NEURO 2016 – É davvero un pazzo campionato europeo!

Popolo di neuropei eccoci tornati. No, non ci siamo dimenticati, non lasciamo mai le cose a metà e non abbiamo intenzione di farlo ora che Euro 2016 entra nel vivo perché siamo sempre più convinti di aver dato a questa rubrica il nome giusto. In queste giornate di partite abbiamo osservato i pantaloni della tuta di Kiraly, le strane ossessioni di Low, le scarpe bicolori di Chiellini come i guanti di Buffon, la coerenza dell’Inghilterra (d’altronde dall’Europa sono voluti uscire loro), il sogno accarezzato dall’Irlanda e quello sfortunato dell’Irlanda del Nord. E poi ancora il record di Cristiano Ronaldo, la fine del ciclo spagnolo, la gelida magia dell’Islanda e la squalifica di Thiago Motta. La crisi di gol di Lewandowski, le sanzioni di Rizzoli contro gli juventini e la storica rete albanese di Sadiku cosi come nella storia è entrata la rovesciata di Shaqiri. La rete ancora inviolata di Neuer, i capelli a scacchi di Perisic, il flop di Ibrahimovic e la rabbia di Conte. Le dimissioni di Hodgson, la caparbietà dell’Ungheria e la nullità dell’Austria pari alla forza devastante del Belgio dopo il ko contro l’Italia. Adesso, da oggi, iniziano i quarti di finale. Il tabellone poi volte definito balordo mette di fronte Polonia-Portogallo e Galles-Belgio da una parte, Francia-Islanda e Italia-Germania dall’altra. Balordo, ma perché? Come le 24 squadre e le quattro migliori terze? É stato un Europeo equilibratissimo, pieno di sorprese, con nessuna squadra ancora realmente convincente perché di fronte ha trovato avversari sempre combattivi e quasi alla pari. Tranne la Slovacchia, è giusto dirlo. Anche Russia, Turchia e Romania fino alla fine hanno sperato nella qualificazione. La palla rotola, ma il calcio cambia. Fra quattro anni si giocherà in tutta Europa. Sarà un torneo a 24 squadre itinerante, da Lisbona a Baku, da Copenaghen a Roma. Altro che tabellone balordo! Perchè sempre gli altri devono essere i più forti e noi fare la parte dei timorati agnelli sacrificali. Quindi bando alle ciance e riponiamo le critiche nel cassetto perché l’Italia, in passato, con il Galles ha già perso, con il Portogallo l’ultima volta fu 1-1 a Genova, con la Polonia ci pensò Cassano e col Belgio già abbiamo dato. Magari sarebbe stato peggio che trovarsi dalla stessa parte di una Francia sconfitta in finale mondiale piuttosto che di una Germania già beffata due volte su due alle ultime competizioni internazionali. Per questo occhio all’Islanda. Alla pazza Islanda. Alla gelida, ‘agghiacciante’ e fredda islanda. Noi pensiamo a fare il nostro. A metterci i denti e le unghie senza De Rossi e Thiago Motta. Ci penserà Sturaro a sturare la mediana teutonica. Nel frattempo godiamoci il calcio moderno. Dispiace per i conservatori, ma vi tocca Eder.