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La Rossa e Monza: insieme verso il riscatto

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Il prossimo fine settimana si disputerà a Monza la 65^ edizione del Gran Premio d’Italia di Formula Uno

 
40 punti. Chi l’avrebbe mai detto?
Dopo 12 gare i punti di Kimi Raikkonen con la Ferrari 2014 sono 39.
Felipe Massa, nel 2013, dopo 12 GP, di punti ne contava 79, ben 40 in più…

Nell’ultimo Gp, a Spa, gli uomini in rosso hanno pure lasciato Alonso sui cavalletti allo scattare del giro di formazione. Per questo lo spagnolo ha subito uno stop&go di 5 secondi durante la gara.

Basterebbero questi due fatti per capire quanto disorientata sia la Ferrari che si appresta a correre, domenica prossima, il suo Gran Premio di casa, quello di Monza.

Probabilmente, sarcasticamente parlando, i fischi del pubblico monzese quest’anno non saranno rivolti a Vettel, per altro campione in difficoltà come mai prima d’ora, ma a Marco Mattiacci e compagnia.

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Gran Premio del Belgio 2014. Fernando Alonso (33 anni) nella morsa delle Red Bull

 
La Ferrari in 12 mesi è cambiata tanto.

Innanzitutto Felipe Massa è stato appiedato in favore di colui che per ultimo è stato capace di portare Maranello sul tetto del mondo: Kimi Raikkonen.
Certe voci asserivano che la mossa fosse stata fatta anche per mettere maggiore pressione su Fernando Alonso, alla 5^ stagione in rosso quest’anno e dal mordente calante nelle ultime uscite del 2013.

Già dopo il 3° GP stagionale, il responsabile della squadra, Stefano Domenicali, è stato sostituito con Marco Mattiacci, in modo rapido quanto inatteso.
Decisivo è stato il pessimo Gran Premio del Bahrain, che ha visto le Ferrari chiudere 9^ e 10^, davanti agli occhi di Luca Cordero di Montezemolo. Tristemente impressa nella memoria dei tifosi della rossa, l’immagine delle Mercedes che danno spettacolo sotto i riflettori, mentre nel buio del deserto mediorientale il presidente si dileguava.

Il nuovo leader del reparto corse, Mattiacci, pesa le parole; non ha fissato obbiettivi di vittoria a breve termine. Nato a Roma, è laureato in scienze economiche e dal 1989 al 1999 Mattiacci ha lavorato in Jaguar. A fine anni novanta inizia la collaborazione con Ferrari e, dopo vari impieghi in America e Asia, nel 2010 diviene direttore della Ferrari North America.

Ora Mattiacci è chiamato a fare ciò che riuscì magistralmente a Jean Todt e che invece Domenicali successivamente non è stato in grado di fare: mettere in squadra gli uomini giusti al posto giusto.

Inoltre al nuovo responsabile tocca la verifica dei tecnici di primissimo piano arrivati ultimamente a Maranello; Pat Fry (capo ingegneri) e James Allison (direttore tecnico), per esempio, i cui risultati stentato a vedersi.

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Marco Mattiacci (43). Dal 14 aprile 2014 è il nuovo team manager della Scuderia Ferrari

 
Passiamo ad analizzare alcuni numeri.
Sino ad oggi si sono disputate 12 gare, una in più rispetto allo scorso anno perché in calendario, a giugno, è stato inserito il GP d’Austria.

Anche se il GP d’Italia è ancora da disputarsi, è dunque possibile fare un raffronto schematico tra le due stagioni della Ferrari. Ricordiamo che il sistema di punteggio non ha subito variazioni, se non che quest’anno l’ultimo GP attribuirà il doppio dei punti normalmente assegnati. Come ricordato, inoltre, Massa era al volante della rossa mentre oggi è alla Williams. Raikkonen invece correva nel 2013 con la Lotus.
(In corsivo i punti 2013)

Fernando Alonso: 121 (4°) – 169 (2°) – (-48 punti)

Kimi Raikkonen: 39 (10°) – 134 (4°) – (-95 punti)

Ferrari: 160 (3^) – 248 (2^) – (-88 punti)

Felipe Massa: 40 (9°) – 79 (7°) – (-39 punti)

A giudicare questi numeri, e non solo, l’unico a giovare dei cambiamenti della nuova stagione è stato Felipe Massa.

