CALCIO ESTERO – Boom Chelsea, esonerato Josè Mourinho

Anche i migliori sbagliano, ed anche ai migliori può capitare un esonero.

José Mourinho da poche ore non è più l’allenatore del Chelsea, il club del suo cuore con cui ha vinto tanto ed era legatissimo.

Come dar torto però a Roman Abramovich, che sta vivendo il peggior periodo della sua presidenza dei Blues? Squadra in piena zona retrocessione, ben 9 sconfitte in 16 match di Premier (vedi gli ultimi ko contro Bournemouth e Leicester) con la sola consolazione degli ottavi di finale della Champions League che però il Chelsea ha ottenuto solo all’ultima giornata vincendo lo scontro diretto col Porto.

Lo Special One, tornato a Londra 3 anni fa dopo le esperienze con Inter e Real Madrid, ha rescisso consensualmente il contratto con la società.

Nel settembre 2007 il Chelsea e Mourinho si dissero addio per la prima volta (che poi sarebbe stato solo un arrivederci), con la squadra affidata poi ad Avram Grant che riuscì nell’impresa di arrivare in finale di Champions (perdendo a Mosca contro il Manchester United ai rigori).

Nella stagione 2011/2012 Abramovich licenziò un altro tecnico portoghese ed ex collaboratore proprio di Mourinho, ovvero Andrè Villas Boas, per consegnare la squadra a quel Roberto Di Matteo che nel maggio 2012 portò la tanto sognata Coppa dalle grandi orecchie a Stamford Bridge dopo una finalissima incredibile col Bayern Monaco.

Adesso è caccia al sostituto: difficile riportare a Londra lo stimato Carlo Ancelotti, percorribile l’ipotesi Guus Hiddink traghettatore fino a giugno (non sarebbe la prima volta): dopodiché Abramovich potrà sferrare l’assalto al sogno Pep Guardiola.

E intanto, Mourinho torna sul mercato allenatori.