L’ANGOLO DEL COLLEZIONISTA – L’Universo Calcio contro tutti

Pochi giorni di distanza dalla puntata numero 1 e già online con quella nuova perché… gli antefatti sono molti e le cose da dire tante.

Avevamo iniziato ad accennare della disparità tra l’universo Calcio e gli altri sport.

Come per l’intera concezione italica dettata dal “Regno del Pallone” in cui il calcio prende 90 ed il restante 10% è da dividere per tutto il resto, anche nel Collezionismo di maglie vale (purtroppo) la stessa regola.

In sport come il basket o il volley (eccezion fatta per società importanti che hanno anche punti vendita o store interni), le squadre hanno di norma 2 (e dico 2!) divise per tutto l’anno.

Le classiche “home” e “away” che devono tenere ben strette.

Nel caso di partecipazione alle coppe, le divise diventano qualcosina di più ma pur sempre contate e legate alle decisioni societarie.

A fine campionato difatti vengono date in parte agli sponsor ed in parte lasciate ai giocatori che poi possono farne quello che meglio ne credono. Coltivarsi amicizie o “promesse” durante l’anno, può aiutare (sebbene un po’ da Stalker) a far si di poter aggiungere dei bei pezzi nelle proprie Collezioni.

Difficilmente quindi a stagione in corso potrete ricevere una maglia indossata o preparata dal tal giocatore o dalla tal società. Saranno più facilmente maglie da store, sempre ammesso che il club ne disponga (ndr. in Italia sono tantissime le società che non prevedono merchandising).

Nel calcio invece, dalla Lega Pro alla serie A, il numero di maglie è in base all’importanza economica o meno del club nel panorama sportivo.

Società come il Carpi (giusto per fare l’esempio di una neopromossa) avrà per ogni giocatore solo nr. 2 casacche a partita e queste difficilmente saranno scambiabili tra giocatori o regalate a fine match.

Realtà invece come Milan, Inter o Juventus hanno addirittura un quantitativo “standard” di maglie sia per il cosiddetto ingresso in campo che di “dote” per il giocatore per regali o scambi.

Per paradosso quindi, una maglia indossata dal giocatore Abass della Pallacanestro Cantù (ndr. piccola nota campanilistica in cui emerge l’impronta di tifo di chi vi scrive) che pur da Capitano della squadra, fino a fine stagione non può fare nulla delle maglie dategli in dotazione dalla propria società, dovrebbe valere di più della maglia di un qualsiasi giocatore del Milan che ad ogni match può decidere di dare una delle sue divise ad amici, parenti e/o altri. Giusto?

Nella scorsa puntata parlavamo di “mondo perfetto”… Beh, non viviamo in quel mondo neanche nel Collezionismo.

Finirà quindi che la maglia worn di un Bonera qualsiasi (senza offesa per il difensore) verrà venduta anche a 180-200€ se della tal competizione o con il tal segno del campo, mentre la maglia di Abass verrà venduta (ad andar bene e magari tramite canali di beneficenza) a poco più di 100€.

Nel volley la situazione è anche peggiore… Maglie importanti che hanno fatto la storia di club e dello stesso sport (mi vengono in mente divise della Sisley Treviso o della Daytona Modena), svendute a  40-50€ nonostante spesso neanche gli stessi giocatori a fine stagione hanno l’opportunità di tenersi una delle maglie indossate per tutto il campionato.

Di questi fattori, solo chi si addentra in maniera seria e mirata nel campo delle match worn, può capire il vero significato di certi upload, sia che siano regalate e sia che siano comprate.

A fine mese faremo un salto oltreoceano per capire la differenza tra “Collezionare in Italia” e “Collezionare negli USA”

Giovanni Indorato
About Giovanni Indorato 5 Articles
Collezionista ed esperto conoscitore dell'universo sportivo. É stato membro del MWSC (Match Worn Shirt Collectors) ed ha collaborato con siti specializzati per bontà e riconoscimento di contraffazioni e falsi. Ha esposto in mostre personali e showcase, parte della sua vasta Collezione di Maglie Indossate. Consulente per photo-match e riscontri fotografici su maglie, annate ed utilizzi

Be the first to comment

Leave a Reply