Buon compleanno Professore

Franco Scoglio oggi avrebbe compiuto 80 anni: le origini di un mito del nostro calcio

Sono già 16 anni che il Professore ci ha lasciato improvvisamente, con un vuoto e velo di tristezza che accompagna malinconicamente il nostro pensiero nel suo ricordo.

Franco Scoglio da Canneto di Lipari oggi avrebbe festeggiato 80 anni: difficilmente sarebbe finito nell’anonimato, uno come lui il calcio lo avrebbe vissuto in qualsiasi maniera. Che fosse uno studio televisivo, o una cattedra Universitaria.

Professore in tutti i sensi, dato che negli ultimi anni di vita ha insegnato proprio nella sua Messina, quando cominciò a capire che il calcio stava andando verso una deriva a cui non avrebbe voluto partecipare.

Un uomo cresciuto nella povertà, che ha fatto della grande convinzione dei suoi mezzi, l’arma migliore per emergere. Una laurea (a cui la mamma teneva parecchio), un tentativo (non fortunato) come calciatore, quindi l’escalation tra preparatore atletico, direttore sportivo, allenatore, commissario tecnico ed opinionista. Dal Sud al Nord e viceversa, scoprendosi anche innamorato dell’Africa. Sempre con la sua verve e schiettezza.

Schiettezza che probabilmente gli ha fatto perdere i treni migliori della sua carriera in panchina (negli anni novanta fu sedotto ed abbandonato da Napoli prima e Juventus poi), ma che lo ha reso un’icona che ancora oggi è ricordata.

Reggio Calabria, Messina e la Genova rossoblù sono state le tappe migliori a livello di club, la Tunisia che ha spinto verso il Mondiale 2002 (a cui il Professore rinunciò per salvare un disastrato Genoa) una sua strepitosa creatura. Scoglio è stato l’uomo che litigò con tanti presidenti (Massimino in Sicilia, Spinelli in Liguria) perchè per lui la competizioni era tutto. Non amava vivacchiare, nelle sue pietanze calcistiche voleva quel sale per dar gusto ed appetito alla sua fame di vittoria.

Scoglio è stato l’uomo delle tabelle, dei ventuno e passa modi di battere un calcio d’angolo, del “Se mi compra Signorini andiamo in Serie A con 50 punti” e poi fu promosso col Genoa a quota 51.
Idolo di tanti popoli calcistici, nemico sul campo di altrettanti.

“Il giorno in cui tutti mi vorranno bene, sarò un uomo finito…” disse una volta. Il Professore doveva alzarsi odiando qualcuno, doveva avere un obbiettivo per sopravvivere.
“Che libidine quando perdo. La sconfitta mi esalta come la vittoria: posso riassaporare degli stimoli insostituibili”.

Non amava ricatti o imposizioni alcune, e lo ha sempre dimostrato: a volte ha sbagliato correggendosi, altre ha proseguito pur precludendosi delle strade. Ad Agrigento, quando ad inizi anni ottanta fu chiamato sulla panchina dell’Akragas in Serie C1, mise subito fuori squadra l’idolo locale Beppe Catalano: apriti cielo, con rivolta popolare della tifoseria. Scoglio fu intelligente e fece retromarcia, il giocatore fu bravo a resettare mettendosi a disposizione. Fu l’inizio di uno strepitoso idillio, con una grande stagione con i “Giganti” ed il successivo passaggio di entrambi, il Professore e Catalano, al Messina dove scrissero altre pagine indelebili insieme.

Il Genoa, suo grandissimo amore, lo ingaggiò ben tre volte: nel 1989 la promozione record in Serie A, l’anno dopo salvezza senza patemi e primo addio. Tornò nel dicembre 1993 al posto di Maselli dopo alcune infelici esperienze con Bologna, Udinese e Pescara, mantenendo la massima categoria con uno strepitoso girone di ritorno. Nell’estate 1994, però, il presidente Spinelli impose l’attaccante giapponese Kazù Miura, che portò soldi, sponsor e visibilità alla società rossoblù. “Chi Kazù è questo?” disse il Professore ai giornalisti. “Non è adatto al calcio italiano”, incalzò. Scoglio provò ad inserirlo nei suoi schemi, ma la cosa non funzionò davvero. Il tecnico però fu licenziato dallo stesso Spinelli poco tempo dopo, ma si rivelò una scelta disastrosa: il Genoa, senza più il suo timoniere, retrocesse in Serie B dopo aver perso lo spareggio contro il Padova ai rigori. E Miura? Chiuse la sua triste esperienza italiana con un solo gol (nel derby contro la Sampdoria, però perso dal Grifone) e fece ritorno in patria senza più metter piede nel Vecchio Continente.

Non solo calciatori ma anche Dittatori, ce n’era per tutti. Nel 2002 Franco Scoglio diventa commissario tecnico della Libia, nazione oppressa dal regime Gheddafi. Il figlio del leader, Saadi, gioca a calcio nella squadra più forte e pretende di essere titolare ovviamente anche in Nazionale: il Professore lo convoca, lo fa allenare ma non lo schiera mai neanche per un minuto. “La verità è che con me non giocherà mai. Non amo subire ricatti da parte di nessuno”.
Detto fatto, e la Federazione libica lo licenzia dopo soli tre mesi.

Scoglio ha avuto la sfortuna di allenare altri grandi club come Torino (1995/1996) e Napoli (2002/2003) nel peggior momento della loro storia, con crisi societarie pesanti. Ma non ha mai smesso di essere il Professore.

Fino alla sua ultima profezia: “Sono sicuro, un giorno morirò parlando del mio Genoa”.
Accadde purtroppo davvero una sera del 3 ottobre 2005 negli studi televisivi di Primocanale a Genova mentre litigava in diretta col presidente Enrico Preziosi.

Al suo funerale arrivò una folla commossa: amici ma anche tanti nemici. Per rendere onore ad un uomo che ha rappresentato un modo di vivere il calcio, che oggi non c’è più.

il libro dedicato al Professore, appena uscito sul sito edizionisportmedia.com
Roberto Sabatino
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Nato a Rapallo (GE) il 15 Maggio 1982, ha effettuato un corso di speakeraggio professionale presso la “Talent Academy” di Cologno Monzese (MI). Nelle stagioni 2012/2013 e 2013/2014 è lo speaker ufficiale del Calcio Como, per le gare interne allo stadio “Sinigaglia” nel campionato di Lega Pro. Da marzo 2013 è inviato per la trasmissione sportiva di Espansione TV, ETG+SPORT, al campo di allenamento del Calcio Como. Un passato come addetto stampa del Basket Como, dopo varie esperienze in alcune webradio con programmi sportivi, il 1° agosto 2013 lancia il portale Sport in Condotta.it. Ad agosto 2014 diventa telecronista per la webtv Sportube, che trasmette in esclusiva live tutte le gare delle squadre di Lega Pro. Da settembre 2015 torna ad essere lo speaker ufficiale del Calcio Como, per le gare interne del campionato di Serie B allo stadio "Sinigaglia". Nello stesso mese, partecipa e vince il 7° Workshop di Sportitalia Tv ed entra nella redazione. Ha scritto due libri: "Noi che vincemmo a Wembley" (2019) sull'impresa del Genoa nella Coppa Anglo-Italiana '95/'96, e "Raccontami il Prof" (2021) dedicato a Franco Scoglio.