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Ted Blessin Lasso: un marziano sul pianeta Terra

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Analogia di due personaggi, uno reale e l’altro inventato, che hanno un sacco di idee in comune

Ci sono voluti centottantasette giorni e quattro allenatori di mezzo ai tifosi del Genoa per tornare a godersi tre punti in classifica.

L’anemie da vittorie del Club più antico d’Italia era diventato un autentico caso da psicanalisi, con una situazione in campionato da film horror. Inizialmente neanche il cambio di proprietà, con l’avvento degli americani della 777Partners al posto di Preziosi, sembrava aver dato una sterzata positiva: Ballardini, Shevchenko e brevissimamente Konko (tecnico ad interim che nella sua unica panchina ha incassato un sonoro 6-0 a Firenze) non hanno trovato la soluzione.

E poi? Poi, a detta del nuovo presidente genoano Alberto Zangrillo nel post partita vittorioso sul Torino, lo scorso gennaio “è sbarcato un marziano sul pianeta Terra”. Il suo nome è Alexander Blessin, tedesco di Stoccarda, discreto ex attaccante che nel 2010 ha iniziato il suo nuovo percorso di allenatore che ha avuto il culmine tra l’esperienza nel settore giovanile del Lipsia (con Rangnick) e l’approdo nel 2020 in Belgio all’Ostenda dove ha ricevuto il premio di miglior tecnico della Jupiler ProLeague.

Blessin al Genoa si è concretizzato a causa del Piano-B: la società per il dopo Shevchenko (disastrosa la gestione del tecnico ucraino, senza vittorie) aveva trovato l’accordo con un’altro tedesco quale Bruno Labbadia che però, l’indomani la già citata Waterloo contro la Fiorentina finita con un punteggio tennistico, ha pensato di declinare la proposta. Il direttore rossoblù Johannes Spors, che sprovveduto non è, si lancia su Blessin e pagando una penale all’Ostenda lo porta a Genova.

2021: premiazione Blessin in Belgio come miglior tecnico della stagione

Il resto, tra diffidenza ed ironia generale, è storia recente: otto partite di Serie A da imbattuto, va bene la lunga serie di sette pareggi consecutivi, ma limando squadre abituate a segnare a manetta come Roma, Inter ed Atalanta sullo 0-0. Quindi il primo acuto, firmato Portanova contro il Torino.

Conferenze stampa mai banali, approccio mentale sui calciatori effettivamente positivo (tantissimi di loro hanno speso fin qui parole di elogio pubblicamente), un gioco aggressivo che poco si vede dalle nostre parti, una positività pazzesca ed un feeling con una piazza, quella rossoblù, ferita nell’orgoglio da anni.

Una conferenza di Ted Lasso

Blessin al Genoa ricorda la pluripremiata serie di AppleTv+ incentrata proprio sul mondo dello sport: l’allenatore in questione è Ted Lasso (da cui appunto il titolo), coach americano di football che si ritrova, per allontanarsi da casa per problemi familiari, ad accettare un incarico nella Premier League inglese di calcio.

Ovviamente per i media d’Oltre Manica è quasi un insulto e lo vedono/bollano subito. D’altronde Lasso importa concetti che fanno storcere il naso: armonia nel gruppo a furia di doversi scontrare con i totem dello spogliatoio che spesso lascia in panchina o tribuna tra la disperazione di media e sostenitori perchè non rispettano un suo particolare codice etico, conferenze stampa che spesso vanno oltre il discorso sportivo, metodi di allenamento “strani”, cultura della vittoria e soprattutto delle sconfitte che tendono a stemperare gli animi (non piacendo ai focosi tifosi del Richmond, che non mancano di insultarlo per i risultati iniziali). Ovviamente la romanzata televisiva aiuta e spinge la serie, ma di fondo resta un bel collegamento con quel “marziano sbarcato sul pianeta Terra” qual’è Blessin, passato dal torneo belga ad una Serie A in cui avrebbe dovuto dimostrare tutto e fin da subito.

Ted Lasso nella sua serie tv spazia anche in tanti argomenti extra-calcio, ma il suo modo di fare pacato ma allo stesso tempo energico/decisivo in certi momenti della stagione, ricordano fin qui il tecnico tedesco del Genoa. Col tempo riesce a creare un bel rapporto tra società e tifosi, diventando un punto di riferimento per tutti. Ah, per la cronaca: in una puntata, l’immaginario allenatore americano incappa in una lunga serie di pareggi che gli costano il nomignolo di “misterX”. Se non è questo un accostamento perfetto…..

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