Formula Uno: tra cronometro e punteggio (prima parte)

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La partenza del Gran Premio del Brasile 2014

 
Il Mondiale di Formula Uno 2014 è arrivato all’epilogo.
Il 23 novembre ad Abu Dhabi, per la prima volta in stagione, le cifre che preoccuperanno maggiormente i piloti non saranno i secondi sul cronometro ma i punti in classifica generale…

In particolare, l’ultima tappa della stagione vedrà duplicato il montepremi di punti da assegnare ai primi 10 classificati. Del resto gli organizzatori della corsa degli emirati hanno duplicato la cifra versata a Bernie Ecclestone per ottenere questo cambio di punteggio che rendesse imperdibile il loro GP.

In effetti i duellanti per il mondiale Lewis Hamilton e Nico Rosberg sono separati da 17 lunghezze. Così, nonostante le 10 vittorie stagionali dell’inglese della Mercedes, la lotta per il titolo è apertissima.

Come nella passata stagione i Gran Premi saranno in totale 19. Prima allora che il nuovo punteggio complichi i confronti con lo scorso campionato, è possibile confrontare i numeri in classifica rispettivamente dopo il GP degli USA 2013 e il GP del Brasile di domenica scorsa.

Incominciamo dai leader. Nel 2014 Sebastian Vettel ha vissuto la stagione più difficile da quando corre in F1. Durante gli anni del suo dominio molti osservatori aspettavano di vederlo alle prese con una vettura poco competitiva, prima di poterlo giudicare. Quest’anno Vettel è andato sorprendentemente in confusione con un mezzo inferiore soprattutto dal punto di vista motoristico; battuto sia in qualifica che in gara dal compagno di team Daniel Ricciardo.

Eppure 12 mesi fa il tedesco poteva vantare 12 vittorie, contro le attuali 10 di Hamilton; 15 podi, tanti quanti quelli ottenuti rispettivamente dal duo Mercedes; infine Vettel aveva timbrato 8 pole position dopo Austin, mentre Rosberg è arrivato a quota 10 ad Interlagos.

Insomma, nonostante oggi Vettel forse non “sia più di moda”, tanto è vero che alcuni storcono il naso per il suo imminente passaggio alla Ferrari, il suo dominio del 2013 non ha nulla da invidiare a quello attuale delle Frecce d’argento.

In casa Mercedes è curioso notare come 12 mesi fa la differenza tra Rosberg ed Hamilton era di 26 punti in favore dell’inglese. Dopo 12 mesi il miglioramento maggiore in termini di punteggio lo ha compiuto però Nico, con un +156 in classifica.

Dal punto di vista del dominio nel campionato costruttori, Red Bull vantava 553 punti, mentre oggi Mercedes è alla cifra impressionante di 651 punti, raggiungendo il record di vittorie in una singola stagione (15) e stracciando invece il primato delle doppiette (11).

Altro dato di squadra sono i podi: la coppia Mercedes (30 podi) è più forte di quella Red Bull (Vettel-Webber) del 2013 (22 podi).

Infine piuttosto fragile si è rivelata la Mercedes F1 W05 soprattutto nella prima parte di campionato: dopo 18 gare 5 sono stati i ritiri in gara, lo stesso identico numero della macchina dominatrice 2013, la RB9.

Nico Rosberg: 317 (2°) – 161 (6°) – (+156 punti)
Lewis Hamilton: 334 (1°) – 187 (3°) – (+147 punti)
Mercedes: 651 (1^) – 348 (2^) – (+303 punti)

Sebastian Vettel: 159 (4°) – 372 (1°) – (-213 punti)
Daniel Ricciardo: 214 (3°) – 19 (14°) – (+195 punti)
Red Bull: 373 (2^) – 553 (1^) – (-180 punti)

* NOTA: IN CORSIVO I PUNTI DEL 2013, TRA PARENTESI LA DIFFERENZA

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Sebastian Vettel (27 anni) e Lewis Hamilton (29)

 
Fernando Alonso, anche se manca l’ufficialità, guiderà la Ferrari per l’ultima volta ad Abu Dhabi.
Dopo 95 Gran premi con la rossa il bilancio è deludente: nessun titolo mondiale, 4 pole position e 11 vittorie (ne totalizzò 17 con Renault).

In metà delle 18 gare 2013 la Ferrari raggiunse il podio, quest’anno fin’ora sono stati 2, entrambi di Alonso.

Nonostante manchino le prestazioni per carenze non solo aerodinamiche ma anche di power unit, le vetture di Maranello hanno mantenuto con il cambio regolamentare la loro proverbiale affidabilità: i ritiri in corsa sono 3, come 12 mesi fa.

Fernando Alonso: 157 (5°) – 227 (2°) – (-70 punti)
Kimi Raikkonen: 53 (11°) – 183 (4°) – (-130 punti)
Ferrari: 210 (4^) – 333 (3^) – (-123 punti)

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Fernando Alonso (33). In F1 dal 2001, ha corso per Minardi, Renault, Mclaren e Ferrari

 
Il disastro della stagione 2014 è stata la Lotus.
La scuderia inglese a febbraio aveva presentato una vettura rivoluzionaria, con la particolarità di avere un disegno asimmetrico. Nonostante una buona coppia di piloti, Pastor Maldonado e la rivelazione della passata stagione Romain Grosjean, le monoposto nero/oro hanno incamerato solo 10 punti ad oggi.

Il venezuelano Maldonado è stato incredibilmente sfortunato: era in Williams quando la Lotus volava, è in Lotus quando la Williams è la protagonista della stagione. Così in due anni ha totalizzato 3 punti nelle rispettive prime 18 corse…

14 podi per la Lotus nel 2013, 13 ritiri per la E22 motorizzata Renault nel 2014: con questo rendimento altalenate la Lotus ha fretta di svoltare pagina. Per il prossimo anno ha già confermato la coppia di piloti, mentre è stato ufficializzato il passaggio ai prestazionali motori Mercedes.

Romain Grosjean: 8 (14°) – 132 (7°) – (-124 punti)
Pastor Maldonado: 2 (16°) – 1 (18°) – (+1 punto)
Lotus: 10 (8^) – 315 (4^) – (-305 punti)

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Pastor Maldonado (29). Il venezuelano sarà alla sua 5^ stagione in F1 nel 2015

 
Francesco Bagini
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Mi chiamo Francesco Bagini, sono nato il 9 febbraio 1988. Vivo a Vittuone e studio filosofia a Milano. Era il 1996 quando rimasi affascinato dai rumorosi e colorati bolidi di Formula 1 lanciati a tutto gas lungo il Parco di Monza. Col passare del tempo, al di là degli idoli, mi sono lasciato coinvolgere dagli aspetti umani ed etici che la F.1 e in generale lo sport sanno offrire. Da settembre 2013 faccio parte del coro di Sport In Condotta, la voce della passione!