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BASKET WORLD – Dick Bavetta

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Non ha mai segnato un canestro nella NBA, non è mai stato un giocatore professionista e nemmeno probabilmente a livello liceale, ma Dick Bavetta è stato negli ultimi 30 e più anni uno dei protagonisti della NBA.

Stiamo infatti parlando del più famoso arbitro americano, che dopo 39 (sì leggasi 3 e 9!!!!) stagioni da arbitro NBA ha deciso di appendere il fischietto alla venerabile età di 74 anni , più della metà passati sui parquet a stelle e strisce.

Nato a Brooklyn, New York il 10 Dicembre 1939, prima di approdare nella NBA ha fatto gavetta come arbitro  nella Eastern League (l’allora CBA) per 9 stagioni, nella newyorkese lega estiva della Rucker League, in competizioni minori FIBA, nella Jersey Shore Basketball League per finire con le Public and Catholic High School leagues in New York City.

Il suo esordio tra i pro avvenne il 2 Dicembre 1975 a soli 36 anni (quanti arbitri così giovani esordiscono da noi in Italia in Serie A????) proprio nella sua casa, il Madison Square Garden di New York, in un incontro tra i Knicks e i Celtics, prima partita di una serie durata ben 2.635 gare consecutive arbitrate, mai un rifiuto o una partita saltata, mai un infortunio o un problema che lo ha obbligato a non presentarsi a una gara.

Tra queste 2.635 partite si possono contare 270 partite di playoff delle quali 27 Finali NBA, a cui si aggiungono 3 All Star Game (1989, 1995 e 2006), 1 McDonald’s Open nel 1997 (coi Bulls di Jordan), il Mexico Challenge del 1993 (prime partite NBA sul suolo messicano) e le Japan Games di Tokio nel 1990 (prime partite NBA nel continente asiatico), senza dimenticarsi che nel 1992 è stato il primo arbitro NBA ad esser designato per arbitrare le Olimpiadi (quelle del Dream Team).

Col passare degli anni Bavetta è diventato sempre più protagonista nel mondo NBA, dentro e fuori dal campo e a riprova famosi sono i suoi siparietti con Charles Barkley o Shaquille O’neal durante le pause per l’All Star Game, da sempre tifoso (ovviamente non dichiarato) dei suoi Knicks, spesso è stato anche criticato per aver favorito la squadra newyorkese nei playoff (come non ricordare il famoso fallo “fantasma” di Antonio Davis dei Pacers al Madison Square Garden ai danni dell’allora Knicks Larry Johnson che ha probabilmente deciso la serie di Finale ad Est negli anni 90) per un periodo non è più stato designato per le partite dei Knicks, ma questi sono solo piccoli dettagli in una carriera infinita costellata da grandi partite che lo hanno visto in campo e lo hanno reso una vera e propria celebrità nel mondo NBA al pari dei giocatori stessi.

Attualmente è membro della New York City Catholic High School Hall of Fame, della New York City Basketball Hall of Fame e ha ricevuto il National ProAm Lifetime Achievement Award per i suoi numerosi impegni umanistici, ma siamo sicuri a breve riceverà anche l’ingresso nella Basketball Hall of Fame di Springfield e lo vedremo molto probabilmente ancora in tv come commentatore tecnico delle gare NBA sulle tv americane, come sta già facendo il suo predecessore Crawford.

 

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