28 Settembre 2022

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MONZA – Auto GP: intervista a Michela Cerruti

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MONZA. Sabato 31 maggio e domenica 1 giugno si sono disputate le due prove del campionato Auto GP 2014

 
La Formula Uno arriverà a settembre, ma domenica scorsa l’autodromo di Monza ha ospitato delle monoposto di tutto rispetto: 3400cc di cilindrata e 550cv di potenza; sono i numeri delle vetture del campionato Auto GP, che sul circuito brianzolo hanno disputato le due gare del quarto appuntamento stagionale.

La serie nasce sulle ceneri della storica Formula 3000, dal 2010 prende il nome di Auto GP e proprio in quell’anno ad aggiudicarsi il titolo è il francese Romain Grosjean, attuale pilota Lotus in F1.

Anche nel fine settimana monzese, l’Italia è stata la nazione meglio rappresentata sulla Griglia del campionato: 7 piloti e 3 squadre. A rendere la categoria ancor più “italiana” è il calendario: delle 16 prove, 2 si sono svolte a Monza e 2 si disputeranno a fine giugno sul circuito di Imola.

Così, se il campionato mondiale Auto GP in Italia può sentirsi a casa, Michela Cerruti, 27 anni, è stata a tutti gli effetti la padrona di casa della tappa monzese, lei che è nata a Roma ma vive e ha studiato a Milano.

La Cerruti ha fatto il suo esordio quest’anno nel campionato e corre per il team inglese Super Nova International.

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Sabato, in gara uno, la giovane pilota, numero 88 e dal casco rosa, ha duellato per il podio con il comasco Andrea Roda. La lotta si è conclusa, non senza un contatto alla seconda variante, a vantaggio della Cerruti che ha potuto così festeggiare un terzo posto simbolico: è stata la prima donna a salire sul podio nella serie.

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Domenica la Griglia di partenza è stata composta invertendo l’ordine d’arrivo di gara 1, come da regolamento. Sempre nel gruppo, la Cerruti non è riuscita a ripetersi sui livelli del giorno precedente. Nemmeno la strategia di effettuare il cambio gomme in anticipo le ha permesso di poter impostare il proprio ritmo fuori dalla bagarre; alla fine ha chiuso 7^.

A lavoro ultimato, quando poteva ormai ritenersi soddisfatta della performance monzese, Michela Cerruti ci ha concesso gentilmente una breve intervista.

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Alla vigilia dicevi di essere incuriosita di provare queste veloci monoposto sul circuito di Monza: ti sei divertita come pensavi?
“Sì, molto. Ho sempre guidato vetture potenti ma molto pesanti perché sono sempre stati GT; per cui chiaramente non avevo le stesse velocità in curva e anche sul dritto con queste monoposto vai molto più forte. Si può dire che con l’Auto GP, i rettilinei di Monza sono sembrati molto più corti che in passato! Sicuramente è la macchina migliore con cui ho percorso questo tracciato”.

 
I primi passi nel motorsport li hai mossi con vetture turismo, come ti trovi con le ruote scoperte?
“Sicuramente mi manca ancora un po’ di confidenza, che sto cercando di costruire gara dopo gara. Però diciamo che negli ultimi due anni ho cercato di farmi un po’ di esperienza anche nelle monoposto, col Formula 3 per esempio. Così ho potuto cercare di capire quello che mi mancava: sicuramente il lavoro non è finito però va sempre meglio”.

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Molti dei tuoi attuali rivali sono stati campioni di kart. Tu lo pratichi ancora, è un buon allenamento?
“Sì, certo. Purtroppo quando inizia la stagione non riesco a dedicare sufficiente tempo all’allenamento col Kart; ma appena sono un po’ più tranquilla giro anche un paio di volte la settimana”.

 
Cosa rappresenta per te la pista di Monza?
“Sicuramente è un circuito pieno di fascino e dove riesci ancora a sentire la storia delle corse, ed è tra le piste più veloci al mondo. Personalmente poi qui ho ottenuto la mia prima vittoria importante e ho fatto anche la prima gara della mia vita; insomma, sono particolarmente legata a questo autodromo”.

 
Il tuo box era molto affollato di amici e tifosi: senti maggiormente la tensione per le aspettative o il calore dovuto al loro affetto?
“Ammetto che mi carica molto. Ieri mi sono resa conto di avere una tensione addosso che da tempo non sentivo e che mi capita di avere solo quando vengo qui. Devo dire che però sono riuscita a trasformarla in qualcosa di molto positivo, infatti poi la gara è andata molto bene. Sono stata carica e decisa a fare bene davanti al mio pubblico”.

 
Sei laureata in psicologia. Nelle corse più il livello si alza più si può dire che “la testa conti almeno quanto il piede”, sei d’accordo?
“Tantissimo, secondo me la testa conta più del sessanta per cento del lavoro che riesci a fare in macchina. Ovviamente c’è una grande questione fisica che però l’allenamento riesce a preparare. Il controllo della propria mente è molto più difficile invece. Non so dire se i miei studi mi abbiano aiutato, sono molto consapevole però di come sia importante e difficile riuscire ad avere lo stato mentale perfetto”.

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Le corse, anche guardando alla Formula Uno sono meno fisiche di una volta. Anche stando agli interessi di marketing, una donna pilota attira l’interesse del pubblico e quindi degli sponsor: paradossalmente sembra che oggi esser donne possa riservare meno ostacoli di quel che si possa credere, confermi?
“Sì, io lo dico sempre: se mi chiamassi Michele probabilmente non starei facendo quello che sto facendo! È chiaro che l’essere donna mediaticamente porta un vantaggio perché costituiamo ancora una novità. Questo è un mondo piuttosto maschilista e frequentato normalmente molto più da figure maschili; è uno sport estremo, quindi è abbastanza normale che sia così, ma ciò non toglie che anche noi donne siamo capaci di fare quello che fanno gli uomini. Certo, essendo meno numerose si fa fatica a trovarne una che sia veramente valida. Comunque sì, dal punto di vista del marketing a tutti i team, in tutte le categorie, piace l’idea di avere una donna, purtroppo questo non basta, nel senso che comunque poi per tutti ci sono problemi di budget, dei contatti giusti nel posto giusto al momento giusto. Per concludere posso dire che probabilmente fossi un uomo non ci starei provando in questo modo, se ci provo così è perché mi rendo conto che il mio essere donna mi mette in una posizione un po’ esclusiva, è innegabile”.

 
Ultima domanda: la tua prima stagione in Auto GP sarà positiva se…
“Io punto ad avere la mia vittoria e a stare nei primi cinque in campionato: vediamo se una delle due cose riesco a ottenerla”.

 
Francesco Bagini
FACEBOOK: La Formula Magica