28 Settembre 2022

SPORT IN CONDOTTA

LA VOCE DELLA PASSIONE

Prof. Riki Tinelli fa luce sul caso Cesc Fabregas

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pique del bosque

<<Me ha dicho que ya esta hecho, me ha dicho que ya esta hecho >> (mi ha detto che è già fatto, ndr).
È con queste parole, rivolte a Vicente Del Bosque negli attimi immediatamente precedenti un’affollata conferenza stampa, che Gerard Piquè settimana scorsa ha rivelato al c.t. della nazionale spagnola l’imminente addio al Barcellona di Cesc Fabregas. Per una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai 30-35 milioni di euro.
Lasciando per un attimo da parte le considerazioni sull’opportunità di pronunciare una simile frase a microfoni aperti e in una sala gremita di giornalisti, la domanda che sorge spontanea è la seguente: perché la polisportiva del presidente Bartomeu dovrebbe, e a questo punto vorrebbe, privarsi di un giocatore di valore assoluto quale Cesc?

LUIS ENRIQUE – Si potrebbe risolvere la questione alla radice ed affermare che il nativo di Arenys de Mar, piccolo centro della Catalunya sito a circa 40 km dalla città capoluogo, semplicemente non è al centro del progetto del nuovo allenatore blaugrana. Ma l’impronta che Luis Enrique vorrà dare alla sua squadra sarà molto simile – per sua stessa ammissione – a quella del suo ex compagno Pep Guardiola, con un gioco d’attacco che punta molto su baricentro alto e possesso della sfera. Dunque un elegante “palleggiatore” come Fabregas non faticherebbe certo a trovare posto nel nuovo centrocampo degli attuali vice-campioni di Liga e Copa del Rey. E sebbene sia ben noto che la priorità del tecnico asturiano è quella di procedere all’acquisto di ali ultra-offensive da affiancare a Lionel Messi (il nome più gettonato in tal senso è quello del fiorentino Cuadrado), è evidente che la mediana di quello che si autodefinisce “mes que un club” verrebbe privata, con la cessione di Fabregas, di un giocatore difficile da sostituire.

TATTICA E PERSONALITA’ – Escludiamo categoricamente la volontà di monetizzare da parte di una delle società calcistiche più ricche d’Europa, seconda per fatturato dietro agli eterni rivali merengue e forte di una sponsorizzazione triennale da 96 milioni con Qatar Airways siglata la scorsa estate. La chiave di lettura dell’assai probabile cessione di Fabregas dovrà semmai essere ricercata nell’impatto avuto dallo stesso calciatore durante le sue ultime stagioni in maglia Barcellona, compagine in cui aveva mosso i primi passi prima di trasferirsi sedicenne – era il 2003 – all’Arsenal.
A differenza di quanto accaduto agli ordini di Arsène Wenger, sotto la cui guida il catalano era divenuto presto un leader fino ad ottenere i gradi di capitano dei gunners, una volta tornato all’ovile Cesc non è mai riuscito ad imporre la propria notevole personalità calcistica. Abituato a svolgere a Londra il ruolo del centrocampista “totale”, abile sia nella fase di interdizione che in quella di costruzione del gioco, al Nou Camp il ragazzo classe ’87 è stato condizionato dallo strapotere – in campo come nello spogliatoio – di campioni del calibro di Xavi, Iniesta e dello stesso Messi: se i primi due infatti non gli hanno mai permesso di prendere in mano il pallino del gioco, costringendolo di fatto a limitare la propria posizione al compito di falso nueve, l’argentino, evidentemente il principale terminale offensivo sotto la gestione di qualsiasi allenatore barcellonista, ne ha in qualche modo limitato la prolificità in zona gol. E questo nonostante le 28 marcature in 96 partite complessive disputate nella sola Liga spagnola, oltretutto arricchite da ben 43 assist.

FUTURO INGLESE – Per Fabregas si profila pertanto un ritorno nella terra di Albione: se il Chelsea di Mourinho è stata la prima società a manifestare interessi nei suoi confronti – ed è tuttora in leggero vantaggio sui rivali – non è da escludere un’asta che veda la partecipazione dei due Manchester, City e United e anche dello stesso Arsenal.
Oltremanica il catalano ritroverebbe un calcio più adatto alle proprie caratteristiche, fatto di tecnica unita ad un ritmo di gioco ben più sostenuto rispetto a quello compassato del massimo campionato spagnolo. Inoltre, qualsiasi possa essere la sua destinazione, il calciatore iberico potrà avvalersi di un ruolo di assoluto protagonista in mezzo al campo, provando a replicare, con la maglia di un club, i successi ottenuti ininterrottamente, a partire da Euro 2008, con le furie rosse.

Cesc sorridente

 

Benvenuto a Sport in Condotta, Prof. Riccardo Tinelli!!!

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