SPORT IN CONDOTTA

LA VOCE DELLA PASSIONE

CALCIO. AKRAGAS. IL CAPOLAVORO DI FEOLA

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Mister Vincenzo Feola (All. Akragas)

… non v’è dubbio alcuno che il giorno della sua presentazione un pò tutti siamo rimasti colpiti dalle sue parole, dalla sua convinzione, dalla sua voglia, dalla sua determinazione, dalla certezza con cui esprimeva di voler vincere il campionato.

Un pò meno, dopo qualche settimana, dal suo gioco, che nonostante le prime vittorie importanti non ci lasciò molto soddisfatti. Diciamo pure che non impazzivo di gioia nel vedere giocare la squadra con un modulo di gioco che prevedeva l’utilizzo di soli 2 centrocampisti a fronte di 4 attaccanti. Mi dicevo, questo ha cambiato le regole del calcio, a me avevano insegnato sin da piccolo l’importanza del centrocampo ed il mio coach addirittura ne metteva 4 in campo, per essere sicuro. Questo qui con 2 dove vuole andare? Ho capito siamo passati dalla padella alla brace (ogni riferimento a mister Betta non era del tutto casuale, ovviamente).

Ma poi dico io, abbiamo in rosa giocatori come Bonaffini, Assenzio, Aprile (il centrocampo titolare dello scorso anno), Conti (Campione d’Italia Palermo Primavera), oltre a Baiocco, Risolo e Trofo. In pratica un supercentrocampo per la serie D, perchè mai giocare solo con 2. La squadra è spezzata in due, pigliamo contropiedi da polli. Regaliamo la partita ed il centrocampo a quasi tutti i nostri avversari. Ma il Mister è proprio masochista. Ma perchè ci dobbiamo fare male da soli???

Allora entra in azione il tifoso appassionato, che per amore della sua squadra del cuore si mette in mezzo proprio come farebbe una buona suocera. (Vediamo se riesco a farvi sorridere).

Arriva la partita di Coppa Italia con il Monopoli, all’Esseneto. L’Akragas viene da un piccolo tour de force di 7 partite (3 Vittorie e 4 Pareggi) in poco più di 30 giorni, quindi si rende necessario fare turn-over.

Ottimo (penso io), ecco l’occasione che aspettavamo in tanti. Vedere in campo chi non c’è stato finora, ovvero i centrocampisti. Accontentati. Nessun 4-2-4. Ma un meno appariscente 4-3-3, con Roberto Chiaria supportato da Dezai e Daniele Arena ed un tosto centrocampo composto da Baiocco, Risolo e settepolmoni Roberto Assenzio. Per i nostalgici di Pino Rigoli e del suo 4-3-3 niente di meglio.

Una partita finalmente gradevole, la squadra gioca al calcio ed almeno fino alla concessione di un rigore dubbio agli ospiti con conseguente espulsione del nostro estremo difensore, anche bella. Alla fine dei 90′ siamo battuti ed eliminati dalla Coppa. Ma non ricordo di nessuno che si fosse strappato i capelli o stridore di denti in tribuna, anzi. Prima di andarmene però, vedo ancora seduto in panca, un pò perplesso, Vincenzo Feola. Mi avvicino a lui e con fare abbastanza lieto e sorridente gli rivolgo un paio di battute da tifoso, testualmente recito: “che sono ste facce, perchè mai sei dispiaciuto? Guarda che oggi nessuno qui in tribuna è rimasto male della partita, anzi, quasi tutti eravamo contenti di aver visto giocare la squadra al calcio; almeno fino al rigore eravamo tutti molto ma molto soddisfatti. Poi hai visto con tutti questi ottimi centrocampisti che hai in rosa, non hai che l’imbarazzo della scelta, mettine uno in più, vedrai le vinci tutte”. Lui mi guarda, dopo avermi gentilmente ascoltato e senza proferire parola, si alza, mi saluta e se ne va verso gli spogliatoi. Esco dallo stadio contento per avergli espresso la mia opinione (che è anche il pensiero di qualche altro centinaio di tifosi) convinto come sono di aver contribuito anch’io alla causa biancazzurra. Eh si mi sono reso utile alla causa. Come se avessi aiutato il mio paese in qualche storico trattato politico. Bravo, come sono bravo !!!  Orgoglioso di me, me ne torno a casa. Giusto il tempo di sbrigare qualche faccenda e dopo cena apro il mio pc, mi collego ai siti che mi parlano della mia Akragas, e leggo le prime dichiarazione post match di Mister Feola, tutte all’insegna dei grandi cambiamenti, rivoluzioni, e via dicendo. Siiii, incredibile mi ascoltava, se ne accorto pure lui che così non poteva continuare. Bravo !!!

Non passano che pochi giorni o addirittura poche ore, in un caso, che leggo delle partenze dei vari Aprile, Assenzio, Conti e D. Arena. Tutti centrocampisti!!! Ma come?  Sarà che non mi sono saputo spiegare, penso io. Boh!!! Quindi vediamo se ho capito. Siccome i tifosi avremmo desiderato veder giocare una squadra con più equilibrio, magari con un centrocampista in più, lui non si è opposto affinchè andassero via, quasi tutti?!?  Sgrign !!!

Problema (il suo) risolto. Evvai, siamo di nuovo punto e a capo. 4-2-4 stiamo tornando. Uff !!!

