SPORT IN CONDOTTA

LA VOCE DELLA PASSIONE

Sport in Condotta in ritiro: ciao ciao Neustift, arrivederci Grifo

5 min read

Ultimo appuntamento col diario austriaco di Neustift, visto che i nostri 10 giorni di soggiorno sono purtroppo terminati. Ogni cosa ha una fine, anche le cose belle che vorresti goderti di più.

Ma è stato un #neustift18 davvero intenso ed emozionante: abbiamo assistito anche all’ultima rifinitura del Genoa al campo prima della partenza per Magdeburgo, dove l’indomani avrebbe giocato un triangolare. È stato un po’ triste vedere lo smantellamento de Village, i saluti dei giocatori allo staff austriaco che ha aiutato nelle piccole grandi cose, le ultime passerelle a quella ringhiera dove abbiamo passato grandi momenti in 10 giorni. Emma, che è una malinconica cronica come suo papà, ha voluto comprare una cartolina di Neustift da regalare a chi ? Ovviamente mister Ballardini, o semplicemente IL MISTER per lei.

La cartolina con dedica di Emma per IL MISTER

Mentre sfilavano i vari giocatori, da Lapadula a Pandev (fatta la foto col macedone, che più “invecchia” e più migliora) passando per Piatek, Mazzitelli, Radu e Omeonga, Emma attendeva solo lui: tra un “giochiamo a nascondino” e “carta-forbici-sasso”, studiati per ammazzare l’attesa sotto il sole, sbucava dagli spogliatoi proprio Ballardini, a cui Emma ha poi finalmente consegnato il pensiero (l’ennesimo) del ritiro in Val Stubai.

Consegna effettuata!

Salutato il mister, salutato tutti: ultimi tiri a canestro al Village, uno sguardo ancora veloce al Genoa Store (quest’anno finalmente sono stato parsimonioso) e ultimo saltino al bellissimo-parco giochi-attaccato-al campo-del Genoa che mi ha permesso in questo soggiorno, anche sopratutto a mamma Ale, di assistere a diverse ore di allenamento del Grifone.

Gli ultimi pulmini portavano via i giocatori, al rientro in hotel e poi destinazione aereoporto di Innsbruck. Il ritiro austriaco era davvero finito.

Il cielo di Neustift in poche ore si rabbuiava, nuvole grigie erano sopra la cittadina: appena arrivati in appartamento, ecco uno scroscio infinito di acqua che poi è durato praticamente fino a notte fonda. Ci riposiamo, poi decidiamo di prendere la macchina e spingerci un po’ in su: passiamo proprio davanti all’hotel Edelweiss che ha ospitato il Grifone, ed è triste senza più bandiere. Il tempo ci proietta ad un ipotetico ottobre/novembre 2018: freddo, pioggia, desolazione nelle strade, tanto verde ma anche infinito silenzio. Ci appuntiamo alcuni posti da visitare l’anno prossimo quando Emma e Diego Alberto saranno più grandi, posizionati vicino a suggestive cascate e laghi. Ottimo !

Sono quasi le 20 e decidiamo di andare a mangiare fuori per questa ultima sera: ci rechiamo in un ambiente a noi familiare, un ristorante in centro a Neustift, dove i titolari si ricordano di noi (e sopratutto delle scorribande nel passato di Emma, dato che eravamo praticamente fissi lì a mangiare nelle edizioni 2014 e 2015). Baci, abbracci, sorrisi e una comunicazione scolastica in inglese che però tanto basta per capirci (una di loro è ungherese, l’altra austriaca). Il terzo titolare rivede Emma dopo 2 anni (l’anno scorso non siamo venuti in Stubai) e la ribattezza “Ehy, ciao terrorista” il che fa capire tutto . La dolce Beatrix, con cui spesso durante l’anno ci siamo sentiti grazie ai social network, ci fa accomodare in un’area del ristorante dedicata alle famiglie, e questo è confortevole per mamma e papà quasi come il famoso bellissimo-parco giochi-attaccato-al campo-del Genoa. Vicino ai tavoli c’è una piccola area giochi dove i bimbi nell’attesa possono svagarsi, ed i genitori rilassarsi !

Emma e Diego Alberto mangiano alla grande, noi pure: d’altronde quel ristorante, il Kirchenwirt, le delizie sono all’ordine del giorno.

È stato molto bello chiudere così il nostro soggiorno in Austria, con persone che magari non conosciamo davvero a fondo, ma che si ricordano sempre di noi e hanno davvero il sorriso sincero quando li vediamo. Salutarci anche con loro e dirsi “See you next Year” è sempre particolarmente strano, perché sai benissimo che 365 giorni sono un’eternità e nel suo arco temporale tante, tantissime cose, cambiano e si evolvono. I volti che ci hanno accolto sono sempre dolcemente quelli, come quando eravamo in 2, poi in 3 e adesso in 4. E il calore è rimasto tale e quale. La malinconia l’abbiamo vista scritta anche nel loro viso.

Torniamo in appartamento, sistemiamo le ultime cose per il viaggio di ritorno in Italia: all’improvviso dalla camera un pianto disperato. È la piccola Emma, che non trattiene le lacrime e ci dice che gli manca ….. IL MISTER ! Non c’è modo di calmarla, è triste perché non potrà più vederlo e portargli altri disegni. Questa è la magia di essere bambini: non si da peso a chi hai davanti o a chi sei, non ti senti in soggezione. Sei semplicemente TU con qualsiasi persona, e tu cara Emma sei sempre dolce e tenera con tutti. Peccato che poi questa magia svanisce crescendo …

Penso subito a come calmarla, contatto il direttore di Pianetagenoa, Marco Liguori, a cui spiego la situazione: c’è una lunga nottata da portare a termine. Gentilmente mi passa il contatto dell’addetto stampa del Genoa, Dino Storace, a cui dopo una breve presentazione mando un file audio su whatsapp per farle sentire la richiesta di Emma, che voleva sentire il mister. Mentre il motore rossoblu si mette in moto (erano le 23 passate e sarebbe stato impensabile svegliare il mister a quell’ora) calmiamo nostra figlia che con una fiaba si addormenta.

Il giorno dopo super risveglio, guardo il cellulare e trovo un audio: è proprio Ballardini che saluta e rincuora Emma, la cui giornata prende subito una piega dolcissima e fantastica. Un sincero ringraziamento a tutti i protagonisti di questa insolita quanto inaspettata vicenda!

È l’ora di partire, un ultimo salto ad Innsbruck centro (anche per sfruttare la famosa vignetta) con gita e sosta al McDonald.

Concediamo ad Emma un bellissimo pulmino giocattolo fatto qua in Austria, come regalo finale. Solo che al momento di salire in macchina ci accorgiamo che uno dei personaggi ha perso una copertina (intanto le avevamo aperto una parte del contenuto) e così scoppia il dramma (un altro!). Mentre mamma Ale mi attende in macchina coi pargoli, ripercorro a piedi tutto il tragitto dal parcheggio coperto al centro di Innsbruck: cosa non fa un papà per la sua principessa. Purtroppo nessun esito, chissà che fine avrà fatto. Pazienza, intanto Emma si è calmata e possiamo ripartire: la copertina al suo personaggio gliela cucirà nonna Mari.

Saluti finali all’Austria, viaggio lungo per code e due soste forzate (Diego Alberto non è un amante dei viaggi lunghi) e rientro in serata. Con tanti bei ricordi da condividere.

“Nonna vedi questo calciatore in foto? È LA-PA-DU-LA”. Ho fatto proprio un bel lavoro.

Copyright © All rights reserved. | Newsphere by AF themes.