29 Settembre 2022

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TALENT LOST – La precoce parabola di Francesco Grandolfo, recordman del Bari

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Il 22 maggio 2011 resterà indelebile nella storia personale di Francesco Grandolfo, professione centravanti, ed il Bari: nell’ultima giornata del campionato di Serie A, al “Dall’Ara” di Bologna i pugliesi, già aritmeticamente retrocessi in B, vincono addirittura per 4-0 in un match ininfluente.

Così non lo era, però, per il giovane Grandolfo, classe 1992 e promettente gioiello del settore giovanile biancorosso: per lui una storica ed indimenticabile tripletta personale nel massimo campionato italiano, evento che finisce nella storia dello stesso Bari (massima vittoria in A e primo giocatore a segnare 3 volte in trasferta).

Sembra l’inizio di una nuova stella, che comincia ad attirare le attenzioni di grandi club come Inter e Juventus.

Grandolfo comincia il pre campionato 2011/2012 col suo Bari, impegnato a resettarsi anche a livello societario per ricominciare dalla Serie B.

I problemi economici del club dello storico patron Matarrese, però, obbligano al sacrificio del giocatore che, nelle ultime battute della sessione estiva di calciomercato, viene ceduto al Chievo Verona (prestito con diritto di riscatto).

In gialloblù ritrova la Serie A ma non il campo, dato che con la squadra clivense il giovane Grandolfo raccoglierà alla fine solo 2 presenze stagionali, essendo chiuso da Alberto Paloschi e Sergio Pellissier.

L’attaccante, sfiduciato, torna la stagione seguente a casa Bari (il Chievo decise di non riscattarlo) dove però non si sente più al centro delle attenzioni: gioca 6 partite di Serie B fino al gennaio 2013, quando la società lo gira nuovamente in prestito ma di una categoria più sotto.

Grandolfo approda alla Tritium in Lega Pro, vi resta metà campionato con 13 presenze ed 1 gol (decisivo nello spareggio salvezza contro il Treviso), la squadra si salva ai playout ma a giugno è costretta a chiudere per problemi societari.

Inizia la parabola discendente ed un’altro trasferimento provvisorio, sempre in Lega Pro, al Savona (stagione 2013/2014, in tutto 14 presenze ed 1 rete).

Ma il grande trauma era dietro l’angolo: il Bari decide di non rinnovare il contratto, si spezza un cordone ombelicale che durava da sempre, e per Grandolfo è notte buia.

Senza squadra ed offerte appetibili, l’attaccante pugliese è addirittura costretto a ricominciare dalla Serie D: sono ormai lontani i tempi della tripletta in A contro il Bologna.

Si allena per un breve periodo con la Correggese, che alla fine decide di ingaggiarlo: è rinascita, Grandolfo diventa il fulcro dell’attacco emiliano e realizza ben 22 gol in 37 presenze, ritrovando stima e fiducia nei propri mezzi.

La squadra si piazza al 3° posto in classifica e non riesce a salire tra i professionisti, categoria che però riabbraccia il suo bomber che torna anche vicino casa: nell’estate 2015 arriva la chiamata della Fidelis Andria in Lega Pro, trampolino per il giusto rilancio.

L’aria di casa porta bene a Grandolfo che finora ha messo a segno 7 gol stagionali, che pesano quasi quanto quelli del maggio di 5 anni fa: perché la sua carriera è ancora tutta da scrivere.