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LECCESI DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI! / 11 INCONFUTABILI MOTIVI PER CREDERE ALLA REMUNTADA NELLA BOLGIA FOGGIANA

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di Annibale Gagliani

La strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni, lo abbiamo studiato tra i banchi scassati delle nostre scuole pubbliche. Parliamo di un assioma che si è tramandato nei secoli dei secoli, lasciando come sempre nel cuor di ognuno rebus irrisolvibili. L’inferno comporta pazienza, sofferenza e una dose massiccia di incoscienza: nella “prima cantica sportiva” il Lecce vi risiede da ben quattro anni, vuoi per capricci della giustizia sportiva, vuoi per negligenza di molti tesserati che non remavano nella stessa direzione.

Ma adesso la musica è cambiata, osservare per credere. Il rischio di rimanere ancora impantanati in questo arido torneo di terza serie è reale, ma d’ora in poi tutto ciò non deve suscitare paura, perché tra Piazza Mazzini e il Via del Mare si stanno gettando le basi di uno stuctural project essenziale e ambizioso. 13313459_1346081015418333_2129660833_o

Cari supporters dell’US Lecce, che fate ardere senza sosta il sangue nelle vostre vene e pretendete una fame licantropa nell’animo dei vostri beniamini, spingiamo con ogni molecola del nostro corpo e con ogni follia dello spirito l’armata giallorossa verso un’impresa ardua: ribaltare i diavoletti foggiani.

E mica è una cosa da poco ferventi compagni! Gli uomini di De Zerbi giocano un calcio offensivo di categoria superiore, con quel tridente atomico lì davanti dove il killer Iemmello penetra le difese avversarie come lama bollente in un burro esterrefatto. Qualità sulle fasce col mesagnese Chiriacò e giro palla veloce in mezzo al campo a stordire l’avversario più grintoso, e poi pressing, pressing, fortissimamente pressing! Servono palle quadrate per riuscire a cancellare il 2-3 dell’andata e planare direttamente in finale, non è proprio una robetta per ominicchi.

Eppure vi sono undici motivi inconfutabili per credere all’impossibile, sognando senza remora alcuna, mentre ci si getta a piedi nudi nell’elogio dell’epico:

1. Semifinale di Champions League, 12 maggio 1965, dopo il 2-0 subito all’andata all’Anfield Road dai Reds di Liverpool, l’Inter di Helenio Herrera capovolge tutto, chiudendo la pratica a San Siro con un perentorio 3-0; Finale di Champions League, 25 maggio 2005, Milan-Liverpool 3-3 a Istanbul, dopo il 3-0 della prima frazione pro Milan, gli uomini di Benitez pareggiano i conti in soli cinque minuti nel secondo tempo e vincono la contesa ai rigori; Finale di Champions League, 26 maggio 1999, Bayern Monaco-Manchester United al Camp Nou, al novantunesimo il Bayern conduceva per 1-0, ma negli utlimi due minuti di recupero gli uomini di sir Alex Ferguson rimontarono incredibilmente, vincendo la coppa delle grandi orecchie contro ogni pronostico; questi tre capolavori di remuntada sono l’esempio più recente di come tutto possa cambiare in una frazione di secondo quando la posta in palio nel rettangolo verde è altissima.

2. Perché una tifoseria che alle 15 di un giovedì pomeriggio da 30 gradi all’ombra prende d’assalto la curva nord per caricare a dismisura i propri players, durante un ordinario allenamento, non può che essere da Serie A, altro che Lega Pro.

3. Perchè a guidare il timone abbiamo uomini di enorme spessore tecnico e morale: avv. Saverio Sticchi Damiani, Corrado Liguori, prof. Stefano Adamo e Stefano Trinchera: un quartetto d’archi che spende anche l’ultima goccia di sudore del loro organismo per la causa leccese.

4. Ricordo che Lecce e tutto il panorama Barocco meritano una categoria superiore, poiché le grandi piazze nobilitano le grandi categorie con la loro spinta emozionale.

5. Non bisogna dimenticare nemmeno che l’esperienza è dalla nostra: nelle sfide in or out la spunta chi detiene l’arma del cinismo, e ai salentini non manca di certo.

6. Perché Braglia è un mister molto preparato e di certo non farà gli stessi errori dell’andata, aggredendo alto il Foggia per mettere a segno la prima marcatura e dopo di che agire in contropiede con le gambe battenti dei Doumbia e Saw.

7. Perché la barba di Moscardelli è da guinnes dei primati, l’amore per la maglia giallorossa di Lepore è secondo solo a quello di Totti per la Roma e soprattutto per il fatto che Mirko Vucinic in Serie B farebbe caterve di goal.

8. Perché oltre alle dita Sant’Oronzo tiferanno Lecce un pezzo consistente d’Italia che ama il Salento tutto, senza contare l’affetto dilagante che arriverà dai tifosi leccesi in Germania, in Svizzera e negli Stati Uniti.

9. E poi ancora la partita è trasmessa su Rai Sport, buona parte della nazione ci guarda, facciamoli vedere quanto possono essere arcigni i lupi taranolati.

10. Poiché la passione giallorossa è incontenibile, ma pur sempre rispettosa, anche quando perde, e non si permette in questo presente di alzare nemmeno un dito ai propri calciatori che escono sconfitti da un derby.

11. E in conclusione perché a febbraio gli abbiamo annichiliti tatticamente e tecnicamente, e gettando il cuore oltre l’ostacolo possiamo ripetere quel clamoroso 3-1 anche allo Zaccheria, che non può far paura a dei lupi affamati di promozione.

E se tutto dovesse andare in fallimento? Ci toccherà di nuovo mangiucchiare il solito brodo di giuggiole? Beh non dobbiamo disperare, il futuro davanti a noi sarà comunque roseo se seguiamo la via indicataci da questa giovane e indomabile dirigenza.

Come diceva il pluricampione del mondo Vittorio Pozzo “Riconoscere una sconfitta è il primo passo verso la vittora” e di questo dobbiamo farne tesoro, ma per ora concentriamoci sull’impossibile che può trasformarsi in possibile:

“Bisogna volere l’impossibile perché l’impossibile accada…”

disse un uomo dalla sapienza sovraumana chiamato Eraclito…

FORZA LECCE, ascolta il suo consiglio!

Curva-Nord-giallorossa

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