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BASKET WORLD – Grazie AI e TMAC

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Settimana di addi al basket quella in corso…nel giro di pochi giorni infatti hanno appeso le scarpe al chiodo due grandi (ormai ex) giocatori NBA, stiamo parlando di Allen Iverson e Tracy McGrady (nella foto sopra con il sottoscritto in un incontro pubblico un paio di anni fa).

Il primo a dare l’annuncio è stato l’ex guardia dei Philadelphia 76ers, passato alla storia per alcune giocate indimenticabili tra le quali il famoso crossover (palleggio incrociato) su Michael Jordan nella sua stagione da rookie (primo anno NBA) oppure per gara uno delle finali NBA del 2001, vinta praticamente da solo all’overtime contro i Los Angeles Lakers di Bryant e O’Neal che vinceranno quella serie in 5 partite.

Giocatore elettrizzante se ce ne è stato uno, mai incline ad allenarsi (famosa la sua intervista con la citazione passata alla storia :”Practice??? You are talking about practices!!!!!!”) ma dal fascino irresistibile in campo, capace di incredibili giocate soliste, ma allo stesso tempo in grado di trascinare nel 2001 da solo i suoi 76ers alle finali NBA coi suoi soli 180 cm (scarsi…) di statura…

Nella storia rimarranno sicuramente gli anni a Philadelphia e nessuno fortunatamente si ricorderà le altre parentesi in chiaro-scuro ai Pistons, Nuggets e Grizzlies dove a parte qualche flashback dell’ Iverson di Philadelphia, non è mai, per diversi motivi, riuscito a eccellere e portarsi sulle spalle la squadra coime era solito fare nella città dell’ Amore Fraterno.

La sua carriera è tristemente terminata nella stagione 2010/11 in Europa con il Besiktas dove ormai fuori forma ha giocato solamente 7 partite, dopo aver cercato invano di ritornare nella NBA, ha deciso questa settimana di ritirarsi.

Nella memoria di tutti rimarranno 1 MVP della regula season, 2 MVP dell’all star game, 1 premio come rookie dell’anno, 3 volte miglior quintetto NBA, 11 apparizioni all’all star game, 1 medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atene, più di 26.000 punti segnati in meno di 1000 partite con un massimo di 60 punti…come si dice al di là dell’Oceano “enough said”.

L’annuncio di Iverson avveniva il 21 Agosto 2013, ma a pochi giorni di distanza ecco l’annuncio sulla rete nazionale ESPN di un altro ritiro, quello di Tracy McGrady, da tutti noto semplicemente come TMAC.

Giocatore passato direttamente ai pro saltando il college, scelto dai Toronto Raptors, all’inzio da sesto uomo e ancora da svezzare era meglio conosciuto come il cuginetto (alla lontana, ma lontana lontana!!!!!) di quel Vince Carter che a Toronto in quegli anni spopolava e volava sopra il ferro con una facilità e fantasia surreali.

Scaduto il contratto che lo legava ai Raptors, dopo 3 anni in Canada diventa free agent e firma un contratto stella con gli Orlando Magic, che puntano a lui e all’altra stella Grant Hill per tornare competitivi.

E’ Proprio in Florida che TMAC esplode letteralmente, diventando una superstar NBA, arrivando addirittura a vincere il titolo di miglior marcatore NBA con 32.1 punti di media a partita nella stagione 2002/03; i Magic nonostante l’esplosione di Tracy, complici i molteplici infortuni di Grant Hill, faticano soprattutto nei playoff dove non riusciranno mai a superare il primo turno.

Al termine della stagione 2004 TMAC firma per gli Houston Rockets, speranzosi di affiancarlo al centro asiatico Yao Ming e rioportare il titolo nella Città Spaziale, che ormai manca dai tempi della Shake and Bake di Hakeem Olajuwon; anche qua l’inizio sembra promettente, ma le vittorie dnei playoff non arrivano e Tracy nella sua parentesi texana viene spesso colpito da molteplici infortuni, obbligandolo spesso a giocare non in perfetta forma (eufemismo…) e a saltare tantissime partite.

Ormai logorato dagli infortuni, con le ginocchia e la schiena di un ottantenne, lo ritroveremo negli ultimi anni della carriera in maglia Knicks, Pistons e Hawks, con una parentesi in Cina nella stagione 2012/13, più per motivi commerciali-economici che sportivi, vdove probabilmente ritornerà anche nella prossima stagione.

Il canto del cigno (o la consacrazione anche se non sul campo) arriverà nei playoff NBA 2013, dove gli Spurs decidono di firmarlo al minimo salariale per un veterano e gli permetteranno, sia di finalmente vincere delle serie playoff, ma anche di arrivare alle finali NBA, perse sul campo contro i Miami Heat di James.

Nella memoria, oltre a un premio di Most Improved Player (giocatore più migliorato), 2 titoli di top scorer con un massimo in carriera di 62 punti, rimarranno sicuramente 2 filmati, quello della Remix all’ All star game (cercatelo su youtube!) e 35 secondi di una partita passata letteralmente alla storia, non vi anticipo nulla, probabilmente tutti voi che state leggendo la conoscete, ma eccovi il link:

Per concludere, GRAZIE AI e TMAC, avete fatto emozionare miglioni di persone in tutto il mondo!