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INTERVISTE – Addio al Padova Calcio, la rabbia dell’ex biancoscudato Bedin

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La parola fine è giunta ieri sera, in sede, dopo l’ultimo disperato tentativo andato purtroppo a vuoto.

Troppi i debiti da saldare causati dalla gestione Diego Penocchio, che neanche l’ex patron Marcello Cestaro è riuscito a ripianare in tempo per garantire la sopravvivenza.

Così il Padova Calcio dopo l’amarezza della retrocessione dalla Serie B, non ha avuto le forze economiche per iscriversi al prossimo campionato di Lega Pro: è fallimento dopo 104 anni di storia, iniziata nel lontano 29 gennaio 1910.

Giusto 20 anni fa i biancoscudati brindavano al ritorno in Serie A con la truppa guidata da mister Mauro Sandreani, che l’anno dopo lanciava in campo talenti come lo statunitense Alexi Lalas, i bomber Filippo Maniero e Goran Vlaovic, la giovane promessa Nicola Amoruso.

Senza dimenticare, ancora anni prima, che da Padova erano partiti campioni del calibro di Angelo Di Livio e soprattutto Alessandro Del Piero

Tutto questo è stato cancellato un caldo pomeriggio di martedì 15 luglio 2014, con l’inesorabile parola fine.

Sport in Condotta.it ha interpellato il calciatore Maurizio Bedin (classe 1979), cresciuto nel settore giovanile biancoscudato e che, in maglia Padova, ha collezionato la bellezza di 106 presenze dal 2003 al 2007 nella vecchia Serie C1, oltre ad aver giocato anche con altri club tra i quali Udinese, Sampdoria, Lecce, Monza e Cosenza.

A poche ore di distanza dall’incredibile verdetto, quanto piange ancora il cuore di un biancoscudato doc come te?
“Sono davvero triste ho sperato fino all’ultimo secondo si salvasse ma pultroppo è andata così: 104 anni di storia spariti, ma le emozioni che ho vissuto indossando questa maglia nessuno ha il potere di cancellarle..”. padova_bedin

Prevale più rabbia o delusione?
“Provo rabbia verso chi ha gestito in questo modo il Padova e tanta delusione perché facendo così, hanno ferito il vero cuore del Padova, che sono i tifosi”.

Che idea ti sei fatto di questa incresciosa vicenda? Si poteva evitare secondo te?
“Sinceramente non so cosa sia successo ieri, ma era sotto l’occhio di tutti che ormai la situazione era degenerata”.

Tu che sei un prodotto del settore giovanile del Padova, con 106 presenze tra i professionisti con quella maglia: se la nuova società richiamasse daresti disponibilità a dare una mano?
“Guarda io sono cresciuto nel settore giovanile del Padova e il mio sogno era quello di indossare quella maglia. Per questo quando ho avuto la fortuna di farlo l’ho sempre onorata, il che non significa vincere ma uscire stremati dal campo sapendo d’aver dato tutto. Attualmente sono tesserato per la squadra del mio paese, ovvero il Campodarsego, dove c’è un bel progetto. L’ultima parola giustamente spetterebbe a loro: chiaro che io al Padova non direi mai di no”.

 

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