Test F.1: macchine più veloci, giallo Alonso

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Romain Grosjean (28 anni) in azione a Barcellona

 
Si è conclusa domenica scorsa la seconda sessione di test pre-stagionali sul circuito di Barcellona.
Due sono gli argomenti che tengono banco alla vigilia della terza ed ultima sessione che si terrà dal 26 febbraio al primo marzo: le prestazioni nettamente migliorate della Formula Uno 2015, rispetto alla prima versione dell’era ibrida, e il misterioso incidente di Fernando Alonso.

Tutto è successo nell’ultima delle 4 giornate di prove.
Romain Grosjean piazza la sua Lotus, con il nuovo motore Mercedes, in cima alla classifica, con un tempo di 1m 24.067s. Lo scorso anno la pole position del Gran Premio di Spagna fu conquistata a Barcellona da Lewis Hamilton, grazie al tempo di 1m 25.232s. Era la quinta gara del campionato e le temperature erano superiori a quelle rigide di questi giorni…

La Lotus è stata la vettura più veloce anche durante la prima e la terza giornata con Pastor Maldonado, segno che il passaggio al motore Mercedes e un’aerodinamica meno estrema, rispetto allo scorso anno, sono state mosse vincenti per il team inglese.

Va però segnalato che il tempo ottenuto dal francese è stato ottenuto montando gomme supersoft, mentre la seconda migliore prestazione velocistica della quattro giorni, registrata da Nico Rosberg, è arrivata con gomme di mescola media.

QUESTO L’ELENCO DEI MIGLIORI TEMPI E DEI GIRI TOTALI DI CIASCUN PILOTA OTTENUTI DURANTE L’INTERA SESSIONE:

1. Romain Grosjean, Lotus, 1m 24.067s, 111 giri
2. Nico Rosberg, Mercedes, 1m 24.321s, 197 giri
3. Pastor Maldonado, Lotus, 1m 24.348s, 173 giri
4. Daniel Ricciardo, Red Bull, 1m 24.574s, 202 giri
5. Kimi Raikkonen, Ferrari, 1m 24.584s, 164 giri
6. Felipe Massa, Williams, 1m 24.672s, 143 giri
7. Sergio Perez, Force India, 1m 24.702s, 155 giri
8. Max Verstappen, Toro Rosso, 1m 24.739s, 223 giri
9. Lewis Hamilton, Mercedes, 1m 24.923s, 201 giri
10. Daniil Kvyat, Red Bull, 1m 24.941s, 216 giri
11. Felipe Nasr, Sauber, 1m 24.956s, 152 giri
12. Valtteri Bottas, Williams, 1m 25.345s, 178 giri
13. Carlos Sainz Jr, Toro Rosso, 1m 25.604s, 188 giri
14. Fernando Alonso, McLaren, 1m 25.961s, 79 giri
15. Jolyon Palmer*, Lotus, 1m 26.280s, 77 giri
16. Sebastian Vettel, Ferrari, 1m 26.312s, 181 giri
17. Marcus Ericsson, Sauber, 1m 26.340s, 166 giri
18. Nico Hulkenberg, Force India, 1m 26.591s, 36 giri
19. Pascal Wehrlein*, Force India, 1m 27.333s, 113 giri
20. Jenson Button, McLaren, 1m 28.182s, 45 giri
21. Pascal Wehrlein*, Mercedes, 1m 28.489s, 48 giri
22. Susie Wolff, Williams, 1m 28.906s, 86 giri

* Terzo pilota

 
Curiosa la presenza in classifica di Pascal Wehrlein con due monoposto diverse. Il collaudatore della Force-India è sotto contratto con la Mercedes, la quale il primo giorno si è ritrovata senza piloti, entrambi con problemi fisici. Il tedesco ha così girato durante la tarda mattinata con la Force India come da programma (a Barcellona ancora in versione 2014), per poi portare in pista la W06 Hybrid nel pomeriggio.

Ottimo lavoro anche per il debuttante Max Verstappen. Al volante della Toro Rosso è il pilota che ha compiuto più giri nell’arco della sessione, 223, ed è stato più veloce del compagno di squadra Carlos Sainz jr, anch’egli debuttante, di ben 9 decimi.

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Max Verstappen (17) debutta nel 2015 in F.1 con la Toro Rosso

 
Insomma il team Mercedes non ha spremuto al massimo la vettura, considerando anche lo stato di forma non perfetto dei suoi due piloti (Hamilton influenzato e Rosberg dolorante al collo). Il team campione del mondo comunque è stato quello che ha mietuto più chilometri, come a Jerez. Considerando che nel 2014 l’affidabilità è stata l’unica debolezza della squadra il risultato è positivo ma ovviamente non ancora confortante, considerato che Rosberg un guasto lo ha patito l’ultimo giorno.

In termini di affidabilità netti passi avanti rispetto a 12 mesi fa anche per Red Bull e Toro Rosso, uniche due scuderie rimaste motorizzate Renault.

