Il Liverpool è sul tetto del mondo! Ai Reds la Fifa Club WC 2019

Doha, Qatar. In quello che, per il Liverpool, sarebbe dovuto essere un piovoso pomeriggio inglese in quel di Londra, Olympic Stadium, sfondo consueto per la sfida al West Ham designata dal calendario della Premier League britannica, va in scena una sfida dal sapore particolare sotto il sole cocente del deserto arabico.

Il mondiale per club, erede della blasonata Coppa Intercontinentale, soppressa dopo il 2004, è ormai una competizione suggestiva e appassionante, non più prerogativa esclusiva della vincitrice della UEFA Champions League, ma molto più combattuto anche alla luce della globalizzazione sempre più evidente che ha interessato anche gli orizzonti del mondo del pallone.

Quest’anno in particolare l’attesa per la finale è stata snervante. Il percorso che ha portato Liverpool (ENG) e Flamengo (BRA) alla finale tenutasi nella capitale del piccolo stato arabo, già destinato ad ospitare (non senza polemiche) anche la coppa del mondo per nazionali nell’estate 2022, è stato semplice per entrambe le squadre  che, secondo le aspettative, si sono sbarazzate rispettivamente di Monterrey (MEX), vincitore della CONCACAF Champions League, e Al-Hilal (RSA), trionfatore del massimo torneo asiatico anche grazie alla partecipazione di Sebastian Giovinco e Bafétimbi Gomis, vecchie conoscenze del calcio europeo.

Il Flamengo, squadra con un progetto ben rodato e dotata di qualità in ogni reparto, è giunta a giocarsi la finale anche grazie all’attaccante di proprietà dell’Inter Gabriel Barbosa (Gabigol), protagonista assoluto in finale di Libertadores con una doppietta nel recupero. Il Liverpool, d’altra parte, arriva all’appuntamento ormai conscio dei propri mezzi e pronto alla sfida forte anche dei 10 punti di vantaggio in Premier League sul sorprendente Leicester, secondo in classifica nel campionato d’oltremanica.

Gabigol, autore della doppietta decisiva nella finale di Copa Libertadores

Una sfida totale, che inizia anche prima dell’ingresso in campo, come testimoniato dalle strette di mano tra i componenti della nazionale brasiliana passata e presente: tra la fila del Flamengo giocano infatti, tra gli altri, Filipe Luis, ex illustre di Atletico e Chelsea, Diego Ribas, vecchia conoscenza della Juventus, e Gerson, visto (ma non di più) in Italia con Roma e Fiorentina, mentre, per il Liverpool, il portiere Alisson e la punta Roberto Firmino costituiscono la spina dorsale dell’attuale seleção verdeoro.

La partita è sin da subito giocata ad alti ritmi e a grande intensità, con giocate di alto livello che mettono giocatori sulla via della rete da una parte e dall’altra. Mané e Salah, che insieme a Firmino costituiscono il tridente inossidabile della squadra diretta da Jürgen Klopp, sprecano però molto davanti all’ex Valencia Diego Alves, impegnato in numerosi salvataggi provvidenziali per mantenere vive le speranze della torcida rubro-negra. Anche Gabigol non sfrutta al meglio le occasioni create sia da Bruno Henrique, velocissimo laterale brasiliano, sia (mirabile dictu) dal difensore olandese Van Dijk, pilastro difensivo non alla sua migliore uscita coi Reds, forse anche a seguito di problemi fisici che lo hanno sicuramente condizionato. Dopo il termine della prima frazione, il secondo tempo riparte sulla stessa falsa riga del primo, offrendo un match equilibrato ed incerto. Spiccano l’opportunità non sfruttata da Firmino, che colpisce il palo in girata dopo un numero di alta scuola, e la “Bicicleta” tentata da Gabigol, fermata prontamente dal riflesso di Alisson.

Tutto sembra in bilico fino alla consueta zona Cesarini, quando Rafinha, ex, tra gli altri, di Bayern e Genoa, stende Firmino sul limite dell’area di rigore. Inizialmente punito con un giallo e sanzionato con il calcio di rigore, l’intervento viene poi rivisto dall’arbitro al VAR e completamente rivalutato: non solo non è il rigore non c’è neanche il fallo. La discutibile decisione dell’arbitro Al Jassim (QAT) permette, tuttavia, di assistere ad altri 30′ di spettacolo ai tempi supplementari.

L’attaccante brasiliano Roberto Firmino (LIV) dopo il gol segnato al 99° minuto

Con la tensione alle stelle, alla fine, emergono, però, le squadre forti e i veri campioni. Affermazione, questa, quanto mai valida anche per questa finale. Non appena iniziato il primo tempo supplementare, con appena 9′ sul cronometro, il Liverpool piazza la zampata decisiva. Un contropiede scaturito da un errore in attacco dei brasiliani scatena tutta la velocità di Mané, che, presentatosi solo davanti a Diego Alves, offre dolcemente il pallone a Firmino, che aveva accompagnato l’azione dalla sua area di rigore. Vantaggio meritato per i Reds, che si lasciano andare ai festeggiamenti sotto la curva dei sostenitori giunti sin dall’uggiosa Inghilterra per ammirare la squadra. Inutili tutti i tentativi di rimonta provati nei minuti finali da Jorge Jesus, l’esperto allenatore portoghese a capo della compagine avversaria. L’unico vero rimpianto è la colossale opportunità sciupata da Lincoln, giovane entrato solo al 102′, che spara alto da due passi di fronte ad Alisson.

Al fischio finale la festa è completa: un torneo ed una finale così li si giocano poche volte nella vita, e vincerla è una della gioie più grandi per un calciatore professionista. Divertente anche il simpatico siparietto finale della premiazione, col capitano Henderson che solleva la coppa esattamente come aveva fatto con Champions League e Supercoppa Europea, mostrandola prima ai suoi e poi sollevandola al cielo. Resta il grande rammarico per un gruppo come quello del Flamengo, in grado di costruire una squadra solidissima e di tornare alla vittoria in Sudamerica dopo anni di insuccessi. Resterà nel cuore dei tifosi, purtroppo, solo il dolce ricordo del tre a zero inflitto ai campioni inglesi nella finale di Coppa Intercontinentale del 1981, che vide grande protagonista Zico, visto poi in Italia per due anni con la maglia dell’Udinese.

Carlo Panzeri
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Da sempre grande appassionato di sport di ogni genere, con una preferenza per il calcio ed il ciclismo, seguiti entrambi sin dall'infanzia seguiti con grande trasporto. L'amore per la scrittura ed il racconto sono ciò che lo spingono ad andare sempre in profondità, approfondendo temi e storie di grande interesse. Concluso l'ultimo anno di liceo classico, pratica calcio a livello provinciale con la C.O.S.O.V. di Villasanta nella categoria Juniores.