F.1: speranze e paure dei piloti 2015 (seconda parte)

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Come per la Ferrari anche per la Mclaren-Honda il passaggio dalla stagione di Formula Uno 2014 a quella 2015 segna una svolta profonda. E’ stata chiusa la partnership con Mercedes che durava sin dal 1995, per rimontare i leggendari motori Honda.

Altro ritorno intrigante è quello di Fernando Alonso. Curiosa la carriera dello spagnolo: precoce bi-campione, Alonso ha poi rincorso il titolo vagando per le scuderie più titolate. La condizione attuale del pilota asturiano non è invidiabile: Fernando sa di essere il pilota più completo in pista ma sa anche di avere a 33 anni “le stagioni contate”. Il Paddock anno dopo anno sforna nuovi talenti che ridimensionano l’appeal dei top driver.
Praticamente condannato alla vittoria sin dalla prima stagione in Ferrari (2010) Alonso rischia una sorta di crisi di nervi: i media lo attendono, lo considerano il migliore, e tutto ciò contribuisce ad accrescere le tensioni. I test di Jerez e di Barcellona non sono iniziati in modo incoraggiante, il sorriso latita ormai da anni sul viso dello spagnolo e già alcuni parlano di un suo divorzio, bissando la separazione del 2007, con Woking.

Tutto l’opposto è il caso del compagno di squadra Jenson Button. L’inglese è il veterano della F1 (esordio nel 2000) e in Mclaren lo conoscono bene essendo ormai alla 6^ stagione con il team inglese. Nel biennio 2006-2008 è stato anche pilota ufficiale Honda (ex BAR). Jenson fa parte di una famiglia, merito delle sue capacità tecniche ma principalmente della sua personalità: ragazzo serio ed intelligente, l’inglese sa godersi il proprio mestiere senza smanie di protagonismo. La sua forza sta proprio nel conoscere i suoi limiti: sa benissimo di non essere un campionissimo ma è abile nel correre “di testa”. Affidabile, passista, capace di strappare punti pesanti soprattutto quando i GP si svolgono nelle condizioni meteo più estreme, Button emerge alla distanza, lontano dalle bagarre dentro e fuori la pista.
Le pressioni saranno tutte sulle spalle del compagno di squadra Alonso e per Button stare davanti allo spagnolo sarà forse più che sufficiente.

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La Mclaren-Honda MP4-30, con un curioso rigonfiamento sul musetto dovuto a un sensore per i test

 
La Force India-Mercedes ha saltato i test di Jerez. La nuova vettura non era pronta, mentre scalpitano i suoi piloti riconfermati, Hulkenberg e Perez. Entrambi ormai sono ex promesse.

Sergio Perez ha pagato una macchina poco competitiva nella sua breve esperienza in Mclaren e ora si trova a doversi ricostruire.

Nico Hulkenberg vive invece una condizione simile a quella di Alonso, amara. Il tedesco trova consenso sia tra gli addetti ai lavori sia tra gli appassionati; doveva essere l’erede di Schumacher e si è ritrovato oscurato da Vettel: a 27 anni e con 6 stagioni (1 da collaudatore) all’attivo non ha nemmeno provato il piacere di salire su un podio di F1…

Per raggiungere i box della Toro Rosso-Renault a Jerez e Barcellona Max Verstappen si dovrà far dare un passaggio da qualcuno. Il figlio dell’ex F1 Jos Verstappen compirà 18 anni il 30 settembre.

L’olandese non ha commesso sbavature durante i primi chilometri e la scuderia italiana, costola della Red Bull, non è certo in lizza per titolo. Insomma Max sembra non subire alcuna pressione, eppure a Melbourne avrà tutti gli occhi puntati addosso. Non è certo la prima volta che “un figlio d’arte” sbarca in F1 ma in questo caso, nonostante abbia vinto le poche categorie giovanili dove ha militato, Verstappen sembra veramente spinto dalla figura ingombrante del padre e dalla Red Bull.
E’ curioso pensare che nel 1996 Jacques Villeneuve, figlio di Gilles, si presentò in F1 solo dopo aver vinto la 500 Miglia di Indianapolis a 24 anni. Recentemente in Toro Rosso Jaime Alguersuari e Jean-Eric Vergne hanno incominciato e concluso la carriera in F1 non ancora ventiquattrenni.

