HOCKEY – SPENGLER CUP 2014: Salta la diretta tv, l’amarezza di Daniela Scalia

Spengler Cup 2014 di hockey alle porte, ma purtroppo subito una brutta notizia per gli appassionati dell’evento che sarebbe partito nel periodo delle festività natalizie: la competizione non sarà più seguita in diretta televisiva.

A tal proposito, abbiamo sentito la giornalista Daniela Scalia, esperta di molte discipline tra cui Calcio Gaelico, Football Australiano e rugby, che avrebbe dovuto commentare l’evento insieme al collega Luca Tramontin per il canale satellitare Nuvolari.

È davvero saltato il vostro passaggio a Nuvolari per la Spengler Cup di Hockey?
“Si, poche ore fa, con albergo prenotato, contratti firmati e controfirmati, con il promo che gira, con l’annuncio sul sito del Davos e della Spengler Cup e chissà dove. In Svizzera ancora non ci credono. Ci ha chiamati il direttore di rete, Luigi De Vitis, dispiaciuto e imbarazzato, sia da direttore che da persona: aveva anche rilasciato da poco un’intervista sulla “nostra” Spengler prima della bastonata”.

Avevate pronto un format nuovo per questa Spengler Cup.
“Completamente nuovo, avrebbe riprodotto in telecronaca quello che facevamo nei nostri magazine sia di rugby sia di hockey svizzero. Luca avrebbe curato tutta la parte tecnica, mentre io avrei fatto da “decoder” per gli spettatori curiosi e neofiti, puntando sulle stranezze dell’hockey, le pillole storiche, le particolarità regolamentari, il tutto con paralleli e transizioni in altre discipline sportive. Avevamo anche già coinvolto alcuni amici giocatori professionisti di rugby, basket, pallanuoto, eccetera che sappiamo curiosi sull’hockey e che nel corso dei 6 giorni di Spengler sarebbero intervenuti telefonicamente o avrebbero mandato messaggi con le loro domande e i dubbi da spettatori intelligenti e interessati. L’obiettivo era naturalmente quello di creare identificazione per il pubblico a casa e di allargare l’audience, senza dimenticare naturalmente gli hockeysti doc che sarebbero stati ampiamente e prioritariamente accontentati. In questo senso avevamo studiato un format ben bilanciato e la cui struttura è favorita dalla natura stessa della Spengler, una sorta di All Star Game ma lungo 6 giorni e in cui tutti ci tengono a vincere. È un’idea di telecronaca che a noi piace molto, e anche al direttore, ma va in frigo fino alla prossima occasione”.

Cosa è successo? Mancano pochi giorni e notizia e promo giravano da un pezzo. daniela scalia_profilo
“Dietro questo episodio-Spengler nello specifico non lo so, ed è importante specificarlo, ma la lista dei nostri programmi di successo che sono stati cancellati misteriosamente in Italia è lunga e facilmente verificabile, il confronto col nostro lavoro all’estero è così triste che è quasi meglio non farlo. Fuori dall’Italia ci assegnano i lavori e noi li facciamo. L’elenco delle “sparizioni” italiane si allungherebbe di almeno il doppio aggiungendo i “casi strani”, quelli non resi pubblici. La cosa bella o ridicola, vedi tu, è che poi il programma seguente va ancora meglio!”

E siete conosciuti per avere dei caratteri pacifici ed entusiasti.
“È così, non litighiamo mai, non sparliamo, non frequentiamo nemmeno la vita sociale della televisione, finito il programma andiamo a giocare o ad allenare disabili, abbiamo figli, nipoti, partner, animali, amici che suonano…quindi non pensate ad attriti o beghe, non siamo i tipi, e questa nostra felicità dà fastidio, ormai è matematico e lo hanno capito gran parte degli spettatori”.

Cosa dice il vostro pubblico?
“Dicono che sono le solite italianate, ci raccontano che quello lì ha l’appoggio federale, che quell’altro ha l’ormai mitologico zio cardinale, etc. I nostri spettatori sono molto portati per la satira, anche noi ridiamo, usiamo in gergo i personaggi di “Mai dire Gol”, c’è Micio il procuratore, Pravettoni l’imprenditore, Guastardo che dirige un certo giornale, Bimbo Gigi che conduce un magazine o Adelmo Stecchetti che legge wikipedia in cabina di commento…insomma, si ride, e tanto, forse dobbiamo qualcosa alla Gialappa’s. Il retrobottega non ci interessa, dopo che ci hanno segato il programma procediamo verso altri lidi, Luca dice che Sport Crime deve ringraziare l’appoggismo che impera nella tv sportiva italiana”.

