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CALCIO – La fatica dei Campioni del Mondo

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Essere ex calciatori di grande livello non vuol dire essere ottimi allenatori

Esiste un’equazione semplice semplice nello sport, ovvero che ogni cammino porta una storia a sè.

Essere stati grandi ex atleti, capaci di arrivare a risultati eccezionali, non corrisponde però all’addizione naturale che anche in un altro percorso, sempre nello stesso ambito, si raggiungano le stesse vette. È il caso palese di molti calciatori che, appese le scarpe al chiodo, passano dall’altra parte della barricata come allenatori, sperando di trasmettere alle nuove leve gli insegnamenti ed esperienze raccolte da professionisti.

Il caso recente riguarda gli eroi azzurri Campioni del Mondo a Germania 2006: una Nazionale strepitosa che, tra gli scandali di calciopoli, ha portato a casa il quarto Mondiale. L’ex ct Marcello Lippi ha plasmato un gruppo di giocatori che, a fine carriera, si è rimessa subito in gioco da tecnico.

Ma i risultati ad oggi come sono? Da mettersi le mani nei capelli, se non per pochi casi: iniziamo con i nomi?

ANDREA PIRLO – nell’estate 2020 la Juventus, che in un primo momento lo aveva ingaggiato per guidare i giovani dell’Under 23 nel campionato di Serie C, lo promuove immediatamente in prima squadra dopo l’esonero di Maurizio Sarri. Dalle grandi celebrazioni (“Maestro”, “Innovatore”, “Aria nuova”) alla grande crisi: bianconeri eliminati agli ottavi di Champions League per mano del non irresistibile Porto, sogno scudetto svanito da tempo, ed ora voci di un possibile addio anticipato. Gli va dato merito di aver vinto la Supercoppa Italiana ed essere arrivato in finale di Coppa Italia. Ma non era meglio salire per gradi?

ALESSANDRO NESTA – inizia ad allenare negli Stati Uniti il Miami FC nel biennio 2015-2017. Il 14 maggio 2018 viene chiamato dal Perugia (Serie B), con cui perde la gara d’esordio ed il successivo turno secco dei playoff promozione venendo subito eliminato. Viene comunque confermato: l’anno dopo si piazza ottavo, ma ancora una volta perde gli spareggi. Nell’estate 2019 approda al Frosinone, con cui chiude nuovamente in posizione numero 8, arriva fino alla finale playoff che però perde contro lo Spezia. Quest’anno esonerato dai ciociari dopo sole 9 vittorie in 30 partite.

FABIO GROSSO – l’icona di Germania 2006 col rigore finale che sconfisse la Francia a Berlino. Da allenatore assolutamente da rivedere: triennio formativo nella Primavera Juventus, poi il salto al Bari (Serie B) nel 2017/2018 con cui finisce settimo mancando il sogno Serie A. Resterà, fin qui, la sua unica grande e completa stagione in panchina. Nel 2018 lo ingaggia l’ambizioso Verona appena retrocesso, che lo esonera dopo un cammino alterno alla 34° giornata riuscendo poi a salire in A col subentrante Aglietti. Poi Grosso torna in panchina nel novembre 2019, facendo il debutto nel massimo torneo da allenatore nel Brescia al posto di Corini: mette fuori rosa il ribelle Balotelli, perde tre gare su tre, e Cellino lo esonera. Nell’estate 2020 va in Svizzera al Sion, dove un’altro vulcanico presidente come Constantin, lo licenzia alla 23° partita (solo 4 vittorie, ultimo posto in classifica). Da poche ore è il nuovo allenatore del Frosinone, sostituirà proprio Nesta.

MASSIMO ODDO – Scudetti, Champions League, Mondiale da calciatore, cinque esoneri consecutivi da tecnico. Il grande salto comincia nel maggio 2015 quando lo chiama la squadra della sua città, il Pescara, che prende in mano durante i playoff portandola fino alla finale persa contro il Bologna. Resta alla guida, e l’anno dopo viene promosso in Serie A battendo, sempre attraverso gli spareggi, il Trapani.
Poi il declino: l’anno dopo con gli abruzzesi è un disastro (1 vittoria in 24 partite) e viene licenziato. Torna nel novembre 2017 alla guida dell’Udinese ma dura 22 partite (con 6 vittorie, 3 pareggi, 13 sconfitte). Esattamente un anno dopo fa peggio a Crotone in B (0 vittorie in 7 partite), quindi nel 2019/2020 la pazza annata col Perugia del post Nesta: viene prima licenziato a metà stagione per essere sostituito dall’amato Serse Cosmi, che però non raddrizzerà la situazione drammatica del Grifo umbro. Oddo viene richiamato, evita la retrocessione diretta centrando almeno i playout: ma qui perde incredibilmente la sfida contro il suo ex Pescara, ed il Perugia scivola in Serie C. Un mese dopo viene, tra lo scetticismo generale e la rabbia dei tifosi perugini, ingaggiando per la seconda volta proprio dal Pescara: vince una partita su nove, ed è secondo addio.

