola, l’allenatore della storica promozione in Lega Pro, è stato in città per parlare di futuro con la società.

Feola, ha incontrato tra lunedì e martedi i direttori Laneri e Tirri ascoltando quelle che sono le intenzioni progettuali della società dei templi, che viste le risicate possibilità economiche mira alla valorizzazione dei giovani. Feola dalla sua si è detto ben disposto a proseguire la sua avventura in biancazzurro, anche se, ovviamente, consapevole che le difficoltà rispetto alla passata esaltante stagione, sono molteplici. Per lui, che spesso ha preferito progetti ambiziosi anche in categorie inferiori, non sarebbe un problema rimanere ad allenare una squadra come quella che gli è stata prospettata, fatta prevalentemente di giovani da far crescere e valorizzare, magari con l’innesto di qualche grande, come potrebbero essere quelli della passata stagione, vedi ad esempio i vari Chiavaro, Vindigni, Catania, Savanarola, Tiscione e Bonaffini, giusto per fare qualche nome, tutti tra l’altro in attesa di una chiamata e ben disposti a proseguire la loro carriera all’ombra dei templi.

Ma al di la di quello che potrebbe essere, ma che ancora non è, c’è un fatto che comunque ci sorprende più del consueto.

Da quando Feola è arrivato in città per discutere con la società, ed ovviamente la tifoseria ha cominciato a sperare che qualcosa finalmente si muovesse, anzichè sentire che almeno la questione Allenatore fosse risolta abbiamo assistito ad un balletto di notizie che comunque provengono da fonti interne alla società, in cui si dice che gli incontri con il tecnico di Somma Vesuviana non hanno dato gli esiti sperati dalla società per via delle eccessive richieste economiche da parte di Feola.

Beh, non volendo fare l’avvocato di nessuno, nè di volerci ergere a giudici, ma desiderosi solamente di conoscere la verità dei fatti abbiamo contattato Vincenzo Feola, ritornato ormai a casa ed in attesa di conoscere la decisione finale che prenderà la società.

Buongiorno Feola, lunedì e martedì è stato ad Agrigento per incontrare la società al fine di confrontarsi con la dirigenza e capire se ci fossero i presupposti per proseguire il suo rapporto lavorativo nella città dei templi, com’è andata?

Bene direi, ho avuto la possibilità di conoscere e parlare con Tirri così come di confrontarmi con Laneri e devo dire che sia dal punto di vista prettamente tecnico che economico ci siamo trovati d’accordo. Posso dire con certezza che le nostre idee combaciano.

A proposito dell’aspetto economico, c’è stato un gran parlare in città, specie sui media, che lei avrebbe richiesto alla società un ritocco sull’ingaggio percepito nella passata stagione. E’ vero?

Assolutamente no! Questa è un informazione non veritiera. Non ho mai chiesto aumenti di stipendio, anche perchè quando dicevo che eravamo d’accordo su tutto, intendevo anche sull’aspetto economico. Probabilmente, trattandosi di professionismo, per la società diventa oneroso ogni singolo contratto a causa della tassazione imposta dallo stato, per cui qualcuno potrebbe essere  indotto a pensare che io abbia chiesto di più, ma vi posso garantire che così non è.

Io con la società mi sono confrontato a 360°, loro mi hanno prospettato un progetto all’insegna della valorizzazione dei giovani, a causa di un budget che non può prevedere nel modo più assoluto spese folli, per cui capendo le esigenze della società e dovendomi assumere ben altri oneri rispetto alla passata stagione, dove al contrario potevo contare su di un organico di ben altro spessore, ho chiesto esattamente la riconferma degli emolumenti percepiti nella passata stagione, anche perchè, ripeto, rispetto allo scorso anno i problemi e le responsabilità saranno di gran lunga maggiori.

Quali rischi per lei affrontare un campionato con una squadra di giovani.

Per me, come ti dicevo prima, quest’anno i rischi sono maggiori. Un conto è disporre di una super squadra come quella con cui abbiamo vinto la serie D, un conto sapere di dovere allenare un gruppo di ragazzi che nasce da un importante ridimensionamento tecnico. Vi posso garantire che ci sono molte più incognite e responsabilità in questo secondo caso. Però come ho detto alla società io sono pronto ad assumermi questo grande ed impegnativo compito. Voi lo sapete, sono una persona estremamente sincera, un uomo che sa assumersi le proprie responsabilità e lo avete visto lo scorso anno quando sono arrivato. Vi avevo detto, anche a rischio di passare per presuntuoso, che ero venuto per vincere, anche perchè per me arrivare secondo sarebbe stata una sconfitta. C’ho messo la faccia come ho fatto sempre nella mia vita e come continuerò a fare in futuro, anche qui con il progetto dei giovani della società.

Avete parlato con i direttori, in riferimento al progetto tecnico, anche eventualmente di moduli di gioco?

No, sarebbe stato riduttivo farlo. E’ normale che quando in squadra hai tanti uomini di categoria può pensare di fare alcune scelte, mentre nel caso nostro, quando si parla di progetto giovani, con un budget limitato, devi assolutamente lavorare sul materiale umano che hai a disposizione e far giocare la squadra in base alle attinenze dei singoli ragazzi.

 

 

 

 

 

 

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