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LA VOCE DELLA PASSIONE

La tragedia di Genova che fa male al cuore di tutti

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Giorno pre-ferragostano 2018, tutti sereni in vacanza.

Non tutti: c’è gente che lavora, chi si sposta avanti e indietro in autostrada per portarsi a casa un misero stipendio. Chi si avvia con parenti e amici verso il mare.

E poi arriva lui: l’indecifrabile destino che ti porta via, così senza senso. Oppure il senso c’è: basta vedere come il ponte Morandi di Genova, meglio conosciuto in città come “ponte di Brooklyn” per la sua somiglianza al viadotto americano, abbia causato uno dei peggiori disastri autostradali della storia.

Poco dopo le 11:30 il dramma, la struttura, impregnata da bombe d’acqua che hanno colpito Genova da ieri, crolla e porta via con se le vite di persone semplici e comuni, persone come noi. Persone che amano lo sport, hanno interessi speciali, problemi comuni.

Si può nel 2018 morire così ? Purtroppo sì, anche in Italia: dove esistono infrastrutture fatiscenti ed abbandonate a loro stesse perché la manutenzione costa. Costa… più di una vita umana ? Pare di sì …

Io sono orgogliosamente genovese, di Rapallo: conosco la forza di quella gente quando ci sono drammi, e purtroppo negli ultimi anni sono stati tantissimi viste le feroci alluvioni. Però è sempre dura rialzarsi: ora lo sarà ancor di più per una città che con quel viadotto, il ponte Morandi, riceveva linfa vitale per la propria economia portuale. Quanto ci vorrà a tornare alla normalità ? Tantissimo tempo, e forse non basterà: una preghiera per Genova.

Il ponte ad ottobre 2017: ispira fiducia eh?

Domenico Criscito, capitano del Genoa
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