EVENTI – Metti una sera con lo Zio Beppe Bergomi

Lunedì 25 marzo presso l’auditorium di via Beretta ad Arcore, il grande ospite è stato Giuseppe Bergomi, campione del Mondo a Spagna ’82, nonchè bandiera e capitano dell’Inter per ben vent’anni, dal 1979 al 1999.

L’ex calciatore ha battezzato la prima di tre serate dedicate allo sport, organizzate dalla libreria locale de “Lo Sciame”.

Bergomi ha presentato il suo libro “Bella Zio”, scritto a sei mani con Samuele Robbioni (mental coach) ed il noto scrittore Andrea Vitali (spesso ospite nei nostri podcast sul sito), purtroppo però assente causa impegno improvviso.

Lo Zio ha svariato su più temi, dalla vita da Oratorio a Settala inseguendo un pallone, alla prima agrodolce convocazione nella Nazionale giovanile: “Avrei dovuto esordire a Lipsia, ma appena arrivato in Germania mi arrivò la terribile notizie della morte di mio papà. Mi crollò il mondo addosso, e quella gioia per l’imminente esordio in azzurro svanì in pochi secondi”, ha ricordato.

Scherzo del destino volle poi che Bergomi tornò nuovamente in quel luogo, pochi anni dopo, da calciatore consolidato in Nazionale.

LA LUNGA STORIA NERAZZURRA – “In verità cominciai facendo un provino nel Milan, che poi mi richiamò aggregandomi nel settore giovanile dove rimasi per tutta l’estate. Alle visite mediche poi mi trovarono un problema di reumatismi nel sangue: dovetti fare un lungo periodo di punture dolorose per guarire, ma nel frattempo al Milan decisero di scartarmi”.
A 16 anni entrò quindi nell’Inter, dalla quale poi non ne uscì più. “Il soprannome di Zio? Me lo diede Gianpiero Marini, quando un giorno nello spogliatoio mi vide con questi baffi, prendendomi in giro e dicendo appunto che assomigliavo a suo zio. Da allora non me lo ha tolto più nessuno. In nerazzurro ho avuto la fortuna di giocare con tantissimi campioni, ma non posso non citare in primis Ronaldo il Fenomeno. L’Inter del Trap la più forte e completa nella quale ho giocato e vinto. Lo scudetto perso a Torino? Meglio non commentarlo più..”.
Qualche storico tifoso interista gli chiede dei vecchi compagni olandesi, Bergkamp e Jonk, arrivati a suon di proclami ma poi finiti nel dimenticatoio: “Uscivamo spesso con le famiglie a Milano, anche per farli ambientare. Ma furono più le mogli ad imparare l’italiano che loro…”.
Alla domanda di un giovane spettatore su come si sentì il giorno dell’addio al calcio giocato, Bergomi ha risposto sinceramente: “Non lo ricordo perchè in realtà non sapevo neanche che avrei dovuto smettere. Avevamo appena concluso una stagione difficile nel ’99 con diversi cambi di allenatore dopo l’esonero di Gigi Simoni, passando per Lucescu e Castellini. A fine anno la società decise di puntare su Marcello Lippi, che chiese a Moratti di ringiovanire la squadra, cambiando anche me. Al presidente dissi che non mi vedevo con nessun’altra maglia, e così mi ritirai. Ma in realtà non ci avevo ancora pensato”.

CAMPIONE DEL MONDO – Le emozioni di Spagna 1982, partendo da riserva della riserva in difesa, fino a scalare le gerarchie anche complice un infortunio a Vierchowod, giocando pure il classico e storico match col Brasile: “Una Nazionale di assoluto valore, con campioni incredibili. Ci andò bene che quel giorno mancò Careca”.
Dopo il Mondiale vinto, il ritorno a Milano e la richiesta di adeguamento di contratto all’Inter: “Andai in sede con uno dei più tosti e preparati procuratori sportivi, ovvero mia mamma. Firmai un importante aumento di stipendio. Avrei potuto chiedere di più, ma mia madre disse che andava bene così”.
Al penultimo anno di carriera, Bergomi si tolse anche lo sfizio di partecipare al terzo ed ultimo Mondiale personale, ovvero quello di Francia ’98: “Ero il più anziano del gruppo del ct Cesare Maldini, che premiò la mia grande stagione con l’Inter di Simoni con cui vincemmo la Coppa UEFA. Grandissima doppia gioia, anche se in terra francese quei maledetti rigori ci fermarono ai quarti di finale”.

UNA STORIA SENZA CALCIO? – Ma se non avesse fatto il calciatore? Bergomi non ha dubbi: “Io senza il calcio? Bah, non ho mai riflettuto molto allora perchè era il mio pensiero fisso. Ma, così a getto, direi che avrei fatto sicuramente il geometra”.

DETTAGLI PICCANTI – Robbioni, il mental coach che lo accompagna in queste serate e che lo conosce ormai da anni, rivela anche dei dettagli durante la stesura del libro: “Un giorno Vitali chiese a Bergomi di rivelare qualche dettaglio piccante o particolare, per dare un po’ di colore all’opera. Dopo averci pensato, giorni dopo noi tre ci ritrovammo in un bar e lo Zio disse che aveva trovato l’elemento da rivelare. Pendevamo dalle sue labbra. Cosa ci disse Bergomi? Che da giovane entrò in un supermercato e rubò una scatoletta di tonno……..”. 

LA NUOVA CARRIERA – Da anni Beppe Bergomi è la seconda voce di Sky Sport in coppia col giornalista Fabio Caressa, con telecronache diventate ormai un cult come quelle della Nazionale campione del Mondo a Germania 2006. “Ormai sono tantissimi anni che faccio questo nuovo mestiere. Solitamente la redazione ci avvisa dieci giorni prima della partita che andremo a fare, così ho il tempo necessario per prepararmi grazie al portale OptaSport che offre una serie infinita di statistiche e dati rilevanti. E’ un lavoro a tutti gli effetti, bisogna studiare ed essere preparati. La gara più difficile? L’ultima che ho fatto, ovvero Juventus-Atletico Madrid 3-0: ho pubblicamente esultato ed elogiato la squadra di Allegri, prendendomi i complimenti di Sky Sport per l’imparzialità nonostante il mio passato interista. D’altro lato, alcuni tifosi nerazzurri non l’hanno presa bene. Ah, vi avviso già che commenterò con Caressa la finale di Champions League”.

 

 

Roberto Sabatino
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Nato a Rapallo (GE) il 15 Maggio 1982, ha effettuato un corso di speakeraggio professionale presso la “Talent Academy” di Cologno Monzese (MI). Nelle stagioni 2012/2013 e 2013/2014 è lo speaker ufficiale del Calcio Como, per le gare interne allo stadio “Sinigaglia” nel campionato di Lega Pro. Da marzo 2013 è inviato per la trasmissione sportiva di Espansione TV, ETG+SPORT, al campo di allenamento del Calcio Como. Un passato come addetto stampa del Basket Como, dopo varie esperienze in alcune webradio con programmi sportivi, il 1° agosto 2013 lancia il portale Sport in Condotta.it. Ad agosto 2014 diventa telecronista per la webtv Sportube, che trasmette in esclusiva live tutte le gare delle squadre di Lega Pro. Da settembre 2015 torna ad essere lo speaker ufficiale del Calcio Como, per le gare interne del campionato di Serie B allo stadio "Sinigaglia". Nello stesso mese, partecipa e vince il 7° Workshop di Sportitalia Tv ed entra nella redazione