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INTERVISTE – Le verità di Ernestino Ramella: dal Chiasso alla Lega Pro

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Sport in Condotta.it interpella l’esperto allenatore, che nella sua ultima esperienza professionale ha guidato il Chiasso di Gianluca Zambrotta: di cui dice….

 

Ha chiuso da pochi mesi quella che era diventata la sua 3° avventura all’estero, dopo quelle messicane sulle panchine di Querètaro (1998) e Pachuca (2005), divorziando dagli svizzeri del Chiasso.

Ernestino Ramella da Zinasco, paesino in provincia di Pavia, racconta per Sport in Condotta.it il suo recente passato da allenatore di calcio.

Cominciamo da dove è finita l’ultima avventura, ovvero Chiasso: cosa non ha funzionato?
“Innanzitutto vorrei sottolineare alcune cose tra noi ed il calcio elvetico: la differenza di mentalità sul lavoro tecnico-tattico, e sulle situazioni di palle ferme. In confronto a noi hanno una spiccata cultura del lavoro. Cosa è andato storto? Troppe persone hanno interferito con discorsi tattici che hanno disturbato l’ambiente”.

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Col senno di poi, la rifaresti? 
“Senza alcun dubbio la ripeterei senz’altro”.

A Chiasso ti sei ritrovato in rosa l’ex Campione del Mondo, Gianluca Zambrotta che, dopo il tuo esonero, è stato nominato nuovo allenatore: ha la stoffa per essere uno bravo anche in panchina?
“Zambro, oltre a essere un grande uomo, può diventare un buon allenatore. Sicuramente anche lui non pensava di trovare difficoltà in Svizzera più che in Italia, e non per causa sua. A buon intenditore poche parole…”.

Ultima panchina italiana quella del Como nella stagione 2011/2012 in Prima Divisione: stai seguendo la squadra quest’anno? Che idea ti sei fatto?
“Si lo seguo con piacere perché mi ha dato tanto, dalla società ai tifosi. Il Como sta facendo bene in un campionato fasullo, in cui chi comanda ha capito poco o niente: si parla tanto di calcio scommesse e poi voglio vedere le ultime partite, quando già 5 o 6 squadre non avranno più niente da dire per i play off, cosa succederà…”.

Mister Ramella che idea si è fatto del futuro della Lega Pro con la riforma dei campionati e la famosa età media?
“In Italia qualsiasi gioco che facciamo, anche giocare a biglie, vogliamo vincere se c’è in palio qualcosa. Ecco la Lega Pro quest’anno fa sì che diverse società mettano in panchina tecnici senza patentino o prestanomi, addirittura senza esperienza non essendoci retrocessioni. Certo, se ero presidente l’avrei fatto anch’io. Comunque sono sicuro che l’anno prossimo finalmente si vedrà un bel calcio in Lega Pro, ed il tasso tecnico aumenterà anche nelle serie inferiori. Però, mi dispiace per l’80% dei giovani obbligati a giocare per l’imposizione dell’età media, con cui hanno illuso le famiglie e loro stessi, che non troveranno più posto in categoria e avranno difficoltà anche tra i Dilettanti a trovare posto in futuro”.

Come ridare lustro alla Lega Pro? 
“Beh con le mie risposte l’hai già capito: togliere il minutaggio e chi è bravo gioca. Quindi sicuramente si alzerebbe il livello tecnico e tattico. Poi un premio in caso di non retrocessione alle tre squadre più giovani”.

Tra Girone A e Girone B, chi vede favorite per il salto in cadetteria?
“Favorite penso che in questo momento non ce ne siano. Il mercato che è iniziato cambierà tante squadre, e di questo gli equilibri ne risentiranno sicuramente”.

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