Simile ragionamento si potrebbe fare per il compagno di team di Verstappen, Carlos Sainz jr. Figlio del rallista omonimo, 2 volte campione del mondo a inizio anni ’90, Sainz Jr gode però di un palmarès tradizionale per i suoi 20 anni.
Salvo casi particolari i posti in Red Bull saranno occupati per qualche stagione, di conseguenza i due giovani debuttanti del team italiano dovrebbero avere un paio di stagioni per crescere e potersi esprimere.

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La coppia debuttante della Toro Rosso: Carlos Sainz jr (20 anni) e Max Verstappen (17)

 
Rivitalizzata dalla nuova livrea e, a quanto è sembrato a Jerez, anche dalla nuova power-unit Ferrari, la Sauber-Ferrari scommette anche essa su una line-up tutta nuova: Marcus Ericsson e il debuttante Felipe Nasr.

Lo svedese, 24enne ex Caterham, potrà finalmente dimostrare il proprio valore, considerata la pochezza della sua vettura d’esordio lo scorso anno. L’obiettivo stagionale sarà quello di conquistare i primi punti iridati.

Il brasiliano Nasr invece porta in dote un ricco sponsor brasiliano (che ha colorato la livrea); fondamentale, considerato il fatto che come la Force India, la Sauber naviga in acque difficili a livello economico. E’ risaputo che i piloti brasiliani abbiano il peso dei propri mitici predecessori in F1 e che in generale, tra stampa nazionale particolarmente passionale e grandi sponsorizzazioni siano sotto pressione più di altri. Nasr lo scorso anno è stato terzo pilota Williams, mentre nelle passate stagioni ha corso in GP2 senza però registrare successi.

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La nuova Sauber C34. Lo scorso anno il team svizzero non ha conquistato punti, per la prima volta nella sua storia

 
La Lotus-Mercedes, infine, ha saltato la prima giornata di prove a Jerez. La scuderia inglese da quest’anno monterà i vincenti propulsori Mercedes, rinunciando alla storica collaborazione con Renault. Il progetto 2015 sembra meno esasperato rispetto a quello fallimentare del 2014. Grosjean e Maldonado formano una coppia verosimilmente di umore identico a quella della Force India. Entrambi i piloti infatti hanno mostrato doti velocistiche di primissimo ordine, caratterizzati in particolare da una guida ruvida, generosa e spettacolare anche se a volte poco redditizia.

Il francese Romain Grosjean nella seconda parte di stagione 2013 è stato costantemente nelle posizioni di vertice, capace di lottare alla pari con Vettel e il compagno di allora Raikkonen. Lo sciagurato progetto 2014 gli ha tarpato le ali nel momento della consacrazione.

Pastor Maldonado è un tipo umorale, nel 2014 si è adeguato scoraggiandosi alla pessima situazione della sua squadra: se anche la nuova Lotus non sarà competitiva difficilmente lo vedremo sgomitare nelle retrovie. Il venezuelano ha abbandonato la Williams proprio quando questa diventava competitiva calandosi nell’abitacolo nero-oro nel momento peggiore. Però, va evidenziato, che nonostante l’ottima stagione passata, né Bottas né Massa hanno saputo vincere, cosicché l’ultimo successo Williams è ancora quello ottenuto da Pastor a Barcellona nel 2012.

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Pastor Maldonado (29) al volante della Lotus-Mercedes E23

 
Francesco Bagini
La Formula Magica

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Mi chiamo Francesco Bagini, sono nato il 9 febbraio 1988. Vivo a Vittuone e studio filosofia a Milano. Era il 1996 quando rimasi affascinato dai rumorosi e colorati bolidi di Formula 1 lanciati a tutto gas lungo il Parco di Monza. Col passare del tempo, al di là degli idoli, mi sono lasciato coinvolgere dagli aspetti umani ed etici che la F.1 e in generale lo sport sanno offrire. Da settembre 2013 faccio parte del coro di Sport In Condotta, la voce della passione!