MONDIALI RUSSIA 2018- Francia prima finalista

Sarà la Francia di Didier Deschamps ad affrontare in finale la vincente di Croazia- Inghilterra che si giocherà stasera alle ore 20.00.

Ieri infatti i transalpini hanno vinto per 1-0 contro il Belgio, squadra ricca di talenti che come in passato, giunta ad un passo dal traguardo finale, ha sprecato la grande occasione per fare la Storia.

Sia chiaro: ieri entrambe le squadre avrebbero meritato il pass per la finalissima, ma il gol di Umtiti al 51′, difensore del Barcellona,  ha spezzato l’equilibrio, decretando la vittoria della Francia, squadra con una maggiore tradizione alle spalle (finale vinta nel 1998, finale persa con l’Italia ai rigori nel 2006 in Germania.)

Polemiche da parte dei belgi nel dopopartita: per carità, per una volta non si parla di arbitri: la Var ha sicuramente e finalmente rivoluzionato il calcio moderno (assurdo che la prossima Champions al momento non la preveda), ma la critica degli sconfitti si focalizza sullo stile di gioco francese.  Hazard, Courtois, e De Bruyne hanno criticato i francesi, accusandoli di giocare un calcio all’antica, fatto di difesa e contropiede, addirittura parlando di anticalcio.

Per carità, la Francia nel corso del Mondiale, pur potendo contare su diversi talenti, primo fra tutti Mbappè, non ha brillato per lo spettacolo offerto, ma a questi livelli, si sa, contano i risultati e Deschamps il suo lo ha ottenuto senza rubare nulla, dopo aver eliminato squadre del calibro dell’Argentina agli ottavi e dell’Uruguay ai quarti.

D’altronde i francesi nei pronostici della vigilia dei Mondiali non erano stati sottovalutati da giornalisti e critici: sfogliando oggi i giornali di giugno, infatti venivano messi spesso fra i primi candidati alla vittoria finale, insieme alla Germania, al Brasile, alla Spagna: si ricordi che Deschamps ha in rosa giocatori come il già citato Mbappè, ma anche Pogba, Griezman, Dembelè, Kantè, Umtiti, Tolisso, Giroud, Matuidi, ed altri, gente, per intenderci che nell’ultima stagione ha giocato nel Manchester United, Barcellona, Atletico Madrid, Bayern Monaco, Juventus, Chelsea, Real Madrid, ossia il meglio che la Champions ogni anno offre agli appassionati di calcio.

Certo l’allenatore in Italia come giocatore e poi come allenatore ha assimilato il pragmatismo del nostro calcio, più attento al risultato che al bel gioco (Arrigo Sacchi dixit), ma alla fine ha avuto ragione lui, Didier, che da calciatore ha vinto sia il Mondiale che un Europeo e da Ct è giunto secondo agli Europei di due anni fa.

Pertanto le critiche dei belgi, per quanto non del tutto infondate, nascono soprattutto dalla frustrazione della sconfitta e dalla consapevolezza che raramente nei prossimi anni il piccolo Belgio potrà contare su una rosa così ricca di talenti come quella di quest’anno, capace di eliminare il Brasile ai quarti, dopo lo scampato pericolo con il Giappone agli ottavi (sotto di due reti, risultato finale 3-2).

Il Ct Martinez ha indubbiamente mostrato nel corso di questo mese un calcio offensivo, piacevole, e anche ieri sera il Belgio in avvio aveva messo sotto gli avversari in più di una occasione, dominando di fatto il primo tempo. Anche dopo il gol subito, il Belgio non si è demoralizzato, attaccando a testa bassa mentre la Francia si chiudeva e gestiva il vantaggio fino al fischio finale.

Stasera sapremo chi sarà la squadra che contenderà il titolo ai galletti francesi: in ogni caso, i transalpini vengono quotati ormai come i favoriti di Russia 2018, la tradizione a stare a certi livelli ha il suo peso determinante.

Ma nel mondiale pazzo delle sorprese di quest’anno, attenzione, nulla è scontato…Chiedere alla Germania, al Brasile e a tanti altri…

Ps: la finale per Deschamps ha il sapore di una grande rivincita.

Quando Zidane a sorpresa (ma neanche tanto) si dimise dal Real Madrid dopo l’ennesima Coppa dei Campioni vinta, la stampa francese indicava nell’ex fuoriclasse bianconero e del Real il futuro Ct della Francia, in caso di un fallimento di Didier, il quale non era amato, secondo un sondaggio nei giorni precedenti alla competizione, dalla stragrande maggioranza francese. E adesso? I vincitori, di solito, hanno sempre ragione.

Che vinca il migliore ovviamente, noi potremo solo gustarci la finalissima da un comodo divano, sperando in tempi migliori.

 

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Nato a Monza il 12 gennaio 1977, siciliano di origine, uomo di mondo d’adozione. E’ laureato in Lettere moderne presso l’Università degli studi di Milano. Amore smisurato per lo sport, dal calcio al basket, disciplina quest’ultima praticata per oltre dieci anni in gioventù, con la passione per le storie belle da raccontare.