Ed allora andiamo avanti con questo modulo che per diverse domeniche ci farà letteralmente infracidire, partita dopo partita. Torrecuso a parte (li abbiamo presi a pallonate in casa loro) Rende, Agropoli e Nuova Gioiese (3 pareggi), si confermano i soliti difetti. Vedere quei 4 l’ha davanti tutti in linea che non si muovono, che non fanno movimento, nessuno tra le linee, nessuno che arretra, nessuno che aiuta quei 2 disgraziati (Baiocco e Trofo) in mezzo al campo. Roba da manicomio sportivo. E vai giù con le critiche. Intanto però il tempo passa e l’Akragas rosicchia ancora punti alla capolista Torrecuso, passando da un iniziale -6 ad +1 alla fine del girone di andata. Che fare? Piangiamo con un occhio solo come dicono in alta bavaria.

E siamo arrivati alla partita della svolta. E’ il 25 gennaio. All’Esseneto arriva quella Leonfortese che all’andata, grazie anche alla complicità dell’arbitro ed alle sue discutibili decisioni, decretò l’unica sconfitta subita quest’anno. C’è grande voglia di riscatto. Arriva una SuperPartita. Stavolta non ci sono arbitri che sbagliano o portieri superman che tengano. E’ un grande e rotondo 4-0 frutto di una gara magistrale, fatto di 95′ di grande calcio, di pressing, di giocate veloci, di recuperi prodigiosi anche da parte dei 4 li davanti. A proposito dei 4 lì davanti, stavolta non stanno tutti schiacciati ad aspettare la manna dal cielo. Stavolta corrono, corrono tutti come dei forsennati. E si dispongono molto meglio, in 3 dietro, tra le linee (come dicono i commentatori SKY) e 1 (Meloni) a fare il centravanti. Spettacolo allo stato puro. Vuoi vedere che Feola è riuscito a convincerli a giocare a pallone. No perchè se è così, forse anche noi (il pubblico) potremmo anche divertirci un pò. I 3 punti non sono poi tutto nella vita di uno sportivo, anche l’occhio vuole la sua parte.

Ed ecco che arrivano 6 vittorie di fila. 19 gol fatti e 3 subiti. Azz  sembriamo il Barcelona (quello originale, quello spagnolo, della catalunha). Wow. Fantastico. Estraordinario. Ci manca solo il tiki taka. L’entusiasmo è alle stelle. Il Torrecuso sembra non tenere il passo, gli diamo un piccolo distacco, poi arrivano un paio di pareggi in gare esterne con Roccella e Frattese (partite della vita per loro), ma i sanniti fanno peggio e perdono in casa con il Due Torri, ma ancora di più, rimediano una bruttissima figura non presentandosi ad Agrigento per il Big Match (3-0 a tavolino e distacco apocalittico a +11) e vengono superati anche da Agropoli e Rende che diventano di fatto le nostre nuove reali (o meglio, pseudo) concorrenti per la promozione diretta. L’11 aprile andiamo a pareggiare in anticipo (sabato) in casa della Tiger Brolo (potrebbero approfittarne entrambe ed accorciare il loro distacco ad un più agevole +5), ma siccome da qualche parte c’è scritto che questo è l’anno biancazzurro, riescono una a perdere (l’Agropoli a Marcianise) l’altra (il Rende) a pareggiare in casa con una quasi retrocessa Montalto in 9 uomini e sotto per 3-1. Peggio di così non si può. Anzi forse si.

Infatti domenica 19 aprile queste 2 formazioni si sono date la mazzata definitiva pareggiando nello scontro diretto (autoeliminandosi) giocato in casa dei delfini, di fatto consegnandoci, per me definitivamente, le chiavi del torneo anche se tutti i miei più cari amici e colleghi tifosi matematici ci hanno tenuto a ricordarmi che manca ancora un punto.

Ma a me ormai, basta questo per convincermi che  VINCENZO  FEOLA  il suo capolavoro lo ha già compiuto, riportandoci in quella Terza Serie che mai avremmo potuto immaginare fino a soli 3/4 anni fa, ed esprimendo anche un gioco spumeggiante, proprio come volevamo noi tifosi. Vincere divertendo.

E’ vero, senza società, senza direttori capaci, senza giocatori eccezionali, senza tifosi caldi ed appassionati non si vincono i campionati. Ma senza una grande professionalità, una mentalità vincente, una sacrosanta cocciutaggine nell’insistere e difendere il proprio credo calcistico, nemmeno.

VINCENZO FEOLA ci hai creduto più di tutti, ci hai messo la faccia sin dal primo giorno, dalla prima conferenza stampa, hai incoraggiato i tuoi ragazzi sempre e comunque, li hai protetti nei momenti topici della stagione riuscendo a farti seguire nel tuo disegno tattico di gioco, nonostante il tempo non fosse proprio tuo alleato ed i punti da recuperare alla prima erano veramente tanti, non perdendo mai di vista l’obiettivo. Hai dimostrato grande serietà e lungimiranza.

Pertanto caro Mister, i complimenti, le lodi, l’ovazione, te li sei meritati. Ora goditi la festa con i tuoi ragazzi, con i direttori e la dirigenza tutta, ed anche il bagno di folla in cui sarai immerso domenica prossima in quel di Villa San Giovanni, dopo aver conquistato questo matematico punto promozione. Sei entrato nella nostra storia e nei nostri cuori. La festa può avere inizio. Goditela insieme ai tuoi immensi ed insostituibili collaboratori Pasquale Suppa, Armando Fucci e Graziano Urso. E preparati perchè adesso devi venire a saltare con noi: “Vincenzo Feola salta con noi”; “Vincenzo Feola salta con noi”; “Vincenzo Feola salta con noi”.

Grazie di cuore.

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