CICLISMO – Remco Evenepoel vince ancora, è lui il nuovo fenomeno del ciclismo mondiale

Vedere prestazioni del genere fa davvero impressione. Quando ci si trova di fronte ad un corridore che, durante la quarta e penultima tappa del Tour de Pologne con arrivo in salita a Bukowina Tatrzańska, è in grado di staccare tutti i principali contendenti alla vittoria finale con quasi 50 km ancora da percorrere, senza mai essere ripreso, si capisce di star ammirando le gesta di un fuoriclasse assoluto. Il problema è che questo corridore è un ragazzino di nemmeno 21 anni (20 anni e 8 mesi), Remco Evenepoel.

Il “piccolo cannibale”, come già lo chiamano in Belgio, dove ormai anche lo stesso Eddy Merckx lo ha proclamato suo prossimo erede, è il corridore più vincente del 2020.  D’altronde, anche nel modo di correre Remco richiama davvero un ciclismo di altri tempi. Incapace di stare in gruppo, incurante della condizione degli avversari, estraneo ai tatticismi, parte e saluta la compagnia, ricordandoci i grandi nomi di Fausto Coppi, Bernard Hinault, Marco Pantani. Dopo la rivelazione della scorsa stagione, quando vinse la Classica di San Sebastian con un altro attacco ai meno 50 e quando, al mondiale dello Yorkshire dello scorso anno, ottenne subito un argento a cronometro tra i grandi, quest’anno è arrivata la consacrazione definitiva.Con la vittoria della classifica generale Giro di Polonia, unita al trionfo nella quarta frazione, siamo già arrivati a 9. Tanto per dare dei numeri, Fabio Aru, una delle stelle più brillanti del nostro ciclismo, vincitore della Vuelta a España del 2015, un po’ persosi in queste ultime annate (l’ultima vittoria risale alla memorabile prestazione della Planche de Belles Filles al Tour 2017), ha conquistato lo stesso numero di vittorie da pro nelle sua intera carriera. Solo che il sardo di anni ne ha da poco compiuti 30. La corsa polacca, decisa sempre negli ultimi anni sul filo dei secondi, per non dire vinta anche grazie agli abbuoni ottenuti sui traguardi parziali (basti pensare alla scorsa edizione vinta da Pavel Sivakov per 2”), è stata conquistata dal giovane fenomeno con un distacco-mostre sul secondo classificato Jakob Fuglsang (Astana), giunto a 1′ 52” da Evenepoel.

Ma non è solo questo a far paura. Quest’anno il belga ha preso il via in 4 corse a tappe differenti (Vuelta a San Juan, Volta ao Algarve, Vuelta a Burgos, Tour de Pologne), vincendole tutte. Non dobbiamo stupirci allora se la settimana che ci porta ad un anomalo Lombardia di ferragosto presenta proprio lui come il grande favorito per la vittoria della corsa. E ci arriva con una squadra, la Deceuninck Quick-Step, in forma stellare, con talenti in nascita e in sviluppo continuo. Recentemente abbiamo visto all’opera un’altra grande promessa del ciclismo delle corse a tappe, il portoghese João Almeida, insieme agli italiani Bagioli Ballerini, entrambi vincitori in corse disputatesi questa settimana, rispettivamente nella prima tappa del Tour de l’Ain in Francia e nell’ultima tappa del Giro di Polonia.

Il gesto più bello Remco l’ha compiuto, però, proprio sul traguardo della tappa da lui vinta, dove ha mostrato il numero di gara dello sfortunatissimo compagno di squadra Fabio Jakobsen, vittima di una caduta nella prima tappa. Scosso da questo episodio (si era lasciato andare anche a dichiarazioni importanti contro il responsabile del capitombolo, Dylan Groenewegen), ha reagito con forza, dedicando quest’impresa all’amico olandese, da poco svegliatosi dal coma senza, per fortuna, aver riportato alcuna lesione né cerebrale né spinale.

Evenepoel mostra il dorsale 75, numero che Jakobsen ha indossato al via della corsa polacca

Con un ragazzo del genere, promesso sposo del Giro d’Italia ad ottobre, l’autunno di quest’anno si prospetta sfavillante. Vero, non si è ancora mai testato su un grande giro di tre settimane, ma se queste sono le premesse, i grandi favoriti annunciati della corsa rosa dovranno necessariamente tenerlo in considerazione. Nibali ha già avvisato, per lui, alla partenza del cronoprologo di Monreale, in Sicilia, sarà lui la sorpresa da tenere d’occhio per qualche vittoria di tappa e, perché no, se terrà, anche per il sogno rosa.

Carlo Panzeri
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Da sempre grande appassionato di sport di ogni genere, con una preferenza per il calcio ed il ciclismo, seguiti entrambi sin dall'infanzia seguiti con grande trasporto. L'amore per la scrittura ed il racconto sono ciò che lo spingono ad andare sempre in profondità, approfondendo temi e storie di grande interesse. Concluso l'ultimo anno di liceo classico, pratica calcio a livello provinciale con la C.O.S.O.V. di Villasanta nella categoria Juniores.