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Baseball Rovigo – Intervista con i fratelli Crepaldi

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Enrico e Filippo Crepaldi sono due rodigini cresciuti nel vivaio del Baseball Softball Club Rovigo e in questa stagione, al primo anno in prestito, rispettivamente al Tommasin Padova e al Palfinger Reggio Emilia, hanno conquistato il campionato di serie A federale e quello di IBL2.

Un risultato, quello di vincere il campionato, che era mancato ai due fratelli durante la loro militanza nelle file del Rovigo, con cui avevano sfiorato negli ultimi due anni il titolo di serie A giungendo per due volte secondi, addirittura lo scorso anno proprio contro il Reggio Emilia in cui sarebbe poi finito Filippo, il più giovane dei fratelli Crepaldi. pippo e enrico

«E’ stata davvero una bella esperienza – afferma Enrico – il gruppo del Padova mi ha accolto in maniera fantastica, nonostante la risaputa rivalità che c’è sempre stata tra patavini e rodigini. Avevo bisogno di nuovi stimoli dopo dieci anni passati gloriosamente nel Rovigo».

Gli fa eco Filippo, sottolineando l’importanza di aver trovato a sua volta un gruppo eccezionale e un allenatore (il venezuelano Leonel Carrion n.d.r.) che gli ha saputo già dare tantissimo.

Per quanto riguarda gli obiettivi per il futuro i due rodigini hanno le idee molto chiare, Enrico infatti, punta all’IBL1, il massimo campionato italiano di categoria, probabilmente ancora con il Padova se troverà l’accordo con la federazione, Filippo invece mira alla maglia azzurra. «Innanzitutto vorrei rimanere ad alti livelli continuando a giocare in IBL1 – dichiara Filippo – vorrei riuscire a riconfermare la buona stagione che ho realizzato quest’anno, anche considerato il fatto che ero un esordiente. Inoltre, essendo nel giro della nazionale dall’All Star Game, spero che il manager italiano Mazzieri mi porti nel tour americano che inizierà il prossimo anno, per poter avere una possibilità di ottenere così una maglia azzurra».

Entrambi hanno voluto ringraziare la società del batti e corri rodigino per tutto quello che ha fatto per farli crescere e in particolar modo il direttore sportivo Lucio Taschin per la grande opportunità che ha dato loro. «Per capire quale è il tuo massimo e dove puoi arrivare a volte hai bisogno di staccarti da dove sei cresciuto» concludono quasi in coro, ma lasciano intuire che forse, un giorno, potrebbero tornare ancora a vestire la tanto amata casacca rossoblu.

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