Quindi con i colleghi nessun problema?
“Infatti, e attenzione, non sto dicendo che siamo bravi, ma che andiamo d’accordo con tutti, il problema è questo. In ogni redazione, in ogni squadra, abbiamo la fortuna di trovare persone bellissime, tutti si appassionano a Luca, si formano dei bei gruppi che spesso finiscono a vedere o a giocare con noi degli sport che non conoscevano, gli ex colleghi che ci chiamano e scrivono non si contano più, si, siamo davvero fortunati. E dietro c’è sempre il caso isolato che ne soffre e dice: “Ma cosa avrà quello là, sembrate tutti scemi…”. Una collega straniera ha detto una volta: “Luca, prestagli i deltoidi a quello là, così ti lascia commentare in pace”, mentre un amico sociologo ha detto: “Ci vuole uno scandalo e si aggiusta tutto”. Può dispiacere ma chi legge bene la cronaca italiana sa che spesso va così”.

Altri episodi di questo tipo?
“Si, prima di un colloquio una collega ci ha mandato un sms dicendo di mettere una pancia finta a Luca perché l’interlocutore…no, non posso andare oltre, si capirebbe troppo, la tv italiana non è vastissima. Per persone di un certo tipo è difficile accettare che un 48enne con tre dita ti passi davanti nelle classifiche dell’attenzione, soprattutto femminile. Ormai è diffusa l’impressione che anche i complessi fisici giochino una parte in questa catena di stranezze, Luca dice: “Ma son an pore vecjo pelà e con tre det…”, fa ridere, ma non è certo così che viene visto, lo sappiamo tutti”.

luca tramontin_profiloQuindi sono semplici effetti collaterali?
“Ma si, il rapporto tra le migliaia di amici e il raro trafficone è sempre incredibilmente favorevole e di questo siamo solo contenti. È solo brutto che ci chiudano o tolgano i programmi già in onda o in palinsesto. La Spengler avrebbe potuto essere l’ultima serie di telecronache prima di Sport Crime, la fase di scrittura è molto impegnativa ma ti permette tutto sommato di prenderti i tuoi giorni.”

Non vi arrabbiate mai?
“Io qualche volta si, i nostri cari spesso, Luca no. Sai la cosa più curiosa? Ne fa addirittura materia di studio e di scrittura. Telefona a un’amica psichiatra, racconta le porcate che riceve e si fa spiegare e cerca di capire i profili e le sindromi di quei pochissimi che se la prendono col suo accento bellunese e con le sue 3 dita. I casi più inquietanti finiranno in Sport Crime. L’ultimo “messaggio” pubblicato su lucatramontin.com se non sbaglio era: “Lasciate lavoro anche ai comuni mortali, non possiamo essere tutti enciclopedie con le mani a forca”. Perfetto per Sport Crime. Se l’autore sapesse che ci sta aiutando a scrivere gli episodi, sapesse che lavora per noi…gratis. Anzi un giorno potremo anche riconoscergli una percentuale…a lui e alla Gialappa’s…”.

Roberto Sabatino
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Nato a Rapallo (GE) il 15 Maggio 1982, ha effettuato un corso di speakeraggio professionale presso la “Talent Academy” di Cologno Monzese (MI). Nelle stagioni 2012/2013 e 2013/2014 è lo speaker ufficiale del Calcio Como, per le gare interne allo stadio “Sinigaglia” nel campionato di Lega Pro. Da marzo 2013 è inviato per la trasmissione sportiva di Espansione TV, ETG+SPORT, al campo di allenamento del Calcio Como. Un passato come addetto stampa del Basket Como, dopo varie esperienze in alcune webradio con programmi sportivi, il 1° agosto 2013 lancia il portale Sport in Condotta.it. Ad agosto 2014 diventa telecronista per la webtv Sportube, che trasmette in esclusiva live tutte le gare delle squadre di Lega Pro. Da settembre 2015 torna ad essere lo speaker ufficiale del Calcio Como, per le gare interne del campionato di Serie B allo stadio "Sinigaglia". Nello stesso mese, partecipa e vince il 7° Workshop di Sportitalia Tv ed entra nella redazione