QUESTA LA SOMMA DEI GIRI EFFETTUATI DAI TEAM NELL’ARCO DEI 4 GIORNI DI PROVE:

1. Mercedes, 446 giri – 2,076 km
2. Red Bull (Renault), 418 giri – 1,945 km
3. Toro Rosso (Renault), 411 giri – 1,913 km
4. Williams (Mercedes), 407 giri – 1,894 km
5. Lotus (Mercedes), 361 giri – 1,680 km
6. Ferrari, 345 giri – 1, 605 km
7. Sauber (Ferrari), 318 giri – 1,480 km
8. Force India (Mercedes), 304 giri – 1,415 km
9. McLaren (Honda), 124 giri – 577 km

 
Fornendo il proprio motore anche a Force India, Lotus e Williams, quella Mercedes è la power-unit che ha totalizzato più chilometri. Il propulsore Ferrari, oltre che sulla rossa di Maranello, è invece montato anche dalla Sauber.

Piacevole scoperta per i tifosi rimasti delusi lo scorso anno dal nuovo “sound” dei motori ibridi: i maggiori indici di potenza e il numero di giri toccato dalle power-unit 2015 ha determinato un rumore (canto, per gli appassionati…) dei motori più alto rispetto al 2014.

Inoltre vi è stato un incremento del 16% in quanto a chilometri effettuati in questo secondo test, rispetto al secondo test dell’inverno 2014; è segno che il nuovo regolamento entrato in vigore 12 mesi ha determinato una Formula Uno in fase di crescita costante.

INFINE QUESTA E’ LA CLASSIFICA DEI CHILOMETRI EFFETTUATI DALLE DIVERSE POWER-UNIT:

1. Mercedes, 1,518 giri – 7,066 km
2. Renault, 829 giri – 3,858 km
3. Ferrari, 663 giri – 3,086 km
4. Honda, 124 giri – 577 km

 
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Pascal Wehrlein (20) ha portato in pista la vettura 2014 della Force India con livrea 2015

 
Archiviate le prestazioni, arriviamo al “giallo” delle prove.

Poco prima della pausa pranzo dell’ultimo giorno la McLaren-Honda di Fernando Alonso rallenta, tra le curve 3 e 4, per poi sbattere a velocità relativamente ridotta contro il muretto, all’interno.

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La vettura resta integra ma il pilota non esce dall’abitacolo. Solo con l’arrivo dell’auto medica Alonso viene aiutato ad uscire e portato al centro medico del circuito. Le telecamere non hanno ripreso la scena dell’impatto, ricostruita solo da sequenze fotografiche. Lo spagnolo viene in seguito trasportato all’ospedale
di Barcellona, dove si trova tuttora “per un recupero in tutta tranquillità e per riprendersi totalmente dagli effetti dei farmaci a cui è stato sottoposto”, recita un comunicato della Mclaren.

Le condizioni di Fernando dunque non sono gravi, il pilota è cosciente e probabilmente potrà anche essere a disposizione della squadra per gli ultimi test, fanno sapere.

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Ciò che gli stessi addetti ai lavori però non riescono a spiegarsi è il rapporto tra i danni tutto sommato lievi subiti dalla vettura e il trauma che ha costretto Alonso addirittura a un ricovero in ospedale.

I pezzi della MP4-30 sono stati prelevati dalla squadra e verranno analizzati attentamente, segno che l’incidente non è certo avvenuto per cause banali. Eppure il team parla di una folata di vento particolarmente violenta e improvvisa che ha sorpreso il bi-campione del mondo, facendolo urtare e sfregare il muretto per 15 secondi in modo violento ma soprattutto inaspettato.

Voci nei box hanno parlato verosimilmente di un guasto elettrico che abbia provocato una scossa la quale ha reso incosciente per qualche secondo il pilota spagnolo. Altra ipotesi riguarda dei fumi tossici che si possono essere sprigionati dentro l’abitacolo a seguito di un guasto al sistema ERS.
Il team inglese respinge ogni tipo di accusa, sostenendo che al momento dell’impatto Fernando fosse invece cosciente in quanto dalla telemetria (privata) è evidente come il pilota stesse premendo il pedale del freno al momento dell’impatto.
Eppure è la stessa storia della F.1 che ricorda come in un recente passato un meccanico rimase fulminato da una scossa toccando una monoposto ai box; oppure Felipe Massa nel famoso incidente in Ungheria, seppur privo di sensi perché colpito da una molla, azionò il pedale del freno più volte spingendolo col peso del corpo.

La narrazione distesa della vicenda nel comunicato Mclaren lascia qualche dubbio, anche in relazione alle reazioni molto tirate dell’immediato.
Comunque il team di Woking spera di avere Alonso per gli ultimi test, considerando che sino ad oggi l’impalpabile squadra motorizzata Honda si sia messa in luce più per i guasti che per le prestazioni.

 
Francesco Bagini
La Formula Magica

Francesco Bagini
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Mi chiamo Francesco Bagini, sono nato il 9 febbraio 1988. Vivo a Vittuone e studio filosofia a Milano. Era il 1996 quando rimasi affascinato dai rumorosi e colorati bolidi di Formula 1 lanciati a tutto gas lungo il Parco di Monza. Col passare del tempo, al di là degli idoli, mi sono lasciato coinvolgere dagli aspetti umani ed etici che la F.1 e in generale lo sport sanno offrire. Da settembre 2013 faccio parte del coro di Sport In Condotta, la voce della passione!