28 Settembre 2022

SPORT IN CONDOTTA

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INTERVISTE – Basket Como, coach Piccinelli si congeda: “Grazie a tutti, è stato un orgoglio allenare nella mia città”

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Andrea Piccinelli lascia la panchina del Basket Como dopo solo 1 stagione, comunque altamente positiva tra lavoro con la prima squadra in Serie B ed il settore giovanile, chiudendo così la sua esperienza.

L’ex coach lariano, in questa intervista per Sport in Condotta.it, rivive un’annata intensa nella squadra della sua città natale.

Coach Piccinelli, come possiamo definire la stagione appena conclusa?
“È stata una stagione positiva  a tratti esaltante anche se complicata ma globalmente intensa. Alti e basi sono inevitabili quando si costruisce una squadra completamente nuova e ringiovanita, direi però tanti alti e pochi bassi…”.

Ti senti di aver raggiunto gli obbiettivi condivisi con la società ad inizio stagione?
“Assolutamente sì, anzi di più visto che la società ad inizio stagione ci aveva chiesto una stagione tranquilla da 5°/6° posto. Siamo andati oltre visto che in Serie B abbiamo veleggiato sempre nelle prime posizioni conquistato da neopromossi i playoff, mentre con le Under 19 abbiamo chiuso come vicecampioni regionali alle spalle di Geas Sesto, diventata campione d’Italia: scusate se è poco! Poi ci siamo qualificati per l’interzona come Lombardia 2, abbiamo battuto Pordenone e Cavezzo, e perso solo nello spareggio finale per andare alle Final Eight per il tricolore contro una corazzata come Schio, che schiera tre nazionali che sono appena state convocate per i Mondiali e che poi alle finali nazionali si è classificata quinta. Con un pizzico di fortuna in più chissà avremmo meritato qualcosina in più del 9° posto in Italia. Siamo però contenti perchè abbiamo valorizzato le nostre giovani: Mistò si è consacrata e giocato da leader in entrambi i campionati, Smaldone è stata richiesta in A2, le sorelle Pollini sono cresciute molto come Balestrini e Travaglini che è esplosa così come Angelica Tibè, premiata con la convocazione nella nazionale italiana Under 18 pre Europei. Senza dimenticare che il vero obiettivo era provare ad essere protagonisti in entrambi i campionati e coinvolgere tutte le ragazze. Dopo 52 partite ufficiali e oltre il 70% di vittorie possiamo dire che ci siamo riusciti. Forse qualcuno non ha ancora capito o realizzato quello che è stato fatto. Peccato, perché ci sarebbe di che festeggiare. Abbiamo portato il Basket Como a confrontarsi a testa alata con due realtà al top in Italia come Schio E Geas: per me è tanta roba!”.

Veniamo al campionato: senza i 4 punti di penalizzazione, sarebbe stata una stagione diversa anche in chiave playoff secondo te?
“Ovviamente i 4 punti fanno parte delle complicazioni che hanno condizionato la nostra stagione. Inevitabilmente hanno pesato sul nostro cammino perchè proprio nel nostro miglior momento, sulla scia i 11 vittorie in 12 partite che ci avevano portato al secondo posto a soli 2 punti dalla capolista Canegrate, ci è piovuta addosso l’ufficialità della penalizzazione. Una mazzata alla vigilia proprio dello scontro diretto a Canegrate, dove ci siamo presentati non più a -2 ma scivolati al quarto posto a – 6 punti. Che dite fa la differenza o no? Voglio però sottolineare che alla fine sono salite in A3 due squadre che hanno meritato sul campo: Canegrate per continuità e Usmate perchè è un bellissimo gruppo ben allenato, anche se il mio amico Marino Mannis lo abbiamo battuto ben 4 volte quest’anno, una in amichevole precampionato, e poi in entrambi i confronti diretti in regular season e anche nei play-off, nella famosa partita che poi ci ha visto perdere a tavolino 0-20 per un errore di stesura della nostra lista R e di tesseramenti. Mi stavo dimenticando che ci è capitato anche questo, non ci siamo fatti mancare nulla! Sono errori che possono succedere ma perdere sul campo fa meno male”.

Cosa è mancato, se è mancato qualcosa, a livello ambientale?
“Ripeto, la squadra è stata super perchè ha accettato di seguirci in questa che era un bella sfida. Unire due generazioni diverse di giocatrici per affrontare un doppio campionato molto competitivo. E’ mancata però la scintilla, quel qualcosa in più che innescasse tutto il grande entusiasmo iniziale con cui si era aperto questo progetto e che supportasse gli ottimi risultati che si sono susseguiti durante l’anno. Penso che qualcuno non ha capito il progetto e non lo abbia supportato a sufficienza. Poi, ripeto, sono accaduti episodi e imprevisti esterni alla squadra non prevedibili che hanno inevitabilmente condizionato l’ambiente e la stagione”.

Personalmente ti rimproveri qualcosa?
“Personalmente devo ringraziare la squadra per avermi seguito e sopportato, il mio staff a cominciare dal mio grande vice Teo Marelli, un alleato ed un collega prezioso, un amico sincero che mi ha dato quotidianamente una grande mano sia tecnicamente che umanamente nella gestione del gruppo. Con lui un ruolo fondamentale lo ha avuto il nostro preparatore Stefano Trombetta, eccellente professionista e lo ha confermato preparando la squadra al meglio con un programma accurato e un lavoro continuativo che ha messo la squadra sempre nelle migliori condizioni evitando infortuni. Sono stati due compagni di avventura fantastici. A loro va il mio più sincero ringraziamento, così come a Enrico Tagliabue e Aurelio Viganò, i due dirigenti accompagnatori delle squadre U19 e Serie B, presenze importanti umane e competenti. sempre vicine alle ragazze e allo staff. Il loro abbraccio a fine stagione vale come una vittoria per me. Non finirò di ringraziarli per avermi sopportato, personalmente sono uno molto esigente con se stesso e penso si possa fare sempre meglio. Contento sì, ma non appagato: avrei voluto avere più tempo e allenamenti per dare di più alla squadra”.

Con che aggettivo definiresti il tuo gruppo di ragazze di quest’anno?
“Eterogeneo perché ne abbiamo avute di tutti i tipi: alte, basse, giovani e meno giovani, pazze e silenziose. Diciamo un gruppo stimolante che avrebbe ancora tanto da dare e crescere”.

Vedi un futuro per questa squadra?
“Purtroppo inevitabilmente questa squadra, per come è stata costruita, non potrà avere un futuro almeno globalmente per vari motivi e situazioni. Sono convinto che un secondo anno avrebbe dato ancora più frutti. Magari lo farà, non lo so…”.

Il tuo futuro? A Como o lontano da esso? E perché?
“Il mio futuro, come ho già comunicato al termine della stagione, non sarà più con il Basket Como. Sono stato orgoglioso di allenare ancora una volta nella mia città ma non ci sono più le condizioni e il progetto per continuare nella prossima stagione. No problem, serenamente ognuno continuerà sulla propria strada e a tutti auguro il meglio e le migliori fortune. Da parte mia per ora mi concentro sulle finali nazionali che mi attendono con le mie squadre giovanili in Svizzera: nel fine settimana sono a Basilea per le FinalSix e poi il 7-8 giugno sarò a Locarno per giocare la semfinale scudetto con la squadra Under 14 del Sav Riva San Vitale. Insomma, inseguire due titoli nazionali all’estero è tanta roba. Quindi sinceramente al prossimo anno penserò dal 9 giugno, anche se qualcosina d’interessante bolle in pentola…”.