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DANIELE VERDE, BENZINA PER LA ROMA

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In una Roma che non brilla più, l’unica nota positiva è la scoperta di un giovane talento che ha mostrato colpi da grade giocatore: Daniele Verde.

Nato a Napoli il 20 giugno 1996, Daniele è arrivato a Roma, portato da Bruno Conti nel 2010 quando lo vide giocare in una squadra di Pianura, il Pigna Calcio, a soli quattordici anni.

A Roma Daniele fa tutta la trafila delle giovanili, cambiando pure ruolo in campo: arrivato da terzino, infatti, piano piano si è trasformato in un’ala offensiva devastante.

A febbraio del 2013 debutta con la Primavera, ma fino a questa stagione l’allenatore Alberto De Rossi lo ha considerato solo un’alternativa, costringendolo a fare la spola con gli Allievi.

Da Settembre dell’anno scorso, però, Verde è esploso, diventando titolare e capocannoniere della Primavera (8 goal in 8 presenze in campionato, 2 in 6 presenze in Youth League) e guadagnandosi così le attenzioni di Garcia, che lo ha convocato diverse volte in stagione prima di lanciarlo nei minuti finali della sfida del Barbera contro il Palermo, nel gennaio scorso.

Il punto più alto toccato da Daniele però è stata la trasferta di Cagliari, dove Garcia, costretto a rinunciare a vari giocatori offensivi per infortuni e Coppa d’Africa, ha lanciato Verde dal primo minuto. In quella partita, Daniele ha mostrato tutto il suo potenziale, risultando il migliore in campo e l’uomo decisivo per la vittoria finale con due assist pregevolissimi, soprattutto il primo per il gol di Ljajic.

Verde, più che sul fisico (è alto 1.68), punta sulla velocità e l’agilità. Queste sono le sue migliori qualità, insieme ad una tecnica sopraffina e a tanta grinta e personalità.

Il folletto di Napoli, che ricorda molto Insigne e il compagno di squadra Iturbe, ha davanti a sé una carriera importante, ma i suoi allenatori devono farlo maturare senza mettergli troppe pressioni; dopotutto non ha ancora diciannove anni, non spetta a lui trascinare la squadra…

Daniele, nel 2010, era vicinissimo alla Juve, prima che Conti riuscisse a convincerlo a trasferirsi nel pensionato del Centro Sportivo Bernardini.

Leggenda dice che la società bianconera arrivò addirittura a licenziare il proprio osservatore in Campania che si era fatto sfuggire il suo immenso talento. La Juve poteva avere ora in squadra uno dei talenti più interessanti del nostra calcio, invece deve vederlo indossare la maglia degli acerrimi rivali, diventando così… Verde d’indivia.

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