PALLAVOLO-MONDIALI: l’Italia continua la marcia verso il sogno

E sono tre su tre: ieri l’Italia di mister Blengini, dopo aver perso il primo set dei Mondiali con l’Argentina dell’indimenticabile Velasco, si impone per 3-1, con lo zar Zaytsev sempre più decisivo dopo la grande prestazione offerta già con il Belgio giovedì.

Ieri sicuramente è stata fin qui la vittoria più sofferta. Prima gli azzurri avevano liquidato con due netti 3-0 il Giappone all’esordio, nella splendida cornice romana del Foro italico alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella e poi il Belgio, allenato dall’italiano Anastasi, risultato quest’ultimo un po’inaspettato, non tanto per la vittoria, ma per facilità con la quale è stato ottenuto, considerano che proprio il Belgio ci aveva eliminati solo un anno fa agli Europei.

Anche ieri Firenze, al Mandela Forum come con il Belgio, era sold out: il calore verso l’Italvolley è palpabile: palazzetti strapieni di famiglie, entusiasmo, gioia, l’azzurro che colora ogni tribuna. La festa continua, partita dopo partita la squadra sta prendendo sempre più consapevolezza della propria forza e delle sue grandi possibilità.

Sia chiaro: ieri, come detto, non è stata un passeggiata: Osmany Juantorena ha sottolineato che la squadra ha giocato con troppa discontinuità, ma evidenziato la caratteristica migliore degli azzurri: la voglia di non mollare mai.

E dopo un inizio opaco con qualche errore in ricezione di troppo, Osmany ha cominciato a giocare come sa e per l’Argentina sono stati dolori. Maiuscola la prestazione di Giannelli che rifornisce con costanza i martelli azzurri, lasciando il muro argentino spesso in confusione. Si ricordi che solo pochi mesi fa l’Italia aveva perso con i sudamericani in Nations League e Blengini lo aveva ricordato più volte nelle interviste pre-gara per tenere alta l’attenzione.

Zaytsev (unico azzurro al secondo Mondiale della carriera) mette 20 punti a tabellino, proprio come nella precedente partita, Jantorena 22, buona anche la gara di Lanza con 10 punti a referto, bene Colaci in ricezione e sempre pronti quando chiamati in causa Mazzone e Ansani.

Gli argentini ci hanno provato, il loro Mondiale è sempre più in salita (una vittoria e due sconfitte). Dispiace un po’ per il mito Velasco che con l’Italia degli anni 90 ha scritto pagine incredibili della nostra Storia, grazie ad una generazione di fenomeni che hanno vinto praticamente tutto. Il buon mister avremo il piacere di rivederlo presto allenare in Italia a Modena alla ripresa del campionato.

La strada per la finale di Torino del 30 settembre è ancora lunga, per il momento l’importante è vincerle tutte perché i punti accumulati nel primo girone si porteranno in dote nel girone della seconda fase.

Stasera gli azzurri ritornano in campo con la Domenicana, squadra ultima in classifica, sempre sconfitta al Mondiale e proprio per questo non dobbiamo permetterci alcun calo di attenzione. Un solo precedente fra le due squadre che risale addirittura agli anni Settanta con la vittoria azzurra per 3-1.

A punteggio pieno nel Mondiale troviamo anche la Slovenia, squadra nel nostro girone, il Canada, gli Usa,  e la Polonia. l’Italia ha iniziato il torneo con l’obiettivo di arrivare sul podio, ovviamente speriamo di vincere il titolo iridato, non sarà facile, ma la forza fisica e mentale della squadra, la passione dei tifosi e il loro entusiasmo e il vantaggio di giocare in casa ci permettono di sognare.

Due parole le meritano gli americani che hanno vinto per 3-1 la Russia che alla vigilia era la squadra favorita per la vittoria finale, anche perché campioni europei in carica e vincitori della prima Volley Nations League. Anche gli Usa fanno paura e puntano, come noi, a Torino. Fra gli americani da segnalare la prestazione del nuovo giocatore di Modena Christenson.

Giustamente Zaytsev e Blengini buttano acqua sul fuoco: ancora nulla è stato fatto, bisogna pensare partita per partita e non rilassarsi perchè la strada è ancora lunga. Ma chi ben comincia…

 

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Nato a Monza il 12 gennaio 1977, siciliano di origine, uomo di mondo d’adozione. E’ laureato in Lettere moderne presso l’Università degli studi di Milano. Amore smisurato per lo sport, dal calcio al basket, disciplina quest’ultima praticata per oltre dieci anni in gioventù, con la passione per le storie belle da raccontare.