28 Settembre 2022

SPORT IN CONDOTTA

LA VOCE DELLA PASSIONE

F1 2013: le pagelle di fine stagione

6 min read

f1-drivers-class-photo
La “foto di classe” dei 22 piloti di Formula Uno 2013 scattata nell’ultimo GP in Brasile.
Nella classifica iridata i piloti sono 23, con il finlandese Kovalainen che ha corso gli ultimi 2 GP al posto di Raikkonen

 
Non si può partire per le meritate vacanze senza prima ricevere le temute pagelle di fine anno.
Vediamo i giudizi che hanno meritato le 11 scuderie e i 23 piloti che si sono dati battaglia durante la stagione di Formula Uno 2013.

 
VOTO 10:

– SEBASTIAN VETTEL: A inizio stagione non guidava la macchina migliore ma ha guadagnato punti preziosi. Imbattibile invece nella seconda metà di stagione. La sfida ad Interlagos non era quella di trionfare ma quella di riuscire a fare i tondi anche tra i muri della stretta pista brasiliana… Speriamo che in futuro qualcuno osi sfidarlo più seriamente.

 
VOTO 9:

– RED BULL: I tecnici hanno saputo migliorare la vettura durante tutto l’arco della stagione, i meccanici detengono il record per il cambio gomme più rapido, ma troppe volte Webber è stato lasciato a piedi…

– ROMAIN GROSJEAN: Spavaldo e veloce nel 2012, intelligente e concreto quest’anno. Dimostra che per una buona maturazione a volte è bene dare una seconda opportunità. Soffre ancora la preponderanza di Raikkonen, ma fa suoi ben 6 podi.

– KIMI RAIKKONEN: Negli atteggiamenti non è di certo un “uomo squadra”, rifilando anche qualche ruotata gratuita a Grosjean; però corre anche gratis per tutta la stagione, trionfando alla prima uscita (8 podi in 17 GP). La qualifica è il tallone d’Achille: il prossimo anno sulla Rossa sarà sfida con Alonso per chi farà le migliori rimonte la domenica!

– FERNANDO ALONSO: Un voto in meno rispetto al 2012, quando aveva anche ottenuto 36 punti in più. Ancora una volta vice campione del mondo, ancora non impeccabile in qualifica. Quando la Ferrari non va Fernando lo dice senza giri di parole: può essere un suo limite ma anche il suo bello. Chiacchiere a parte, da antologia sono la partenza in Spagna e il sorpasso su Vergne all’uscita dei box di Abu Dhabi.

 
VOTO 8:

– LOTUS: Vince all’esordio e, nonostante i problemi di budget, concorre per il secondo posto nel costruttori sino all’ultima gara. Ha coraggio e ragione nel riconfermare Grosjean, meno nel scegliere Kovalainen per il finale di stagione. Seconda squadra per numero di podi.

– LEWIS HAMILTON: Abile nell’accantonare la sua tradizionale frenata a ruote bloccate, un mago nel prevedere il declino della Mclaren e la contemporanea crescita della Mercedes. Ci mette un po’ a vincere con la nuova squadra ma in classifica chiude davanti a Rosberg, conquistando un punto in meno del 2012. Subisce lo smacco del “test segreto” di Barcellona anche se in misura minore rispetto ai vertici del team.

– NICO ROSBERG: Stagione speculare a quella del compagno: Nico ha vinto di più (2 a 1) ma ha ottenuto meno pole position (3 a 5 per Lewis). Hamilton, al debutto con la scuderia tedesca, lo batte di misura sia in prova che in gara, ma il fine settimana di Rosberg a Monte Carlo è stato fenomenale.

 
VOTO 7:

– MERCEDES: Un voto in meno per lo scandalo del segreto test Pirelli. Per il resto disputa la stagione più bella dal ritorno alle corse, fregiandosi della migliore coppia di piloti. Nel 2012 i punti erano stati 142, quest’anno ne sono arrivati 360 assieme al titolo di vice campione del mondo. Frecce d’argento in alcune qualifiche, resta qualche problema con l’usura delle gomme.

– FERRARI: Con la Lotus a inizio campionato era la migliore vettura. Nonostante l’ingaggio di nuovi tecnici, anche nella seconda parte del 2013 non ha retto il passo dei rivali, sparendo nelle ultimissime corse. A parziale scusante va ricordato il repentino cambio di mescole delle Pirelli, con le quali la Rossa invece ben si adattava, e talvolta il rendimento dei piloti non è stato immune da errori.

– FORCE INDIA: Come Ferrari e Lotus la macchina lavorava bene con le gomme di inizio stagione; poi, come a Maranello e a differenza dei franco-inglesi, ha accusato il passaggio a mescole più resistenti a metà stagione. Ha finito dunque in difesa ma nelle prime gare era quasi da podio e surclassava la Mclaren.

– DANIEL RICCIARDO: Raddoppia i punti della passata stagione ed è un fulmine in qualifica, annientando la concorrenza del compagno di team. Ragazzo dalla battuta pronta renderà più simpatica (e veloce) la Red Bull il prossimo anno.

– NICO HULKENBERG: La Sauber d’inizio stagione è disastrosa; lui continua a lavorare senza lagnarsi e nelle ultime 8 gare conquista 44 punti, raggiungendo la top ten nella classifica iridata all’ultima corsa. Ha portato in alto Williams, Force India e Sauber: è ora di vederlo in un top team.

