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26 giugno 1992, la Danimarca scrisse la storia

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Ventinove anni fa si scriveva un pezzo di storia importante del nostro calcio. La Danimarca vinceva, in modo incredibile, gli Europei 1992.

Ma partiamo dal principio: la Nazionale danese non era riuscita a qualificarsi sul campo, proprio come l’Italia di Azeglio Vicini, che così avrebbe chiuso la sua avventura azzurra cedendo il posto ad Arrigo Sacchi.

Il secondo posto nel girone aveva fatto nascere molto malumore in Danimarca. Dall’altra parte dell’Europa, però, stava accadendo qualcosa di tragico: la sanguinosa guerra in Jugoslavia aveva portato morti e distruzioni. La Nazionale di calcio, tra l’altro, avrebbe dovuto partecipare proprio alla manifestazione ma il 30 maggio 1992, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite escluse da ogni competizione gli atleti jugoslavi.

Così a sorpresa i danesi si ritrovarono riammessi ad Euro ’92: molti giocatori erano già partiti per le vacanze, il commissario tecnico Richard Møller-Nielsen era impegnato nei lavori di ristrutturazione della casa. Ma stava per nascere una bellissima favola…

Tra i convocati spiccò la rinuncia di Michael Laudrup, che da tempo aveva lasciato polemicamente la Nazionale e preferì concentrarsi sulla preparazione della nuova stagione col suo Barcellona. Il fratello Brian, invece decise di partire col gruppo.

Otto le squadre partecipanti: i danesi furono inseriti nel Girone A con i padroni di casa svedesi, poi Francia ed Inghilterra. Nel B c’erano Olanda, Scozia, Germania e Comunità degli Stati Indipendenti (che in futuro avrebbe dato vita, con il suo scioglimento, ad altre Nazioni come Russia, Armenia, Azerbaijan, Moldavia, Bielorussia, Ucraina e Kazakistan su tutte).

Ma la Danimarca vive, parallelamente, anche il dramma di Kim Vilfort: il forte metronomo del Brondby è turbato dalla malattia della figlia Line (di soli 8 anni), ricoverata in ospedale per leucemia. Inizialmente il giocatore rinuncia alla spedizione con la Nazionale, ma successivamente si unirà al gruppo nel momento più duro.

I danesi pareggiano all’esordio contro l’Inghilterra dei vari Platt, Lineker e Merson, strappando un buon 0-0. Nella seconda gara contro i padroni di casa della Svezia, però, arriva la sconfitta per mano di Tomas Brolin (giovane stella del Parma di Nevio Scala) che sigla l’1-0 finale. In patria danno già per finito il percorso della squadra del ct Nielsen, non molto amato dai media locali (che in caso di eliminazione scrissero già che sarebbe stato licenziato) . Ma c’è ancora una flebile speranza…

La Danimarca deve battere la Francia e l’Inghilterra deve perdere almeno con due gol di scarto: nessuno ci crede, eppure è incredibile il destino, perchè avviene proprio tutto ciò. Gli inglesi soccombono 2-1 a Stoccolma, i danesi vincono con lo stesso punteggio sui francesi (reti di Larsen, Elstrup e Papin). Con 3 punti è qualificazione per la semifinale.

Il 22 giugno a Goteborg, davanti a circa 38mila spettatori, c’è di fronte l’Olanda che tutti danno favoritissima per il successo finale. Il ct Michels ha un top team, giusto considerarli così.

E’ una gara incredibile che la Danimarca conduce sempre: la doppietta di Henrik Larsen (che la stagione precedente era in forza addirittura al Pisa) viene vanificata dal recupero olandese firmato Bergkamp-Rijkaard. Si va ai calci di rigore..

Dal dischetto l’unico è sbagliare è il più atteso: Peter Schmeichel neutralizza infatti il tiro della stella orange Marco Van Basten. E’ finale! Ed i danesi se la vedranno contro la Germania, capace di superare i padroni di casa della Svezia per 3-2.

E veniamo così alla data che si ricollega ad oggi, ovvero il 26 giugno 1992: finale degli Europei allo stadio Ullevi di Goteborg. La Danimarca è insuperabile: controlla, domina, gestisce, passa in vantaggio al 18′ con Jensen.

Quindi soffre, subisce, arranca in difesa protetta dell’insuperabile Schmeichel che para l’impossibile a Klinsmann e soci. A dieci minuti dalla fine il gol che rende ancor più romantico quel torneo: segna il 2-0 finale proprio l’eroico Vilfort, che dedica il timbro alla figlia che lo stava seguendo in diretta tv dall’ospedale.

La Danimarca è sul tetto d’Europa, nella competizione più incredibile mai vissuta. Nonostante ciò l’allenatore Nielsen è ancora snobbato in patria (non verrà, incredibilmente, eletto allenatore danese dell’anno. Ma verrà però eletto allenatore del Mondo dagli altri colleghi).

Larsen vinse il titolo di miglior marcatore insieme a Riedle, Bergkamp e Brolin, Brian Laudrup fu eletto miglior giocatore del torneo e poi passerà dal Bayern Monaco alla Fiorentina.

Non ci sarà invece il lieto fine per Vilfort: otto mesi dopo la vittoria degli Europei, la figlia perderà la battaglia con la sua malattia. Da allora divenne ambasciatore danese per la lotta al cancro…..

Quella grande impresa è valsa anche un film: ESTATE 1992. Per rivivere quelle emozioni.