LETTURE SPORTIVE – Il Cantona di Daniele Manusia

Eric Cantona rappresenta una grande icona del calcio, un mito indistruttibile che ha fatto del genio ma anche tanta sregolatezza il suo marchio di fabbrica.

Il classico NON profeta in patria: nato a Marsiglia il 24 maggio 1966, in Francia esplode con l’Auxerre ma non si consacra. Neanche nella squadra della sua città, l’OM del controverso presidente Tapie.

Cantona litiga con tutti, dai presidenti agli allenatori (anche l’ex ct transalpino Michel, definito sacco di m… in diretta tv), passando per arbitri, giornalisti e tifosi. Si ritira una prima volta a 24 anni dopo il flop in maglia Nimes nel 1991, e sembra la fine.

Ci pensa Platini a fargli cambiare idea consigliandogli di emigrare in Inghilterra, dove prima rifiuta di sostenere un provino con lo Sheffield Wednesday (“Io sono Cantona, non ho bisogno di provini”), e poi firma col Leeds dove vince subito il campionato: l’inizio della seconda parte buona della sua carriera.

Le sue turbolenze però proseguono anche Oltre Manica, così Cantona passa al Manchester United di Sir Alex Ferguson. Vince altri 4 titoli, ne perde uno (quello della stagione 1994/1995) perchè viene squalificato per ben 8 mesi dopo aver rifilato un calcio ad un tifoso del Crystal Palace che lo insultò mentre usciva dal campo espulso.

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Un colpo di karate che fece il giro del mondo e sembrava nuovamente la fine della sua carriera. Lo United perse il titolo per 1 solo punto in favore del Blackburn Rovers (“Non ditemi che con Eric in campo non avremmo vinto almeno una partita in più”, disse Ferguson con rimpianto).

Cantona vinse la Premier nella stagione del suo rientro e decise di ritirarsi nel giugno 1997, ancora all’apice della carriera: “Meglio essere ricordati al top della forma”, disse.

Il libro letto è quello dello scrittore Daniele Manusia, che ha riportato per filo e per segno tutta la carriera del centravanti francese. Colorando astrattamente le sue uscite extra che ne hanno contrassegnato una carriera che poteva essere di ben più alto grado.

E per Sport in Condotta ecco l’intervista con l’autore stesso:

Cosa ti ha affascinato di più della storia di Eric Cantona tanto da dedicargli un’opera?

Il libro è nato da un’idea di Michele Dalai, l’editore. A me poi piaceva da sempre Cantona e insomma mi pare uno dei pochi a cui poter dedicare un libro intero senza paura di esagerare. Ha fatto parte, come protagonista, di un cambiamento culturale nel calcio – quello che porta gli anni 90 nel secolo successivo in Premier League – di cui stiamo ancora vivendo le conseguenze, nel bene e nel male. E lui rappresenta entrambe le facce (anzi, di facce ce ne sarebbero più di due nella storia di Cantona e spero nel libro di averlo fatto capire).

Difficoltà maggiori nella ricerca storica?

In realtà c’era molto materiale. È bastato andare in biblioteca e consultare i vecchi numeri di gazzetta ed equipe che non erano ancora digitalizzati. Poi moltissime cose erano su youtube, proprio perché è stato un personaggio larger than life, per così dire.

Senza i suoi eccessi, dove sarebbe potuto arrivare Cantona?

Non sarebbe esistito. Il libro inizia nel momento peggiore di Cantona, quando decide di lasciare il calcio o andare in Giappone. Ma solo dopo aver bruciato tutti i ponti con la Francia nasce l’opportunità di giocare in Premier, che ha cambiato radicalmente la sua storia. In un certo senso lui sarebbe sempre stato lo stesso, ma noi magari non parleremmo ancora di lui.

Nel calcio di oggi del nuovo millennio, l’ex campione francese che carriera avrebbe fatto?

La carriera non posso saperlo, lui ha avuto anche la fortuna di finire allo United quando si affacciava la generazione del ’92 (Beckham, Scholes, Giggs, i fratelli Neville) ai comandi di Ferguson. Quell’aspetto rende irripetibile la sua carriera. Però era un giocatore moderno, un centravanti che giocava molto anche fuori dall’area e che non era per niente pigro neanche quando fisicamente ha iniziato a declinare.

Quale tra i campioni di oggi, secondo te, sarebbe un perfetto sparring partner? Per sparring partner intendi avversario?

In questo senso Ibra, anche solo per lo scontro tra i due caratteri.

Cantona è famoso per le pesanti litigate con i suoi allenatori, dal rapporto con Roux, alla rottura clamorosa con l’ex ct Michel: come mai solo Sir Alex Ferguson è riuscito in parte a domarlo?

Il rapporto con Guy Roux era favoloso però, è stato il suo secondo padre. Ferguson è stato molto indulgente con lui, come poi non sarebbe stato con Beckham ad esempio (ma con Ronaldo sì). Ferguson ne riconosceva il talento e il carisma e ha lasciato che facesse da modelli ai giocatori più giovani. Poi Cantona cambiava le partite, in campo (da quando è andato in Premier almeno) aveva quasi sempre ragione lui.

Oggi vedresti un tecnico che ne saprebbe esaltare le doti in campo e la gestione fuori?

Dipende di quale Cantona parliamo. Da giovane aveva un candore che oggi lo metterebbe nei guai una volta al giorno, indipendentemente dall’allenatore. E sinceramente Cantona gestito da un ufficio stampa è un’idea ridicola a cui non voglio neanche pensare. In parte è stato così alla fine della sua carriera, dopo il famoso calcio volante, ma anche in quei casi aveva un linguaggio da pazzo, più simile ad Alì che a qualsiasi calciatore che pubblicizza creme per la pelle oggi. Sinceramente non penso che oggi Cantona potrebbe svilupparsi nello stesso modo.

Il suo ritiro è stata la giusta chiusura?

Poteva giocare di più, ma ha scelto quando chiudere la sua storia e come. Secondo me è un bel finale. Anche perché non è che è sparito, è ancora lì e trova il modo di farsi ascoltare.

Roberto Sabatino
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Nato a Rapallo (GE) il 15 Maggio 1982, ha effettuato un corso di speakeraggio professionale presso la “Talent Academy” di Cologno Monzese (MI). Nelle stagioni 2012/2013 e 2013/2014 è lo speaker ufficiale del Calcio Como, per le gare interne allo stadio “Sinigaglia” nel campionato di Lega Pro. Da marzo 2013 è inviato per la trasmissione sportiva di Espansione TV, ETG+SPORT, al campo di allenamento del Calcio Como. Un passato come addetto stampa del Basket Como, dopo varie esperienze in alcune webradio con programmi sportivi, il 1° agosto 2013 lancia il portale Sport in Condotta.it. Ad agosto 2014 diventa telecronista per la webtv Sportube, che trasmette in esclusiva live tutte le gare delle squadre di Lega Pro. Da settembre 2015 torna ad essere lo speaker ufficiale del Calcio Como, per le gare interne del campionato di Serie B allo stadio "Sinigaglia". Nello stesso mese, partecipa e vince il 7° Workshop di Sportitalia Tv ed entra nella redazione. Ha scritto un libro dedicato al Genoa, dal titolo "Noi che vincemmo a Wembley".