MONZA: MOSTRA SU VILLENEUVE- Ultimi giorni per visitarla

Presso l’autodromo di Monza è ancora possibile, fino al 22 luglio, visitare la mostra dedicata a un mito della Formula 1, Gilles Villeneuve. L’esposizione, dal titolo “Il mito che non muore mai” è organizzata da Vidi, con la collaborazione del fotografo Ercole Colombo e il giornalista Giorgio Terruzzi che portano presso il Museo del Monza Eni Circuit 170 fotografie che ripercorrono la storia umana e sportiva di un campione, che ancora oggi non è stato dimenticato dai tifosi della Ferrari, e non solo da loro.

La mostra è stata realizzata in collaborazione con l’Aci di Milano e il Museo Gilles Villeneuve di di Berthierville, con il patrocinio del Comune di Monza e la Reggia della città brianzola.  Foto e parole portano il visitatore in un viaggio alla scoperta di Gilles, campione dalla breve e sfortuna carriera.

E’ strano come a volte alcuni campioni entrano nel cuore della gente, nella Storia di uno sport, pur senza aver vinto un Mondiale.

Gilles infatti non lo ha mai vinto, nel suo palmares figurano solo 6 Gp e 13 podi.

Nato in Canada, ha esordito in Formula 1 nel 1977: ha corso solo per due scuderie, la McLaren e la Ferrari. Il suo risultato migliore nel Mondiale è stato un secondo posto nel 1979, alle spalle del compagno di scuderia Jody Scheckter.

Eppure Gilles ancora oggi vive, è ricordato, celebrato. Morì durante le qualifiche per il Gp del Belgio nel 1982 a Zolder, in uno schianto ad oltre 220 km/h. Pilota coraggioso, dalla guida combattiva, protagonista di leggendari sorpassi e prestazioni che sono rimaste nella Storia della Formula 1.

La Storia, quella con la S maiuscola ha, solo in parte, messo le cose a posto: il figlio Jacques nel 1997 vinse quel Mondiale che era sfuggito al padre, ancora oggi unico canadese ad aver vinto quel titolo, sconfiggendo addirittura un altro mito amatissimo e sfortunato come Shumacher.

La morte di Gilles fu un dolore enorme per Enzo Ferrari che dichiarò: “Il mio passato è pieno di dolori e tristi ricordi: mio padre, mia madre, mio fratello e mio figlio. Ora quando mi guardo indietro vedo tutti quelli che ho amato. E tra loro vi è anche questo grande uomo, Gilles Villeneuve. Io gli volevo bene“.

Gilles, è rimasto nella memoria collettiva della gente comune, anche per la sua semplicità, il suo sorriso, la sua genuinità, per una vita privata sobria, in un mondo di luci e modelle e spettacolo in cui era facile perdersi. Strinse sincere amicizie con vari piloti, avversari in pista, ma fuori dalla gara iniziava la vita di un uomo normale e di un padre di famiglia. Anche Niki Lauda, che lo stesso Gilles sostituì in Ferrari,  ha spesso esternato la sua ammirazione verso il collega.

Quando Gilles esordiva in Formula 1 il sottoscritto era appena nato: ma da ferrarista ho con il tempo studiato la sua biografia, la sua carriera sportiva, ho avuto la fortuna di vedere video delle sue prestazioni. Non è possibile non amare un pilota con le sue caratteristiche, sportive e umane.

Da ragazzo ho sofferto per la prematura scomparsa di Senna, vissuta in diretta:  penso che il dolore sia paragonabile per uno sportivo a quello provato per Gilles, morto a 32 anni, troppo giovane, ma in fondo ancora vivo nel nostro ricordo. Per sempre.

Per maggiori informazioni sulla mostra, sui costi, sugli orari di visita si consiglia di consultare il sito dell’autodromo di Monza.

 

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Nato a Monza il 12 gennaio 1977, siciliano di origine, uomo di mondo d’adozione. E’ laureato in Lettere moderne presso l’Università degli studi di Milano. Amore smisurato per lo sport, dal calcio al basket, disciplina quest’ultima praticata per oltre dieci anni in gioventù, con la passione per le storie belle da raccontare.