Anche rispetto al confronto con Alonso, la “prima guida” rossa, Massa figurò meglio di Raikkonen: lo spagnolo batteva in qualifica 8 a 4 il brasiliano mentre oggi rifila un netto 10 a 2 al finlandese.

In gara non è cambiato nulla invece: solo una volta in 12 appuntamenti Alonso è stato sopravanzato dal proprio compagno di squadra, sia nel 2014 che nel 2013.

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Gran Premio d’Austria 2014. Felipe Massa (33) conquista la pole position. Chiuderà il GP in 4^ posizione. Spesso competitivo, Felipe su 12 gare non ha raggiunto il traguardo in 4 occasioni

 
Nel 2013, i ferraristi non avevano c’entrato nessuna pole position, ma erano state conquistate 2 vittorie e ben 8 podi (7 Alonso – 1 Massa). Il giri veloce in gara era stato fatto registrare da Alonso in un appuntamento, e la rossa si era ritirata in 3 occasioni (1 Alonso – 2 Massa).

Dopo le 12 gare del 2014 latitano le pole position (ultima della Ferrari risale sempre al 22 luglio 2012, GP Germania) e mancano anche le vittorie. 2 sono stati i podi (Alonso) mentre uno il giro più veloce (Raikkonen), come si conta un unico ritiro in gara.

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Gran Premio di Gran Bretagna 2014. Kimi Raikkonen (34) perde il controllo della propria Ferrari e va a sbattere violentemente contro le barriere

 
Il dato delle pole position è sorprendente e inaccettabile per una scuderia come la Ferrari.
Fernando Alonso, due volte campione del mondo di Formula Uno, è in Ferrari dal 2010. Ad oggi è partito per primo in Griglia in sole 4 occasioni, 2 volte nel 2010 (Monza e Singapore), 2 volte nel 2012 (Hockenheim e Silverstone).

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Gran Premio di Germania 2012. Una rossa davanti a tutti alla prima curva…

 
Come detto, domenica prossima si correrà il 13° GP stagionale, a Monza.

Anche lo storico circuito brianzolo è in cerca di riscatto.
Come la Ferrari, negli ultimi tempi, la casa della Rossa ha fatto parlare di sé in negativo. L’Autodromo non è più palcoscenico di diversi appuntamenti motoristici prestigiosi: il Mondiale Turismo e il Mondiale Superbike per fare due esempi.

Grane organizzative e una gestione politica frammentata hanno fatto sì che addirittura Bernie Ecclestone, in una clamorosa intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, abbia rivelato, qualche mese fa, che Monza potrebbe perdere presto anche la F1.

L’impianto del resto non può vivere di ricordi. Diverse infrastrutture sono da aggiornare, per poter competere ancora con le proposte offerte dalle piste avveniristiche dei Paesi emergenti. Silverstone o Zeltweg sono brillanti esempi di come ancora oggi si possa essere appetibili per il Circus pur avendo una lunga storia alle spalle.

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Il Red Bull Ring, in Austria, ha ospitato una delle gare con la migliore cornice di pubblico dell’anno

 
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L’Anello di alta velocità: il simbolo dell’Autodromo Nazionale di Monza

 
Un rinnovamento di uomini, come a Maranello, c’è stato di recente anche a Monza.
In agosto è stata eletta una nuova équipe intenzionata a risollevare le sorti dell’Autodromo.

Personalità di spicco è Ivan Capelli, ex pilota proprio della Ferrari, che ricoprirà l’incarico di presidente dell’Aci Milano. Capelli sarà affiancato dall’imprenditore Andrea Dell’Orto designato alla guida della società Sias.

Altro nome che unirà Monza alla rossa di Maranello è quello di Stefano Domenicali. L’ex team principal Ferrari sarà a sorpresa consulente speciale della nuova gestione.

Il prossimo fine settimana la Rossa e Monza si incontreranno per l’ennesima volta. Di nuovo insieme, per darsi la carica a vicenda.

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Ivan Capelli (51). Ha sicuramente l’esperienza giusta, maturata sia al volante sia attraverso il ruolo di telecronista tecnico RAI

 
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Stefano Domenicali (49). Potrebbe garantire l’apporto della Ferrari, facendo da tramite tra l’Autodromo e Maranello. Del resto il Red Bull Ring è stato rinnovato grazie all’apporto del team austriaco Red Bull

 
Francesco Bagini
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