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Euro 2020: la formazione degli esclusi

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Va in archivio la prima fase di Euro 2020, il torneo itinerante che va in scena un anno dopo causa pandemia.

I verdetti sono stati tutti emessi senza grandi sorprese, le big hanno strappato il pass per gli ottavi di finale ed ora comincia il bello con l’eliminazione diretta.

Vediamo però i giocatori delle altre Nazionali che dovranno anticipare le vacanze estive 2021 causa eliminazione. Ne viene fuori un undici titolare abbastanza interessante. Che ne pensate?

IN PORTA – il più quotato è senza dubbio il polacco Szczesny, titolare della Juventus nelle ultime stagioni con cui ha vinto tre scudetti. In questo Europeo è stato un po’ tradito dalla sua difesa, che gli ha fatto subìre ben 7 gol in tre gare.

DIFESA – nelle bella Ungheria del ct italiano Rossi, segnaliamo il difensore Willi Orban, nato in Germania ma naturalizzato. Aggiungiamo poi un altro polacco come Bereszynski, lo scozzese Tierney ed il turco Demiral.

CENTROCAMPO – McTominay, talento emergente del Manchester United, non ha brillato con la Scozia ma poteva rivelarsi un diesel. In formazione non potresti lasciare fuori il turco Calhanoglu (fresco interista), il russo Miranchuk e comunque i grintosi esperti Hamsik e Kucka della Slovacchia.

ATTACCO – un nome su tutti (e che garanzia!), ovvero Robert Lewandowski. Il polacco ha provato in tutti i modi a tenere in gioco la sua Nazionale, con gol fantastici (3 su 3 gare) e da grande uomo d’area. E con lui un’altra vecchia volpe del dischetto, ovvero l’eterno Goran Pandev che, al passo d’addio, ha regalato le ultime giocate in questo Europeo con la sua Macedonia, segnando anche la prima rete storica per il suo Paese.

CT – Ed in panchina? Ovviamente il già sopracitato connazionale Marco Rossi. Si è presentato ad Euro 2020 con l’Ungheria che tutti davano per Cenerentola della manifestazione. Ex calciatore di Torino, Brescia, Sampdoria e Piacenza, in Italia non ha mai avuto una grande panchina allenando solo in Serie C con Lumezzane, Pro Patria, Spezia, Scafatese e Cavese. Nel 2012 emigra in terra ungherese a fa subito faville con lo storico club locale dell’Honved, mentre dal 2018 è il commissario tecnico della Nazionale. E’ sì uscito alla prima fase (solo nei minuti finali dell’ultima partita), ma quanto ha fatto soffrire le big: contro i campioni europei in carica del Portogallo ha ceduto a dieci dalla fine, contro i campioni del Mondo francesi ha pareggiato (e fino al minuto 83 era avanti 1-0) e contro la Germania solo la rimonta firmata Goretzka nel finale gli ha negato il pass per gli ottavi. Chapeau!