28 Settembre 2022

SPORT IN CONDOTTA

LA VOCE DELLA PASSIONE

FOOTBALL NFL – Sfruttate e molestate, le Cheerleaders adesso alzano la voce

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Rivolta rosa nel mondo del Football NFL.

Ad alzare la voce questa volta sono le ragazze Cheerleaders, stufe di essere sfruttate, sottopagate e spesso anche, purtroppo, molestate.

Le prime ad impuntarsi sono state le Jills, intrattenitrici dei Buffalo Bills: contestano alla società la violazione del pagamento del salario minimo (che sarebbe di 8 dollari l’ora), nonostante ore e ore di allenamenti estenuanti, sforzi fisici, apparizioni pubbliche obbligatorie.

I Cincinnati Bengals, addirittura, pagavano le loro ragazze la miseria di 2,85 dollari orari: molto meno rispetto al tetto base imposto dalla Federazione.

Le Cheerleaders sono stufe di essere anche seguite nella loro vita extra sportiva, costrette a diete ferree e non solo: infatti, alle ragazze stesse, alcune società NFL impartivano istruzioni obbligatorie su come lavarsi le parti intime, su quanto tenere un tampone assorbente, su come comportarsi a tavola e su come avere a che fare con le persone con disabilità.

Inoltre spesso erano obbligate a partecipare ad eventi di altri sport, come basket e golf, rigorosamente sempre in bikini, vittime di commenti volgari.

“Il mio sogno da bambina era essere un Jill – ha detto Maria P., ex cheerleader del team – ma ho subito molestie, sono stata offesa, non posso più tornare indietro”. 

Alle ragazze dei Buffalo Bills, si erano aggiunte prima quelle degli Oakland Riders: le Raiderettes contestano mancati pagamenti di stipendio, denunciando anche il fatto che molte trasferte di lavoro hanno dovuto pagarsele da sole.

Scoperchiato il pentolone, adesso sarà dura (ma giusta) battaglia legale.