CALCIO – Un’altra era che finisce: addio Forza Milan!

Premessa: a scanso di equivoci dico subito che sono milanista, tifoso da quando ero bambino, ma sono anche uno sportivo e avrei scritto un articolo anche per salutare la fine di una rivista di un’altra squadra, sicuramente con minor trasporto, ma lo avrei fatto.

Stamattina, mentre sorseggio il mio caffè decaffeinato per svegliarmi (quello normale è finito da tempo e mi devo accontentare della versione dec della moglie) mi giunge un messaggio di un amico con un link che mi segnala la chiusura del mensile Forza Milan!

In un primo momento non ci credo, sarà l’ennesimo scherzo di un amico burlone, di fede genoana oltretutto, che non potendo gioire per la propria squadra, ama prendere in giro i tifosi di quelle più blasonate (sono consapevole che al momento la mia squadra vive un “leggero “momento di difficoltà, fra sentenze svizzere in arrivo e trofei importanti sempre più lontani).

Vado al lavoro e per il momento non ci penso più. Improvvisamente a metà mattinata mi viene in mente il primo numero della rivista che comprai: non ricordo esattamente chi c’era in copertina, ma era quello di inizio campionato, con l’arrivo di Sacchi, di Gullit, di Van Basten. In quel momento diventai rossonero. Troppo facile direte voi. Eh no, rispondo io. Quel Milan non aveva ancora vinto nulla, il profeta di Fusignano era una incognita e molti si chiedevano se avrebbe mangiato il panettone a Natale. Nulla era scontato.

Diventai milanista perché era la squadra di mio padre, non era quella di mio fratello (la Juventus), ma mi innamorai subito delle movenze del Cigno olandese di Utrecht, delle treccine di Gullit, dei silenzi carichi di parole di Franco Baresi, dei discorsi dell’Arrigo che avrebbe rivoluzionato il calcio (ma allora ancora non lo sapeva). Sono stato fedele a Forza Milan per oltre venti anni, poi quando l’epopea berlusconiana era giunta nella sua fase declinante, ho abbondonato la rivista, salvo ricomprare giusto quest’anno qualche numero per mio figlio, cinque anni, milanista entusiasta che poi ha “tradito” ed è diventato bianconero, tipico vizio italico quello di salire sul carro del vincitore! Nel pomeriggio corro allora dal mio edicolante di fiducia, Mario, ad Ornago con il timore di non trovare più alcun numero.

Vuoi vedere che tutti i milanisti, in un assalto di nostalgia hanno voluto comprare per ricordo l’ultimo Forza Milan? Per fortuna no, anzi..Trovo tre copie. Segno dei tempi evidentemente. Ringhio Gattuso con un pallone in mano e un mezzo sorriso troneggia sulla copertina. Sfoglio avidamente il giornale per avere conferma che è proprio l’ultimo. Intravedo un’ intervista a Maldini, uno speciale sui Mondiali, una sezione dedicata alle giovanili, una sulle ultime partite di campionato, la celebrazione della partita d’addio al calcio di Pirlo e si parla addirittura di alcune amichevoli internazionali della prossima estate.

Qualcosa ancora una volta non torna. Un giornale storico, nato nel 1963 grazie ad un’idea del giornalista Gino Sansoni, chiude senza salutare i tifosi? Senza dedicare pagine speciali ai trionfi più belli? Alla fine trovo un breve e freddo comunicato a pagina 1, per gli abbonati, in cui si comunica la sospensione della pubblicazione. Senza un perché, senza un saluto, senza niente….Non credo sia difficile immaginare i motivi della chiusura: Internet, siti sempre più numerosi e specializzati, la crisi generale dell’editoria, e non ultimo una squadra che ha nel corso degli ultimi anni, inutile negarlo, perso il suo appeal.

Forza Milan! è stato per ben 55 anni il punto di riferimento per i tifosi rossoneri, un compagno di avventura, una dolce lettura, soprattutto nei momenti, tanti di successi. Quanti poster ho attaccato di Van Basten, delle squadre che nel giro di dieci anni hanno vinto tutto, ma proprio tutto. Ho avuto la fortuna di leggerlo soprattutto nell’epoca d’ora di Sacchi, di Capello e infine di Ancelotti, quando la rivista accoglieva le prestigiose firme di Serafini, di Pizzi, di tanti altri giornalisti e infine le cronache o le interviste di “parte” di Pellegatti, sempre corretto nella sua fede sfegatata, sotto la grande regia di Gigi Vesigna, al quale sono succeduti poi i Melegari che non hanno lesinato passione e amore per squadra e giornale.

Da oggi mi sento più solo, consapevole che le annate che avevo conservato in cantina sono ammuffite e da tempo finite nella spazzatura. Maledizione alle cantine troppo umide. I ricordi no, quelli non scompariranno mai. Grazie Forza Milan! Per aver accompagnato la mia adolescenza, gli anni di scuola dove parlavo di te con i miei compagni di fede rossonera, per i poster che per anni addobbavano la mia camera. E’ un triste addio, proprio non me lo aspettavo. Ora ho in mano un unico numero che conserverò con gelosia. E qualcosa rimane fra le pagine chiare e le pagine scure cantava De Gregori, ma no, non cancellerò il tuo nome dalla mia facciata. Sperando che non sia un addio, ma solo un arrivederci.

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Nato a Monza il 12 gennaio 1977, siciliano di origine, uomo di mondo d’adozione. E’ laureato in Lettere moderne presso l’Università degli studi di Milano. Amore smisurato per lo sport, dal calcio al basket, disciplina quest’ultima praticata per oltre dieci anni in gioventù, con la passione per le storie belle da raccontare.