MAURO CAMORANESI – L’oriundo voluto dal ct Lippi che fece le fortune azzurre, inizia ad allenare nel 2014 i messicani del Coras de Tepic che lascia dopo sei mesi. A dicembre 2015 viene nominato allenatore del Tigre, sempre in Messico, dove però viene esonerato a marzo. Passa poi dall’altra parte, in tema televisivo, come commentatore per DAZN: quindi nel gennaio 2020 torna in panchina accettando la Slovenia, dove prende in corsa il Tabor nei bassifondi. Riesce a salvarlo con una grande rimonta, che gli vale la chiamata del blasonato Maribor a settembre. Dopo una gran prima parte di torneo in testa alla classifica, da gennaio il calo ed il successivo esonero.

ALBERTO GILARDINO – Chiuso col calcio giocato, diventa direttore tecnico del Rezzato (Serie D) nell’estate 2018. Ad inizio febbraio 2019 viene nominato allenatore della prima squadra, chiudendo il campionato al quarto posto, perdendo ai playoff promozione contro la Pro Sesto in semifinale.
Nell’estate successiva il salto in Serie C come nuovo tecnico della Pro Vercelli, con cui conclude la stagione al 14° posto. A settembre scende nuovamente in Serie D a Siena, che lo esonera a gennaio e lo richiama dopo un mese e mezzo.

FILIPPO INZAGHI – gavetta nel settore giovanile del Milan come tecnico (Allievi Nazionali e Primavera), nell’estate 2014 il presidente Berlusconi lo promuove in prima squadra. Ma sarà una stagione deludente: decimo posto e squadra fuori dalle Coppe europee. Torna in pista solo nel 2016, quando accetta di scendere in Serie C a Venezia: ottiene subito la promozione in B, e l’anno dopo chiude quinto agganciando i playoff promozione da neo promossa. Si arrenderà in semifinale col Palermo. Torna in A sulla panchina del Bologna nel torneo 2018/2019, ma a fine gennaio viene esonerato con la squadra in bassa classifica. Ricomincia da Benevento (Serie B ’19/’20) e centra la promozione dei record. Alti e bassi al suo terzo torneo da tecnico nel massimo campionato, ma in linea (finora) con gli obbiettivi societari.

GENNARO GATTUSO – discusso tecnico del Napoli (in uscita a fine stagione), ha iniziato ad allenare il Sion in Svizzera per sei mesi nel 2013. Quindi l’estate dopo lo chiama Zamparini a Palermo (Serie B), ma dura sei partite. Nel 2014 riparte dalla Grecia con l’OFI Creta, da cui si dimette nel dicembre seguente per i problemi societari del club. Passa un anno fermo, poi nell’agosto 2015 eccolo al Pisa in Serie C: ottiene la promozione in B vincendo la doppia finale playoff contro il Foggia di De Zerbi. La società toscana però si avvia verso il fallimento, sul campo Gattuso prova a raddrizzare la barca ma la squadra retrocede. Torna al Milan come allenatore della Primavera, ma dopo quattro mesi passa in prima squadra al posto dell’esonerato Montella: in quasi due stagioni perde una finale di Coppa Italia e Supercoppa sempre contro la Juventus, riporta i rossoneri in Europa (League) e si dimette nel giugno 2019. A dicembre è al Napoli, ma l’amore non scocca.

FABIO CANNAVARO – il Capitano Mondiale ha costruito fin qui la sua avventura da tecnico lontano dall’Italia. Inizia nel 2013 come vice nell’Al-Ahli, quindi nel novembre 2014 emigra in Cina al Guangzhou Evergrande su decisione del suo ex ct Lippi (dirigente di allora), ma viene esonerato nel giugno 2015. Ad ottobre torna in Arabia Saudita all’Al-Nassr ma anche qui viene licenziato a febbraio con la squadra, campione in carica, che è sesta in classifica. A giugno 2016 riparte dalla Serie B cinese al Tianjin con cui centra una storica promozione nel massimo campionato, mentre nella successiva annata chiude addirittura terzo. Nel novembre 2017 viene richiamato dal Guangzhou e nel dicembre 2019 vince il suo primo scudetto, mentre nel novembre 2020 perde la finale per il titolo contro lo Jiangsu Suning. E’ stato anche commissario tecnico della Nazionale cinese dal 7 marzo al 28 aprile 2019 per sole due partite (entrambe perse).

MARCO AMELIA – inizia nel luglio 2018 con la Lupa Roma in Serie D, ma a fine stagione retrocede in Eccellenza. A giugno 2019 ricomincia dalla Vastese (sempre nei Dilettanti) ma a fine gennaio 2020 viene esonerato. Dopo un lungo periodo di stop, lo scorso marzo 2021 viene chiamato dal Livorno (sua ex squadra da portiere) ultimo in Serie C: tra problemi societari e limiti della squadra, sta faticando.