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RUBRICHE MONDIALI – Russia 2018, il quinto giorno

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Ci eravamo lasciati con la vittoria della Russia sulla malcapitata Arabia saudita. Nel frattempo sono successe alcune cose interessanti: il bel pareggio fra Spagna e Cristiano Ronaldo, il tonfo della Germania campione in carica con il Messico, il flop argentino con l’Islanda con rigore sbagliato da Messi, il pareggio del Brasile di Neymar in versione bionda con la Svizzera, la vittoria sofferta della Francia contro l’Australia.

E oggi esordisce la Svezia, squadra che ci sconfisse nel playoff e che giocherà contro la Corea del Sud che inevitabilmente ci fa pensare all’arbitro Moreno, all’espulsione di Totti, ci fosse stata la Var.. Ma sarebbe bastato un arbitro diverso.

Guarda caso proprio il 18 giugno di qualche anno fa nel lontano 2002: strane coincidenze. In pausa pranzo sfoglio velocemente i giornali sportivi e quelli generalisti e tutti riportano più o meno lo stesso concetto: “Cresce il rimpianto dell’assenza dell’Italia, visti i flop delle big mondiali…”.

Chiudo i quotidiani e cerco di fare ordine fra i miei confusi pensieri. Perché dovrebbe crescere il rimpianto per la nostra assenza? Solo perché le altre grandi hanno fatto flop nella prima partita di un torneo che dura un mese? Noi la nostra brutta figura l’abbiamo già fatta, e che ci piaccia o no, saremo solo spettatori.

E poi, anche se fossimo andati in Russia con i giocatori attuali, davvero avremmo potuto aspirare alla vittoria del trofeo più ambito? Personalmente non credo, ma so che in Italia siamo tutti Ct e critici..E allora mi diverto a farlo anche io!

Sono già scattati i processi a Messi, a Sampaoli, alla Germania, al Brasile. Almeno noi, in caso di risultati scadenti, ce li stiamo risparmiando. Credo comunque che queste squadre abbiano le risorse, i giocatori e la storia dalla loro parte, sapranno rialzarsi e andare avanti, chi più, chi meno. Oggi vedremo all’opera anche il Belgio, ricchissimo di talento e l’Inghilterra, che zitta zitta può dire la sua. I campioni non le mancano.

Forse bisognerebbe riflettere su un dato: le squadre che nella partita d’esordio hanno deluso sono quelle che hanno giocatori che nel corso dell’anno hanno giocato moltissimo, fra campionati, Champions, coppe nazionali, qualificazioni, amichevoli…Spezzo una freccia a favore della pulce, Lionel Messi. Un rigore si può sbagliare, lo diceva anche De Gregori, ma bisognerebbe finirla con il paragone che lo accompagna da una vita, quello con Maradona. Che senso ha confrontare giocatori così diversi, che hanno giocato un calcio molto diverso per intensità, fisicità, esposizione mediatica. Maradona è Maradona, stop. Messi rimane un fuoriclasse, a prescindere dal fatto che vincerà o meno un Mondiale. E in ogni caso, anche in caso di vittoria, nel cuore degli argentini Diego non potrà mai essere scalzato per una marea di motivi, anche extracalcistici.

Per concludere queste riflessioni fra il serio e il faceto, ho deciso finalmente per chi tifare durante questa competizione: l’Islanda. Penserete, facile, ha pareggiato addirittura contro l’Argentina..Non è per quello. Sarà perché è un bel paese che ho avuto la fortuna di visitare, sarà perché ha pochi abitanti come nazione, meno di diverse città italiane, sarà per la simpatia dei suoi tifosi o forse per un motivo più banale. Ha una maglia di un colore che mi ricorda da vicino quella da amata, quella italiana….

Ps: sarebbe riduttivo parlare dell’Islanda come di un miracolo. Già negli ultimi Europei aveva ottenuto risultati lusinghieri. Forse bisognerebbe soffermarsi e sarebbe utile e interessante farlo, su come questo piccolo paese, senza fenomeni, abbia ottenuto tutto questo. In sintesi: programmazione seria, investimenti, lavoro sui giovani…Una ricetta semplice no?

Un applauso infine a Cristiano Ronaldo.. Proprio vero che invecchiando, ilvino migliora. Tre gol e non a una squadretta, ma addirittura alla Spagna. Complimenti campione!

Ancora una volta..Buon Mondiale a tutti.

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