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TALENT LOST – Il fenomeno Masinga

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Oggi sarebbe stato il compleanno di Philemon Masinga, icona del calcio sudafricano che nel nostro campionato ha lasciato una bellissima traccia.

Coppa d’Africa e qualificazione ai Mondiali di Francia ’98 con la Nazionale del suo paese, con cui ha segnato 18 gol.

Masinga, dopo le esperienze in chiaroscuro con Leeds e San Gallo, approda a sorpresa in Italia nel gennaio 1997 in maglia Salernitana: i campani sono in difficoltà nel campionato di Serie B, dove Franco Colomba perde il posto e viene sostituito da Varrella. In squadra si ritrova i vari Chimenti, Breda, Dell’Anno, Artistico e Pisano. E’ subito decisivo all’esordio contro il Pescara (assist vittoria), poi le reti salvezza contro Cesena, Castel di Sangro e la doppietta al Brescia. Il bomber sudafricano sta tornado ai suoi livelli.

Il buon scorcio di campionato a Salerno, vale per Masinga il salto in Serie A, un torneo più logico visto il blasone: lo acquista il Bari di Eugenio Fascetti. E’ una bella squadra, quella pugliese, che centra una comoda salvezza in cui Masinga è protagonista con 9 gol in 21 partite: doppietta all’Empoli, quindi anche Inter (andata e ritorno) e Milan sono colpite dal sudafricano.

L’anno dopo i gol sono addirittura 11 (Inter sempre tra le vittime preferite) facendo coppia anche col giovane Antonio Cassano. Poi un calo con soli 4 centri in due campionati. Masinga decide di farsi da parte con 75 partite e 24 reti in biancorosso, e diventa procuratore sportivo. Cerca e scova talenti africani, ha l’occhio lungo.

La malattia però lo coglie di sorpresa come il peggiore dei difensori alle calcagne: l’ex bomber lotta, si divincola dalla morsa ma poi purtroppo, il 13 gennaio 2019, cede dopo un mese di ricovero all’ospedale.

Con quel nome che evocava quasi il celeberrimo Mazinga-Z che sconfiggeva i cattivi per difendere la terra, Phil aveva attratto simpatie ovunque. Una carriera spesa con le squadre di secondo rango, per lottare contro i più forti. Sempre con grande orgoglio.