– MARK WEBBER: Voto abbastanza severo, ma è la dimostrazione che la Red Bull non va da sola ma va guidata e in alcune circostanze anche preservata. Durante “l’era Vettel” non è mai stato vice campione del mondo, e nelle ultime stagioni è parso poco deciso nei corpo a corpo, anche nei confronti col compagno di team.
Come uomo meriterebbe un 10, straordinario nel togliersi il casco durante il giro d’onore della sua ultima gara in carriera. Nel Circus mancherà il suo carisma.

 
VOTO 6:

– SAUBER: Prima parte di stagione da 3, seconda da 9. Non ottiene i 4 podi del 2012 e nemmeno i 126 punti, fermandosi a quota 57. Forte con un solo pilota, il suo futuro dipenderà così da quello del competitivo Hulkenberg.

– PAUL DI RESTA: Sfiora il podio in Bahrain. Poi come tutta la Force India cala col passare dei GP. Si mantiene sul livello dello scorso anno, 2 punti raccolti in più rispetto al 2012; per questo il suo futuro in F1 è incerto.

– VALTTERI BOTTAS: Gutierrez è il rookie con più punti, ma Bottas merita la riconferma: nella maggior parte dei casi è stato più rapido di Maldonado il sabato, qualificandosi tra i primi 10 in Canada e USA.

– JENSON BUTTON: Pesa sulle sue prestazioni la pesante crisi della Mclaren. Jenson è però un tipo in gamba e aiuta il team con un atteggiamento intelligente e propositivo, che giustifica la sua lunga permanenza in F1.

– SERGIO PEREZ: 66 punti con la Sauber 2012, 49 con la Mclaren 2013: come arrivare al posto giusto nel momento sbagliato… Più veloce di Button in qualifica, pare paghi un atteggiamento borioso, lontano dallo spirito Mclaren: appiedato per il 2014.

– JEAN-ERIC VERGNE: In gara tiene il confronto con Ricciardo (9 a 10 per l’australiano), ma nonostante questo JEV ha 7 punti in meno in campionato. Nel 2014 il francese dovrebbe rimanere in Toro Rosso, per la terza stagione consecutiva.

 
VOTO 5:

– TORO ROSSO: Troppi ritiri e segna punti in 10 delle 19 gare. E’ anche vero però che la scuderia riprende la filosofia Minardi, ovvero fare crescere i campioni di domani mantenendosi su prestazioni sufficientemente dignitose.

– MARUSSIA: Pur rimanendo a zero punti, strappa il titolo di campione di “serie B” alla Caterham con i piazzamenti. I meriti sono da ricercarsi in una vettura affidabile e nell’ottimo Bianchi. Il prossimo anno monterà i motori Ferrari, sperando in una spinta maggiore.

– ADRIAN SUTIL: Per la sua esperienza ci si aspettava un finale di stagione più incisivo. Battuto dal compagno di Resta sia in qualifica che in gara, nella sua 6^ stagione in F1 dopo l’anno di stop nel 2012.

– PASTOR MALDONADO: Il vero Maldonado non si è mai visto. Peccato perché nel 2012 aveva dato spettacolo, da vero “animale da gara”. Ultimo dei piloti a punti, con un solo punticino come nella stagione d’esordio. Demoralizzato.

– ESTEBAN GUTIERREZ: Esordiente, ci mette quasi tutta la stagione a capire la Sauber. Alla fine raccoglie punti pesanti che lo portano ad essere primo in classifica tra i debuttanti.

 
VOTO 4:

– MCLAREN: Era dal 1980 che gli inglesi non alzavano nemmeno un trofeo sul podio. Sbagliata la macchina e forse anche la coppia piloti. Il futuro immediato non pare migliore, con l’appiedamento di Perez e i motori Honda da attendere per un altro anno. La rivincita è annunciata per il 2015 più che il prossimo anno.

– WILLIAMS: Altra nobile inglese decaduta, guadagna punti in soli due GP. Come per Barrichello e Bruno Senna, il team di Grove farà da “badante” anche per il brasiliano Massa…

– CATERHAM: Il budget è scarso e i piloti giovani. In una stagione nella quale non si è mai corso sotto la pioggia, non c’è stata proprio alcuna possibilità di emergere.

– FELIPE MASSA: Lascia la Ferrari dopo una delle sue stagioni peggiori. Poco prima dell’estate incappa in una serie di incidenti clamorosi, culminati con l’inspiegabile testacoda del Nurburgring. In Brasile rovina di nuovo un’ottima gara incappando in una sciocca penalità. Se il compagno di squadra è il primo rivale, l’unico che in Ferrari rimpiangerà Felipe sarà Alonso!

 
SENZA VOTO: Il pilota in Formula Uno conta e conterà sempre. Ma è logicamente subordinato al mezzo che ha tra le mani…

– JULES BIANCHI (almeno vince il campionato “riservato” ai piloti Marussia e Caterham)

– CHARLES PIC

– GIEDO VAN DER GARDE

– MAX CHILTON

– HEIKKI KOVALAINEN (corre con la Lotus solo negli USA e in Brasile)
 
Francesco Bagini
formula.francesco@tiscali.it